Facebook si prepara a diventare una banca digitale

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L’idea ha iniziato a circolare negli uffici di Facebook già cinque anni fa, quando erano stati inseriti nel social network i famosi “Credits“, una speciale moneta digitale che permetteva l’acquisto di beni e servizi, soprattutto in ottica videogiochi. L’esperimento, però, è fallito ed è stato archiviato nel 2012: quei crediti non hanno mai fatto breccia nel cuore degli utenti. Stavolta però l’approccio è molto più complicato e, allo stesso tempo, migliore, poiché non si parla solo di moneta per la piattaforma, bensì di una vera e propria risorsa per servizi finanziari in tutto il mondo, settore molto sviluppato ad oggi, vedi PayPal, che non fa mancare dei buoni ricavi, data la convenienza del servizio.

A dare la notizia è il Financial Times, che sembra sicuro dell’indiscrezione adagiando ad essa anche dei dettagli che potrebbero essere confermati nei prossimi mesi. Facebook, racconta la testata giornalistica, sarebbe già in trattativa con la Banca centrale irlandese per l’assegnazione e il via libera dello status di istituto emoney, quindi di società autorizzata alla raccolta di denaro e, successivamente, alla conservazione. A differenza di ciò che accadeva cinque anni fa, questa moneta non sarà spendibile solo nell’ecosistema targato Facebook, ma anche al di fuori, divenendo così una vera e propria banca digitale.

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Il progetto è iniziato già da un anno circa, con l’acquisto di varie startup londinesi che hanno sviluppato il loro business proprio all’interno di questo settore, come TransferWise, Moni Technologies e Azimo. Facebook, potrebbe piazzarsi proprio nel centro di ciò che ad oggi è possibile utilizzare e trovare sul mercato, offrendo da una parte un conto corrente virtuale, dall’altra un servizio di trasferimento di denaro e un più tradizionale sistema di valuta virtuale per acquisti in rete. Il tutto, ovviamente, a livello europeo.

La funzionalità del servizio è basata soprattutto sulla convenienza che esso può dare a società e consumatori finali, grazie anche e soprattutto alla tecnologia, che ad oggi permette uno scambio ed una comunicazione immediata. In sostanza, le aziende dovranno battersi per cercare di attrarre il consumatore anche da questo lato, e Facebook non vuole perdere l’opportunità di averne dei ricavi, come ne ha oggi con la pubblicità, principale fonte di guadagno del social network blu. Non ci sono costi nascosti, a leggere i termini di servizio di siti come Azimo e Transferwise.

Naturalmente, questo alimenterà il mercato online, e lo aprirà anche a quelle aziende che non possono permettersi troppe diavolerie tecnologiche e agganci particolari. Per il momento a Menlo Park, nella sede centrale di Facebook, tutto tace, e comunicazioni ufficiali in merito non sono ancora state rilasciate. Negli ultimi mesi però, i portavoce di Facebook hanno dichiarato a diverse fonti che non intendono “commentare speculazioni” sull’operazione, guidata dal vicepresidente per le partnership Sean Ryan.

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Ragionando a priori, possiamo dire che questa trovata potrebbe regalare al social network di Mark Zuckerberg guadagni facili e molto ben collegati, grazie alla popolarità del sito e alle aziende che ogni giorno vi puntano su migliaia di euro in pubblicità. La concorrenza dovrebbe essere preoccupata di questa mossa, come PayPal, Western Union e MoneyGram da una parte e Amazon, Alibaba e eBay dall’altra, perché le possibilità che si aprono sono indubbiamente maggiori rispetto ai nomi appena elencati.

Un dato che potrebbe far capire immediatamente come Facebook si muoverà nei prossimi anni è il superamento della soglia dei 100 milioni di utenti in India, il più grande mercato nazionale dopo gli Stati Uniti dove pure già qualche forma di money transfer sul social è concessa, ma solo per gli sviluppatori che incassano i proventi degli acquisti in-app. E’ anche vero che Facebook dovrà sviluppare tecnologie nuove e strutture altrettanto sicure per mantenere queste liquidità e questi dati all’interno dei propri server, ma per il momento non sembra essere un problema.

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  • Federico Teruzzi

    Gestire le transazioni finanziarie degli utenti è il prossimo naturale passo di tutti i social network e delle grandi case di tecnologia, Google (che con Wallet ci prova da anni) e la stessa Apple lo faranno a breve. Le banche tradizionali si dovranno adattare.