Siamo tutti ranocchie?

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Conoscete l’esperimento della rana bollita? Vi assicuro che vale la pena ripassarlo, soprattutto quando si parla di alimentazione. Dunque, in un pentolone pieno d’acqua fredda nuota placidamente una ranocchia. Un ricercatore malvagio accende il fuoco sotto il pentolone e l’acqua inizia a scaldarsi: all’inizio è tiepida, piacevole per sguazzarci. La temperatura continua a salire, adesso fa un po’ più caldino, ma è comunque gradevole. Man mano, però, nuotare diventa sempre più faticoso, adesso fa proprio troppo caldo. La rana rallenta l’andatura, è stanca e fiacca, non ha più la forza di reagire. La temperatura continua ad aumentare fino a che la nostra ranocchia finisce bollita.

Storia triste, vero? Ma se la stessa rana venisse gettata direttamente nell’acqua bollente, questa schizzerebbe rapidamente fuori, mettendosi in salvo! Tutto questo cosa ci può insegnare? Qualsiasi cambiamento che avvenga in maniera graduale, raramente suscita una nostra reazione. L’alimentazione è quel cambiamento. L’uomo ha modificato il modo di nutrirsi, ma anche il tempo ad esso dedicato e i luoghi stessi da cui provengono i cibi di cui si nutre oggi sono i più disparati.

panino_junk_foodI nostri antenati si cibavano di quello che offriva la natura, poi verso la fine del XIX secolo, in Occidente, è iniziata l’era dell’abbondanza grazie all’industrializzazione. Via libera ad allevamenti intensivi, cibi raffinati, conserve alimentari, per poi finire, dal 1950 in poi, all’era dei fast food. Il problema più grande, in tutto questo, è che il metabolismo umano è rimasto uguale a quello dei nostri antenati! I nostri geni sono praticamente gli stessi, perché i tempi evolutivi sono molto lunghi. I ritmi di vita non sono più regolati dalla natura, siamo più stressati e sedentari. Mangiamo fragole a Natale e non riusciamo a decifrare la metà degli ingredienti scritti sull’etichetta di un pacchetto di biscotti. I cambiamenti ci sono stati ma noi ce ne siamo accorti? O siamo come la ranocchia che sguazza nell’acqua tiepida? Dobbiamo per forza aspettare che il medico ci dica che siamo diabetici e ipertesi o possiamo uscire dal torpore e capire finalmente che cosa mettiamo nel piatto? Nei prossimi articoli capiremo di cosa ci nutriamo, cosa sono quindi carboidrati, proteine, lipidi, vitamine e minerali. Dopo aver conosciuto il cibo capiremo di cosa abbiamo veramente bisogno per stare bene e in forma facendo in modo che “il cibo sia la nostra medicina” (Ippocrate).

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  • Mario Faluzzi

    Stupenda la ranocchia…bellissimo anche l’articolo, il concetto è passato benissimo…almeno a me! Grazie