E’ Super Bayern, Guardiola ha vinto ancora

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Quando il 16 Gennaio scorso è stato annunciato l’ingaggio da parte del Bayern Monaco di Josep Guardiola come nuovo allenatore a partire dalla stagione successiva pressoché tutti gli addetti ai lavori hanno pensato la stessa cosa, ossia se il tecnico Spagnolo potesse essere in grado di riproporre in Germania quanto di straordinario fatto al Barcellona, plasmando una squadra a sua immagine, portando alla conoscenza del mondo calcistico quello che sarebbe diventato il suo marchio di fabbrica, il famoso Tiki Taka, fatto di continui passaggi stretti, possesso palla teso a snervare gli avversari e verticalizzazioni verso il compagno di squadra che nove volte su dieci conclude dall’interno dell’aerea di rigore, quasi a voler entrare in porta con tutto il pallone.

Al termine di quella stagione l’allora allenatore del Bayern Jupp Heynckes calò il tris, portando in Baviera nell’ordine : campionato, coppa di Germania e Champions League, vinta nella finale tutta Tedesca contro il Borussia di Klopp. A quel punto si è aggiunta un’altra domanda nella testa dei calciofili attenti alle vicende di casa Bayern, Guardiola sarebbe stato capace di prendere un testimone cosi pesante? sarebbe stato in grado di reggere alla pressione di una piazza che non pareva per niente appagata dall’abbuffata di trofei dell’anno precedente e che da sempre è abituata a vincere. Una prima importantissima risposta ce l’ha data questa prima parte di stagione, Guardiola è stato dapprima architetto di un mercato estivo studiato nei minimi particolari e che ha visto la partenza di una prima punta statica e pesante come Mario Gomez alla volta di Firenze e l’arrivo di due folletti di centrocampo inseriti in un settore straordinario dal punto di vista fisico e che ora può vantare la presenza di un metronomo come Thiago Alcantara e di un ulteriore funambolo come Mario Gotze.

La stagione del Bayern inizia in maniera agrodolce, Guardiola si conferma allenatore capace e soprattutto in grado di acquisire in breve tempo la fiducia dei senatori della squadra, i primi stravolgimenti tattici si vedono nell’amichevole di lusso contro il suo ex Barcellona nel quale si impone per 2-0, salvo poi vedersi piovere addosso le prime critiche per la sconfitta in Supercoppa di Germania ai danni del Borussia Dortmund, un pesante 4-2 che evidenzia ancora lacune e mancanze nell’impianto di gioco che Guardiola sta pian piano creando. Tutti immaginavano un periodo di rodaggio per quella che è una corazzata e che l’anno prima aveva vinto tutto, non è facile far valere le proprie idee e vederle approvate ed apprezzate da chi si sente già arrivato, da chi era abituato a giocare un calcio che già era bello e vincente. Ma come già detto Guardiola ha dalla sua la fiducia di quei campioni che sanno bene che seguendo quel guru, quel brillante manager, quell’elegante, affabile, poliglotta Spagnolo potrebbero raggiungere un livello ancor più alto dei 3 trofei in un anno, la perfezione non esiste nella vita cosi come nel calcio, ma Lahm e compagni sanno bene che ci si può veramente avvicinare.

Inizia il campionato e arriva il momento per i ragazzi di Pep di mettere da parte la delusione per la sconfitta in Supercoppa e onorare la competizione nazionale da campioni in carica, possibilmente mettendo in pratica gli insegnamenti tattici del mister, che arrivano puntuali all’esordio contro il Borussia Moenchengladbach, 3 a 1Bundes iniziata col piede giusto, ancora non basta a Guardiola, il Bayern incassa diversi tiri verso lo specchio della porta, la difesa sbanda in alcune occasioni, Dante si rende autore di un autogol, le indicazione positive arrivano dal centrocampo in su, laddove Robben e Ribery riprendono da dove avevano lasciato e il duo Kroos-Schweinsteiger prende in mano le redini della mediana. I turni successivi il Bayern chiude anche la porta, basta un gol di Mandžukić a Francoforte e doma il Norimberga in casa per due reti a zero.

La marcia inarrestabile però ancora non può iniziare, con la testa già alla sfida di Supercoppa Europea contro il Chelsea di Mourinho, il Bayern si fa raggiungere a Friburgo nei minuti finali pareggiando 1 a 1. Da qui in poi Guardiola mette il punto e comincia la marcia inarrestabile della sua corazzata, vince a Montecarlo contro i blues ai rigori e non si ferma più, il gioco inizia a vedersi, l’inserimento graduale dei nuovi acquisti è completato, la squadra gioca a memoria, passaggi orizzontali e triangoli rapidissimi che tagliano fuori anche le difese più coperte, gli esterni che volano sulla fascia supportati da Alaba e Lahm, che si confermano tra i migliori terzini in circolazione, Neuer mette il lucchetto alla porta ed è bravo a far partire velocemente l’azione nelle ripartenze, i centrocampisti adottano subito il tipico pressing di Catalana memoria e il possesso palla raggiunge percentuali altissime, il Bayern incanta in campionato e in Champions League, sembra il preludio ad un altra stagione di successo, ormai Guardiola ha la squadra in mano, ha avuto il merito di introdurre il Tiki Taka in Germania quando a molti sembrava non poter avere successo di fronte a squadre più organizzate e rocciose di quelle Spagnole, ormai Monaco ha dimenticato definitivamente Heynckes e si affida totalmente al suo nuovo condottiero. Guardiola affascina, il Bayern affascina e si conferma regina anche fuori dai confini continentali ammazzando il Mondiale per club e vincendolo in scioltezza. Ormai è chiaro a tutti che questa squadra e questo tecnico potranno anche non riempire la bacheca come la stagione precedente ma apriranno di sicuro un ciclo, il divario in campionato appare già incolmabile e dopo aver vinto il proprio girone di Champions lo squadrone Bavarese annichilisce anche l’Emirates Stadium imponendosi 0 a 2 sull’Arsenal. Guardiola pur non avendo ancora vinto nulla ha creato i presupposti per portare questa squadra il più vicino possibile alla perfezione e cancellare in poco più di mezza stagione tutti gli scetticismi che lo riguardavano. Guardiola ha vinto ancora, pur non avendo ancora vinto.

 

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