Bing censura i risultati di ricerca in lingua cinese negli USA

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Il motore di ricerca Bing di Microsoft sembra penalizzare fortemente gli utenti degli Stati Uniti che effettuano ricerche in lingua cinese. Lo ha originariamente dimostrato Charlie Smith (autore per Greatfire.org) mentre cercava informazioni. La cosa lo ha subito incuriosito e tramite un’esperimento incrociato di ricerca ha notato che Bing proponeva risultati radicalmente diversi per stesse ricerche, penalizzando chi usava parole chiave in lingua cinese. Le più soggette alle censura internet a quanto pare sono: “Dalai Lama”, “June 4 inciden”, “Falun Gong” e “FreeGate” tutti fatti, personaggi o avvenimenti su cui il governo cinese ha imposto norme d’informazione restrittive.

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Ad esempio una ricerca in USA della parola “Dalai Lama” su Bing produce due pagine di risultati completamente diversi: se cercata con i normali idiomi porta al sito web del Dalai Lama, ci collega alla sua pagina di Wikipedia e fornisce addirittura notizie sul Tibet. Al contrario, la pagina dei risultati di una ricerca in idiomi cinesi porta a scarse o diverse informazioni. Del resto si sà che la Cina è famosa per censurare pesantemente l’informazione nel suo paese e questo testimonia quanto il governo cinese ci tenga a tenere per se certe informazioni. Pensate che non solo Bing ma anche altre principali imprese statunitensi, tra cui Twitter, sono bloccate da questa politica. Altri, come Google invece, non tollerano la censura e si sono ripetutamente scontrati con le autorità.

Secondo la dichiarazione rilasciata da Stefan Weitz -Senior Director di Bing- non si trattava di una penalizzazione legata alle rigorose leggi delle Cina, bensì si tratterebbe di errore nelle notifiche di ricerca causato da un problema tecnico. Ancora non sappiamo se il problema è stato risolto. Una spiegazione vaga e non troppo precisa.

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