Mai più fazzolettini, in Inghilterra si studia un farmaco in grado di prevenire e curare il raffreddore

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Il raffreddore comune è una malattia banale quanto fastidiosa che colpisce gli adulti anche più volte l’anno, è la malattia infettiva più diffusa nell’uomo. Dall’Inghilterra, però, arrivano spiragli di luce: alcuni ricercatori di Oxford, Leeds, Beijing e Innsbruck hanno, infatti, trovato un composto che sarebbe in grado di combattere il virus responsabile del raffreddore.

Esistono centinaia di farmaci per curare i sintomi del raffreddore. Non ne esiste però alcuno in grado di combattere quel gruppo di virus responsabile, non solo del comune raffreddore, ma anche di malattie più serie come la polio e la malattia mani piedi e bocca (HFMD), una malattia contagiosa che colpisce principalmente i bambini e causa gravi epidemie in Asia.

I ricercatori sono partiti studiando la struttura dell’enterovirus 71, ricavando un composto che, legandosi al virus, paralizza e impedisce di rilasciare il materiale genetico che causa l’infezione. Come risultato, il farmaco potrebbe essere usato per trattare l’infezione e, di conseguenza, fermarne la propagazione. Gli scienziati hanno poi testato tale composto su altri virus, tra cui quello che provoca il raffreddore, scoprendo che l’efficacia si estende a tutto il gruppo di virus.

E’ una grande scoperta soprattutto perché potrebbe migliorare i vaccini antipolio contribuendo a sconfiggere la malattia per sempre. Certo, il raffreddore è una banalità a confronto, ma un farmaco capace di combatterlo potrebbe aiutare tutte quelle categorie di persone ad alto rischio per le quali la malattia potrebbe essere molto più grave e per cui anche un banale raffreddore rappresenta un grande problema. Anche se la ricerca è agli arbori, i risultati positivi fanno ben sperare e i ricercatori pensano già alla sperimentazione umana.

Il farmaco anti- raffreddore sarà un successo solo se avrà pochissimi effetti collaterali, altrimenti medici e pazienti, preferiranno ricorrere ai metodi tradizionali per combatterlo – così mette in guardia Neal Patel della Royal Pharmaceutical Society.

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