IL PUNTO – Gode il Wolfsburg, risorge l’Amburgo

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Il Wolfsburg vede la Champions –

Non basta essere la squadra più forte di Germania e forse anche del mondo. Come se non bastasse infatti, il Bayern Monaco continua a ricevere regali dalle sue inseguitrici, che una dopo l’altra si fermano ad intermittenza consentendo ai bavaresi di giocare un campionato in solitario volando a +19 sulla seconda. Oltre alla corazzata di Guardiola, 14 vittorie consecutive e 47 gare di fila senza sconfitte, l’altra vincitrice di giornata è il Wolfsburg di Hecking, che supera con un perentorio 3-1 il Bayer Leverkusen e si porta a -2 dallo Schalke quarto in classifica. I Lupi sono la vera regina di giornata, tornati nuovamente competitivi proprio al momento giusto grazie al ritorno in auge di Bas Dost e di una linea mediana, Luiz Gustavo – Medojevic, che in futuro potrebbe fare le fortune del Wolfsburg. Sabato prossimo, con lo Schalke impegnato a Monaco, Hecking potrebbe effettuare il sorpasso sui rivali di Gelsenkirchen. Piange ancora un Leverkusen in caduta libera, che dopo i 4 gol incassati in settimana dal PSG ne prende altri 3 ingrossando la sua crisi. C’è bisogno di un cambio di marcia, anche perchè senza la Coppa di Germania e “quasi” senza Champions League, ad Hyypia è rimasto solo di lottare per il secondo posto. Non ride neanche Jurgen Klopp, che frana clamorosamente ad Amburgo proprio alla vigilia di una gara importantissima contro lo Zenit in Champions League. Le preoccupazioni più grandi vengono però dagli infortuni, perchè il Dortmund oltre a perdere in campo continua anche a perdere pezzi importanti della sua squadra. Adesso si è fermato anche Bender (10 settimane di stop) e continuano a rinviare i loto ritorni in campo Hummels  e Gundogan. Senza l’ossatura principale della sua squadra, è impossibile per Klopp trovare una continuità di prestazioni e di risultati.

Slomka e Verbeek, chapeau! 

La 22.a giornata è stata però quella della rinascita dell’Amburgo, che torna a ruggire dopo 8 giornate senza vittoria. Mirko Slomka ha ridato ai Dinos l’orgoglio perduto e la consapevolezza dei propri mezzi, trovando la gara perfetta contro un Dortmund tramortito e spiazzato da tanta rabbia. L’ex tecnico dell’Hannover ha fatto quello che tutti si aspettavano da lui, arretrando la quadra di qualche metro e disegnando una formazione ordinata e lineare, senza invenzioni e particolari o giocatori fuori ruolo come avveniva in passato. La sua esperienza può portare la squadra fuori dalle sabbie mobili della retrocessione, l’importante sarà mantenere lo stesso ardore agonistico fatto vedere sabato scorso.

Discorso identico per il Norimberga di Verbeek, che con la stessa caparbietà sta trascinando il Club ad una salvezza che solo tre settimane fa sembrava un miraggio. Stavolta oltre al coraggio c’è stato anche un pizzico di fortuna e la bravura di un maestoso Schafer, che ha parato due calci di rigore fermando la corsa di un Branuschweig volenteroso ma troppo inesperto. Dodicesimo posto in classifica e + 4 sul terzultimo posto. Sono i numeri che parlano a favore di un tecnico tra i migliori della Bundesliga. Oltre alla qualità del suo gioco, l’ex tecnico dell’AZ Alkmaar è riuscito a riportare tranquillità in un ambiente dilaniato da lotte interne e che si era rassegnato alla retrocessione. Slomka e Verbeek, due condottieri veri.

Europa League – 

Non sarà facile andare in Europa ma comunque vada sarà un successo. Hertha Berlino, Augsburg e Mainz continuano a stupire la Germania per qualità di gioco e risultati. Tre quadre costruite con pochissimi soldi (e tanti prestiti) ma affidate a tre allenatori di grande qualità come Luhukay, Weinzierl e Tuchel. Tre tecnici che amano giocare a calcio, che non si nascondono neanche contro le grandi ma che, a dispetto dell’età almeno per gli ultimi due, riescono sempre a non perdere la testa anche nei momenti di difficoltà. La dimostrazione di questa straordinaria maturità, è stato il successo dell’Augsburg contro il Friburgo, che sotto di una rete al 73′ del secondo tempo, i bavaresi hanno ingranato la quinta e in 12′ hanno realizzato 3 gol vincendo in scioltezza una partita delicatissima. Comunque vada, la Bundesliga si è regalata una ventata di novità e di futuro. E scommettiamo che dalla prossima stagione sentiremo ancora parlare di questi tre tecnici, già sul taccuino di top club europei.

Crisi Stoccarda e M’gladbach – 

Schneider e Favre non riescono più a vincere. Se il secondo, almeno riesce a non perdere, il primo è incappato in una serie pericolosa di 7 sconfitte consecutive. Lo Stoccarda è infatti irriconoscibile, gioca male, non segna (manca troppo Ibisevic) ed è sempre più nervoso. La società sta provando ad avvicinare i tifosi alla squadra ma i risultati non si vedono. Gli errori in campagna acquisti e una difesa da terza serie, hanno portato gli Svevi al terzultimo posto. Domenica c’è uno scontro diretto a Francoforte dove è vietato sbagliare. Un’altra sconfitta porterebbe all’esonero (forse giusto) di uno Schneider sempre più in confusione. Diversa invece la crisi del Borussi M’gladbach, che sta perdendo il treno Champions dopo un girone di andata da applausi. Contro l’Hoffenheim è sfuggita ancora una volta la vittoria (che manca da dicembre, ben 5 turni) nonostante un vantaggio di due reti. Fino ad ora è stato un problema di stanchezza ma adesso sta diventando un problema di testa. Superato questo scoglio mentale, i Fohlen hanno le qualità per reinserirsi nel gruppone Champions. Servono però i gol di Kruse e Raffael, rimasti con la testa al 2013.

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