IL PUNTO – Ecatombe Amburgo, la Ruhr torna a volare

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E’ stata una ventesima giornata di gol ma con poche sorprese. Lo spettacolo però non è mancato, perchè almeno 8 delle 27 reti realizzate è stata di pregevolissima fattura. Per il resto hanno vinto tutte le favorite, con due colpi molto importanti in trasferta firmati da Bayer e Augsburg.

Lotta Champions League: L’unica che esce sconfitta delle cinque squadre impegnate nella lotta Champions, è il Borussia M’gladbach di Lucien Favre. I Fohlen perdono la terza gara consecutiva nel 2014 e vedono staccarsi la quarta piazza di ben 4 punti. Il problema del Borussia in questo momento è la mancanza di alternative che possano dare respiro ai titolari. I vari Raffael, Kruse, Arango e Xhaka, sono in debito d’ossigeno e molto lontani dalla migliore forma. Bisogna ritrovare subito la via della vittoria, perchè le altre vincono e convincono come mai avevano fatto in questa stagione. In primis lo Schalke (quarta vittoria consecutiva), tornato straripante come non si vedeva da tantissimi anni. A ruota seguono i rivali storici del Borussia Dortmund, che a Brema hanno ridato spettacolo con un 5-1 da brividi. Mkhitaryan e Mayer disegnano calcio mentre Huntelaar e Lewandowski si confermano come due dei centravanti più forti d’europa. La Ruhr nel nuovo anno, è tornata a dettare legge in Bundesliga spaventando la concorrenza. Klopp e Keller possono sorridere così come Hyppia e Hecking, che hanno piegato M’gladbach e Mainz con due prestazioni di enorme spessore. Stupenda la vittoria dei rossoneri, che stanno trovando in Heung – Min Son il loro vero trascinatore.  Il sud coreano, dopo aver piegato il Dortmund a domicilio, si è ripetuto anche al Borussia Park con una rete da applausi. Adesso manca solo un acuto in Champions contro il PSG.

Tre grandi in crisi – Tutte le promesse ed i buoni propositi detti in settimana, svaniscono come neve al sole il sabato o la domenica in campo. Stoccarda, Werder Brema e Amburgo, vivono una delle stagioni peggiori della loro esistenza in una caduta verso il basso che non vede fine. Gli errori fatti in campagna acquisti non hanno tardato a portare il loro conto. In tutte e tre le squadre c’è mancanza di personalità, idee e coesione di gruppo. Tutte doti fondamentali quando devi raggiungere una sofferta salvezza. Nonostante la qualità dei giocatori in campo sia tutt’altro che scadente, le difese si sgretolano al primo attacco. 13 gol subiti nelle tre partite disputate, sono troppi anche per una compagine di seconda serie. L’Amburgo, forse la più in crisi delle tre, ha subito la sesta sconfitta consecutiva stabilendo un nuovo record negativo nella storia del club. Robin Dutt ha confermato i dubbi che la piazza aveva su di lui ad inizio stagione (colpa di carattere difficile e di scelte di mercato senza criterio) mentre Schneider e Van Marwijk non meritano, almeno attualmente, di allenare in Bundesliga. Da loro mai un’idea nuova, mai un cambio di marcia e mai un’ammissione di colpa. Di questo pass non si va da nessuna parte.

Gioie Augsburg e Berlino – Continuano a stupire invece Augsburg ed Hertha Berlino, che insieme ad una’altra sorpresa chiamata Mainz, si stanno giocando un posto in Europa League contro ogni pronostico. I bavaresi sono un’orchestra che suona all’unisono una fantastica melodia. Nessuna prima donna ma un gioco corale che al momento giusto è capace di piazzare la zampata decisiva. Il belo, è che i giocatori non soffrono di vertigini e vogliono continuare a volare alti. Il 4-1 di Stoccarda è il sigillo ad una stagione superlativa che ha portato l’Augsburg a soli 2 punti da squadroni blasonati e ricchi come M’gladbach e soprattutto Wolfsburg. Il paradiso è aperto a tutti.  Con gli stessi punti c’è anche l’Hertha Berlino di Luhukay, la miglior neo promossa degli ultimi anni. La capitale è tornata a lottare per qualcosa di importante ma a differenza delle stagioni passate, questa volta c’è un progetto serio di crescita. Oltre al talento Ramos, che a giugno andrà via, intorno a lui crescono tanti giocatori di qualità che al primo anno di Bundesliga stanno dimostrando cose egregie. Il navigato tecnico olandese, che parla poco e fa giocare bene le sue squadre, vuole tornare in Europa dimostrando di non essere ancora destinato alla pensione ma, al contrario, può insegnare ancora molto ai suoi colleghi. 

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