Outernet: il nuovo Internet che arriva dallo spazio, libero e gratuito

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Non sappiamo se esistano altre forme di vita intelligente nell’immenso spazio dell’universo, sappiamo però che grazie ad esso è possibile sviluppare nuove tecnologie, filosofie di pensiero e magari anche una rivoluzione informatica, che potrebbe portare Internet ad essere solamente un vecchio ricordo da spolverare. Su questo si basa il progetto Outernet, iniziato dalla compagnia newyorkese Media Development Investment Fund, che sta cercando di costruire un web libero e gratuito basato su una flotta di minuscoli satelliti cubici ed economici chiamati CubeSat, creati per ritrasmettere in un loop continuo i contenuti ricevuti da stazioni terrestri. Il progetto è sviluppato sull’idea che ognuno debba essere informato e collegato ad ogni altra persona o fatto, e che niente e nessuno possa ostacolare questo rapporto, molto spesso basato sul denaro e sulla poca coerenza da parte di chi è a capo della rete. Secondo i dati della società promotrice, solo il 60% della popolazione terrestre può accedere a una connessione a Internet senza limiti o restrizioni, e questo è grave nel 2014.

Il prezzo dei dispositivi, tra cui troviamo smartphone e tablet in prima linea, si abbassa ogni anno sempre più, ma ciò che resta invariato, o forse si alza addirittura, è il prezzo dei dati in alcune delle aree del pianeta, il quale diventa di conseguenza insostenibile per la maggior parte delle persone, che non possono usufruire di un mezzo, Internet, che ad oggi può essere considerato come l’acqua per la sua utilità e importanza in campo sociale. In alcuni luoghi nello specifico, come le aree rurali o quelle più remote e inaccessibili, le antenne per i cellulari e i cavi in fibra ottica semplicemente non esistono. Il principale obiettivo di Outernet è quello di distruggere il divario globale che non permette di accedere all’informazione, fornendo dati online a quel 40% attualmente escluso dalla rete.

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Per arrivare alla realizzazione dell’idea, Outernet si basa su una vera e propria costellazione di mini-satelliti, che verranno sparati nell’orbita terrestre bassa, ovvero da 160 a 2000 km dalla superficie. I contenuti verranno erogati attraverso una una tecnologia chiamata datacasting, che si basa essenzialmente sulla diffusione in grandi linee attraverso le onde radio sfruttando i segnali DVB, Digital Radio Mondiale, e in multicasting via Wi-Fi basato su protocollo UDP. In questo modo, attraverso la trasmissione di contenuti digitali per dispositivi mobili, semplici antenne e parabole satellitari già esistenti, verrebbe garantito a tutta l’umanità un livello base di notizie, informazioni e intrattenimento.

Per il primo periodo di vita sarà semplicemente una ‘rete a senso unico’, che permetterà all’utente finale, solo di ricevere dati, tutto grazie agli aggiornamenti costanti che verranno effettuati dallo spazio. Inoltre sarà possibile aggirare le limitazioni che i governi chi per loro mettono alla rete in alcuni paesi del mondo e, non ultimo, il sistema potrebbe rivelarsi molto utile come sistema globale di notifica durante le emergenze e i disastri naturali. Se il progetto si sviluppasse secondo i piani dei fondatori, entro la metà del 2015 questa prima fase dovrebbe essere completata a pieno.

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Per quanto riguarda il futuro, invece, Outernet mira a trasformarsi in un sistema in grado di garantire una comunicazionea due vie, libera e gratuita per chiunque. Il principale nemico di questo progetto sono i costi, colpa dei mini-satelliti, oltre 40 milioni di dollari per acquistarli.  Non parliamo di una cifra spropositata o impossibile, ma comunque importante per un progetto che crescerà con le donazioni degli utenti.

Se siete interessati a conoscere il progetto o magari a donare una ingente, o anche  piccola, somma di denaro, vi consigliamo di visitare il sito ufficiale del progetto. Nel mese di giugno verranno completati dei prototipi che saranno spediti sulla Stazione Spaziale Internazionale il prossimo settembre.

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