Steve Jobs e Jeff Bezos: quel che è stato e quel che sarà

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Quante volte abbiamo sentito parlare di questi due uomini, Steve Jobs e Jeff Bezos, e delle loro aziende, Apple e Amazon, due imperi industriali che hanno fatto la storia dell’informatica e dell’imprenditoria, non solo grazie ai soldi, ma anche nelle diverse filosofie di pensiero che essi avevano verso la tecnologia. Il primo, Jobs, la pensava più nei dettagli, adatta a tutti e rinchiusa in un mondo proprio, dove nessuno poteva entrare tantomeno mettere mano. Il secondo, Bezos, venditore di prim’ordine, con un’occhio più concentrato verso il consumismo di massa, nel quale l’utente può chiedere ciò che desidera senza limitazioni. Insomma, due modi completamente differenti, se non opposti, di vedere i dispositivi, l’informatica, la tecnologia, i consumatori e la società in cui vi erano sommersi. Sono due differenti mentalità che hanno riscontrato, paradossalmente, la stessa risposta, non solo mediatica, ma anche finanziaria, portando nelle casse delle rispettive aziende milioni di dollari. Entrambe hanno cambiato il mondo che ci circonda e hanno dato l’input per le prossime generazioni.

Steve Jobs e Jeff Bezos sono due innovatori che hanno saputo modellare il mondo a loro immagine e somiglianza, portando delle politiche di prodotto e di mercato che nessuno mai prima aveva avuto il coraggio di portare, soprattutto nel settore della tecnologia, delicato e, allo stesso tempo, spigoloso, ricco di insidie derivanti dal tempo che passa e dalla frenetica innovazione che si deve fare per stare al passo con la concorrenza. Uno dei punti che li accomuna è proprio la guerra che essi, quasi come una religione, hanno saputo fare verso i propri competitor, talvolta azzardando trovate di marketing bizzarre e folli, poi rivelatesi altamente azzeccate. Il tutto diluito con grande personalità e simpatia, nella quale i consumatori si riconoscevano. Ed è proprio grazie a queste filosofie di pensiero che Steve Jobs e Jeff Bezos sono diventati due icone mondiali della tecnologia, anche se molto differenti fra loro.

Steve Jobs è stato amato, ed ancora lo è, per l’accuratezza che aveva nello sviluppare un dispositivo, o come lo definiva lui “un prodotto“, che gli utenti non dovevano semplicemente utilizzare, ma dovevano avere voglia di morderlo, mangiarlo o leccarlo per quanto bello fosse. La bellezza veniva prima di tutto e i dettagli insieme ad essa. L’aspetto esteriore per Jobs era fondamentale per dare il messaggio di ‘migliore‘ che altre aziende non inviavano ai consumatori. Ovviamente poi veniva l’utilizzo del dispositivo stesso, semplice e dinamico. Per non parlare della politica di distinzione, che Steve Jobs aveva come punto fisso nella sua mentalità di innovatore, volendo arrivare non solo prima degli altri all’obiettivo finale, ma anche con quel tocco di personalità in più che in molti non potevano permettersi.

Jeff Bezos all’apice del suo successo, grazie all’idea di dare tutto a tutti, senza esclusione di prodotti o possibilità, attraverso un sito di e-commerce rivoluzionario, che ha dettato le leggi per il futuro degli acquisti online. Per lui le cose più importante sono sempre state la puntualità e la velocità del prodotto o, meglio, del servizio, essendo Amazon una delle società di servizi informatici più importanti al mondo. A differenza di Jobs, Bezos non ha mai fatto molto appoggio ai dettagli di design, sia dell’hardware che del software, in tutti i suoi prodotti, anche se negli ultimi anni ha migliorato di molto la propria filosofia di pensiero. Ciò che non ha cambiato e che, forse, è proprio il punto forte della società da lui capitanata, è il costo dei prodotti e dei servizi, sempre più basso degli altri e, a volte, inferiore al costo che Amazon paga per venderlo, perdendo denaro, ma guadagnando in immagine.

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Uno dei punti che li accomuna maggiormente è il carattere con cui si sono fatti strada nel mondo della tecnologia. Potremmo dividere questa fase in due particolari sezioni: il carattere utilizzato con i propri dipendenti e colleghi di lavoro e quello che poi viene fuori durante le presentazioni, nei confronti del mercato e della concorrenza. Entrambi sono sempre stati molto severi e duri, talvolta con atteggiamenti che sfioravano l’indecenza, ma che visti con il senno di poi, probabilmente, sono stati fondamentali per avere uno sviluppo duraturo e ottimista. Jobs mostrava questo lato soprattutto quando insultava chi non gli dava ciò che si aspettava, urlando e facendo sentire jobsla sua voce anche a chi non era indirizzata, incutendo terrore e ansia nei dipendenti, mentre Bezos con la sua grossa e ricca risata, famosissima negli ultimi anni, che mette timore, soprattutto se accompagnata da qualche pugno sbattuto sul tavolo, e successivamente al licenziamento in tronco. L’atteggiamento dei due si è manifestato anche nelle scelte più semplici della vita quotidiana lavorativa, come il bianco dei muri per Jobs e le porte divenute scrivanie per Bezos.

