IBM: cala il fatturato nell’ultimo trimestre

801
0
CONDIVIDI

E’ sempre stata considerata come una delle più importanti società al mondo nel settore informatico, ma durante lo scorso trimestre i ricavi di IBM hanno fatto risentire la mancanza di prodotti relativi al mercato di massa, operando soprattutto in quello professionale. Ovviamente, la colpa dei bassi numeri di questo trimestre, non è data solo da questa scelta che, IBM, ha effettuato anni fa, ma anche da una politica che inizia a offuscare il nome rispetto ad aziende più note, o comunque maggiormente in vista, che di conseguenza vengono apprezzate e amate da svariate tipologie di utenti e consumatori.

IBM ha, infatti, registrato il più basso reddito trimestrale degli ultimi cinque anni. I dati parlano di utili in calo del 21%, anche se si trova perfettamente in parallelo con ciò che l’azienda stessa si aspettava, e un calo dei ricavi annuali per l’ottavo trimestre consecutivo. La notizia arriva proprio dopo gli enormi costi sostenuti per un piano di focalizzazione nel portare la società sempre più sull’offerta di servizi tecnologici e sempre meno sull’hardware.

Queste le parole dell’amministratore delegato di IBM, Ginni Rometty, che assicura:

“Addentrandoci nel 2014 inizieremo ad avere benefici dalla focalizzazione sulle nostre aree strategiche di crescita che includono la nuvola informatica, l’analisi di enormi quantità di dati, la sicurezza, i social media e il settore mobile”.

Parlando strettamente in termini numerici, nel primo trimestre 2014, IBM ha registrato utili netti per 2,4 miliardi, con un calo del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Al netto delle voci straordinarie, i profitti per azione sono stati di 2,54 dollari, in calo rispetto ai 3 dollari dell’anno prima ma in linea alle stime. I ricavi complessivi hanno raggiunto quota 22,5 miliardi di dollari, con un ribasso del 4% dal primo trimestre del 2013 e meno dei 22,91 miliardi attesi dal mercato. Le vendite nei mercati dei Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) hanno ceduto l’11% (con in testa la Cina dove le perdite sono state del 20%) mentre le vendite nelle Americhe sono state di 9,6 miliardi di dollari (-4%) e quelle in Europa, Medio Oriente e Africa sono arrivate a 7,6 miliardi (+4%). Si conferma la flessione dell’area Asia Pacifico che ha totalizzato 5 miliardi di ricavi (-12%).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS