Ippocratismo digitale

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L’ippocratismo digitale è un antico e importante segno clinico in medicina, descritto da Ippocrate quasi 2500 anni fa, in un paziente con empiema. Anche se le dita ippocratiche sono per lo più asintomatiche, spesso esse si associano alla presenza di alcune malattie di base. L’ippocratismo digitale è caratterizzato da un ingrossamento del bulbo focale dei segmenti terminali delle dita e/o dei piedi dovuto alla proliferazione di tessuto connettivo tra matrice dell’unghia e la falange distale.

La sua patogenesi esatta non è nota ma, il fattore di crescita derivato dalle piastrine (PDGF) e fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF) sono stati recentemente associati al fenomeno. Anche se asintomatiche esse sono associate a numerose patologie.

L’ippocratismo digitale può verificarsi in modo isolato o a causa della sindrome di oste artropatia ipertrofica (HOA), che si caratterizza per periostosi delle ossa lunghe e occasionale allargamento doloroso.

Negli adulti, il tumore maligno del polmone è la causa predominante dell’ippocratismo digitale, contribuendo a quasi il 90 % dei casi. L’ippocratismo digitale è associato alle complicanze delle malattie infiammatorie intestinali ed è più comunemente osservato nella malattia di Crohn che nella retto-colite ulcerosa.

Inoltre l’ippocratismo è segnalato soprattutto nella cirrosi biliare, ma è stata descritta anche in altre malattie del fegato, come la cirrosi portale, amiloidosi secondaria epatica, cirrosi alcolica e atresia delle vie biliari.

Anche l’HIV è stata associata all’ippocratismo ma, a tutt’ora le evidenze statistiche e sperimentali sono ancora deboli.

Nelle malattie cardiovascolari come l’endocardite infettiva, di solito si nota una forma più lieve di ippocratismo digitale, mentre in cardiopatia congenita cianotica si manifesta un ingrossamento delle dita più evidente.

Il trattamento di questa particolare malattia consiste nell’individuare la sua causa scatenante ma si può ricorrere anche in una terapia del dolore.

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