Due mentalità che convergono anche nelle scelte di marketing, semplice ma, allo stesso tempo, molto penetranti. Pensiamo ad Apple, che negli ultimi anni ha sviluppato le proprie pubblicità, sia cartacee che video, con uno sfondo bianco e il prodotto al centro, o completamente immerso nella natura, accompagnato magari da una voce di sottofondo che recita una poesia. Mentre Amazon ha sempre puntato sulla velocità e flessibilità che i propri dispositivi hanno in ogni momento della giornata, e la comodità che i servizi collegati al prodotto fisico offrono rispetto ad altre aziende che producono o l’uno o l’altro. Questo ha fatto sì che le due aziende si creassero un’identità, ad oggi ben impressa nella mente degli utenti e dei consumatori, i quali sanno perfettamente cosa acquistare, come e a quale scopo. Schermata 2014-04-23 alle 01.54.10Far capire il proprio prodotto alle persone è stata una missione che entrambi hanno voluto portare avanti negli anni, soprattutto e questi prodotti andavano a rivoluzionare una parte della tecnologia attraverso una filosofia mai tentata prima da nessun altro.

La filosofia dei prodotti è stato un punto che non hanno mai perso di vista, poiché l’innovazione non è semplicemente mettere un chip più avanzato su un oggetto di plastica o di metallo, ma bisogna cambiargli forma, adattarlo alle necessita delle persone e farle vivere in sintonia perfetta con la tecnologia. Anche se differenti, le mentalità dei due innovatori sono anche parallele, poiché sviluppatesi su una stessa base: cambiare la vita delle persone.

Possiamo dire con franchezza che ci sono riusciti, e non solo in ambito informatico, ma anche sociale, rivoluzionando il modo di comunicare e pensare. Apple e Jobs hanno puntato maggiormente all’interazione che l’utente ha con il dispositivo, provando con iPhone a cambiare la telefonia, con iPad e Mac a cambiare i computer e con iPod a cambiare la musica, anche grazie ad iTunes. Amazon e Bezos si sono soffermati più sul consumo di massa, grazie al sito che tutti conosciamo, poi provando ad inserire i libri, la prima merce che Amazon ha venduto nella sua storia all’interno del sito, nel lontano 1994, su un dispositivo digitale e più comodo rispetto ai normali libri, infine sviluppando un vero e proprio tablet, collegato ad una serie di servizi multimediali che permettono all’utente di avere tutto ciò che desidera, proprio come lo store online.

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Da innovatori di razza, Jobs e Bezos, hanno sempre puntato a sviluppare le proprie idee non solo nell’azienda principale, quindi Apple o Amazon, ma anche spostando lo sguardo verso orizzonti differenti, come la Pixar e il Washington Post, due business completamente differenti, ma che racchiudono un particolare in comune: l’importanza dei settori in cui operano per la società d’oggi. Come sicuramente saprete, la Pixar opera nel campo della produzione cinematografica d’animazione, progettando e sviluppando film e cartoni animati con i quali tutti, chi più chi meno, siamo cresciuti, e con i quali, molto probabilmente, cresceranno anche i nostri figli. Il Washington Post, invece, è ancora in fase di ristrutturazione per la gestione Bezos, affidatagli da qualche mese, il quale però non ha fatto mancare messaggi di ottimismo per il futuro del giornalismo, soprattutto grazie alla tecnologia.

Questa voglia di cambiare ciò che li circonda, grazie alle proprie idee, ha dato modo ad entrambi di sviluppare un grande successo. Loro l’hanno sempre considerata una missione. E’ stata proprio questa convinzione a spingerli oltre ciò che, probabilmente, non avrebbero fatto senza. Il fiuto per gli affari si è dimostrato sempre eccellente, ma non bastava solo quello, ci voleva anche un po’ di follia e voglia di uscire fuori dagli schemi, perché solamente superando te stesso puoi capire se sei superiore a te stesso. Di sbagli ne hanno fatti, ma non si sono mai tirati indietro, anche quando venivano messi in dubbio o in cattiva luce.

Per molti Jeff Bezos è considerato il nuovo Steve Jobs, colui che nei prossimi anni ne seguirà le orme, magari con un tocco personale differente, ma pur sempre rivoluzionario. Sarà diffide superare Jobs, anche se, per molti, Bezos è a buon punto, soprattutto grazie ai progetti che ha in mente e sta già sviluppando. La filosofia che sta mettendo nei propri prodotti sfiora quella di Apple, ma come un’innovatore seriale, Bezos, punta molto più in alto e non accetta paragoni con altri suoi colleghi. Amazon si sta sviluppando ed ingrandendo a livelli mai immaginati prima d’ora, merito della visione che lo stesso Bezos ha avuto, la stessa visione che sarà fondamentale per il proseguo del cammino nel mercato e nella società che, se confermato, potrebbe portare Jeff Bezos a divenire la nuova icona mondiale della tecnologia.

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