Mobilità elettrica non così vicina?

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Secondo l’ultimo studio commissionato dallo US Department of Energy i combustibili fossili resteranno dominatori del mercato della mobilità ancora per molto tempo, nonostante tutti i passi avanti fatti dalla propulsione elettrica. Lo studio predice che nel 2040 ben il 78% dei veicoli commerciali leggeri sarà ancora spinto da un tradizionale motore a combustione interna, mentre solo un 10% sfrutterà le tecnologie dei propulsori elettrici

Le motivazioni che hanno portato a queste conclusioni sono principalmente dettate dal fatto che, apparentemente, i costruttori preferiscano migliorare i motori tradizionali mantenendo intatte le attuali linee di produzione piuttosto che dover cambiare gran parte del processo produttivo puntando sui motori elettrici. Anche i nuovi combustibili come l’etanolo hanno la loro parte nei risultati di questo studio in quanto rappresentano un economico sostituto al petrolio e possono essere utilizzati nei tradizionali motori endotermici.

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In questi ultimi anni le case automobilistiche hanno immesso sul mercato motori a combustione interna sempre più performanti con un rapporto chilometri percorsi / litro di carburante sempre più vantaggioso. Però, stiamo sempre parlando di utilizzare combustibili fossili che sono in quantità finita e che continuano ad inquinare l’ambiente, soprattutto in considerazione del fatto che il loro consumo è destinato ad aumentare esponenzialmente grazie alle economie emergenti. Personalmente non ho mai dato troppo peso a studi con un arco temporale come quello diffuso dallo US Department of energy, in quanto le variabili in gioco sono troppe e non possono essere previste ne scontate in anticipo. Ad oggi molte case automobilistiche hanno a catalogo macchine spinte da propulsori elettrici e sarà, come sempre, il mercato a stabilire in che direzione far muovere i piani industriali delle grosse corporate dall’automotive. Io nel 2040 dovrei esserci, TechGenius ci sarà sicuramente, verificheremo sul campo i dati di questo studio.

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