LEGO: storia di un’azienda che non ha ceduto alla tecnologia

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La tecnologia è straordinaria, ha rivoluzionato il mondo e lo ha reso più semplice per tutti. Spesso però alcune aziende, che prima effettuavano un servizio molto lento e obsoleto, sono state spazzate via dal vortice dell’innovazione che ha reso quello stesso servizio più veloce e nettamente migliore. Spesso queste società hanno chiuso, cedendo alla scossa, mentre altre hanno provato a modellare il proprio business e il proprio prodotto, facendolo combaciare alla perfezione con le richieste del mercato, sempre più affamato di tecnologia e attento ad ogni piccolo dettaglio. È il caso di LEGO, che negli hanno ha saputo modificarsi e migliorarsi allo stesso tempo, facendo restare in piedi il mito che l’aveva contraddistinta negli anni d’oro.

I mattoncini LEGO sono diventati un marchio di fabbrica, un modo per distinguersi, creare e inventare qualsiasi cosa uno voglia. Negli ultimi anni sono nati anche dei movimenti artistici che la vedono come protagonista, i quali le hanno regalato delle opere d’arte degne del nome LEGO. E’ una società amata e stimata da grandi e piccini, che variano dai 5 anni ai 30, passando per i 20 e toccando addirittura gli ultra 50enni. Vengono utilizzati da appassionati di ogni genere, che li utilizzano per migliorare e colorare la propria passione. Come nella tecnologia, dove la LEGO si è specializzata sopratutto negli ultimi anni, lanciando qualche serie a tema, Technic e MINDSTORMS, che regalano la possibilità di creare robot con dei semplici mattoncini e tanta, tanta creatività.

Ad inventarli è stato un certo Ole Kirk Christiansen, un falegname di Billund, in Danimarca. Non avrebbe mai e poi mai immaginato di trasformare una modesta impresa familiare in uno dei maggiori produttori di giocattoli del mondo. Tutto cominciò nel 1916, quando Christiansen decise di aprire una piccola falegnameria per costruire abitazioni e arredi interni per le fattorie della regione, con l’aiuto di una piccola squadra di apprendisti. Purtroppo però nel 1924, la bottega fu colpita da un grave incendio, scatenato per errore da uno dei suoi due giovani figli. Per fortuna Christiansen non si demoralizzò. Costruì una bottega più grande della precedente, che però fu colpita dalla Grande Depressione del 1929. Per velocizzare il processo di progettazione si mise a costruire modelli più piccoli, che saranno poi l’ispirazione per la produzione di giocattoli che sarebbe cominciata di lì a poco.

Qui sotto trovate le immagini del quartier generale della LEGO:

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Iniziò infatti a fabbricare giocattoli, che a dir la verità non ebbero un grosso successo, dato che le famiglie locali non potevano permetterseli. Negli anni trenta però, la moda dello yo-yo gli diede un breve periodo di prosperità, che però terminò in poco tempo. Per non perdere il materiale rimasto in magazzino, dalle parti degli yo-yo invenduti ricavò ruote per camion giocattolo. Nel 1934 nacque però il brand LEGO, termine che Christiansen coniò per i suoi giocattoli, prendendo ispirazione dalla locuzione in lingua danese ‘leg godt‘ (gioca bene). La società afferma che il termine in latino significa “metto insieme” o “assemblo“, ma si tratta di una traduzione piuttosto libera di un verbo che normalmente è tradotto con “raccolgo” o “scelgo“.

Nel 1947 ci fu la svolta. Ole Kirk e Godtfred crearono i primissimi esemplari di mattoncini assemblabili in plastica, prendendo spunto da quelli prodotti dalla società Kiddicraft e brevettati da Hilary Harry Fisher Page. Nel 1949, LEGO ne iniziò la produzione, chiamandoli Automatic Binding Bricks. I mattoncini, composti da acetato di cellulosa, erano sviluppati seguendo la tradizione dei blocchetti in legno da sovrapporre già commercializzati dall’azienda. Essi potevano essere montati e smontati a piacimento, ed era una vera e propria novità per l’epoca. Nel 1953, ai mattoncini in questione venne però dato un nuovo nome: “LEGOMursten” o “LEGO Bricks” (“mattoncini LEGO”).

Le vendite però stentavano a decollare. La plastica non veniva vista molto bene all’epoca per la produzione di giocattoli. Nel 1958 fu studiato il mattoncino nella forma di lì in poi utilizzata, e i pezzi furono migliorati con l’inserimento di un cilindretto nella cavità inferiore, che aggiungeva supporto alla base permettendo maggiori opzioni di collegamento e stabilità dei pezzi. Nello stesso anno, Ole Kirk Christiansen morì e suo figlio Godtfred ereditò la società, diventandone capo. Da lì in poi fu un escalation di successi per LEGO, che nel 1959 fondò all’interno dell’impresa la divisione Futura, un piccolo staff responsabile della creazione di nuove idee per lo sviluppo del prodotto. Nel 1961 e 1962 si passo all’introduzione delle prime ruote, un’innovazione che consentì di costruire automobili ed altri che i bambini amavano molto.

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Nel 1963 ci fu l’ennesima svolta: il materiale utilizzato per i mattoncini, l’acetato di cellulosa, fu abbandonato per un composto più stabile, la plastica ABS (acrilonitrile butadiene stirene), tuttora utilizzata per la loro realizzazione. Il nuovo materiale è atossico, meno soggetto a perdita di colore e deformazioni e più resistente al calore, agli acidi e ad altri elementi chimici. I mattoncini prodotti a partire dal 1963 conservano ancora la loro forma e il loro colore, nonostante siano trascorsi oltre quarant’anni. Un anno più tardi vennero invece inclusi i manuali d’istruzione.

Il 7 giugno 1968 fu creato il Parco Legoland a Billund, con elaborati modellini di città in miniatura interamente costruiti con i mattoncini LEGO. Il parco di 12.000 metri quadrati ebbe nel primo anno 625.000 visitatori e nei vent’anni successivi crebbe di dimensioni fino a diventare otto volte la grandezza originale, e raggiungere la media di circa un milione di visitatori l’anno. Nel 1968 furono vendute oltre 18 milioni di confezioni di LEGO. Nel 1969 venne messo in vendita il sistema Duplo, rivolto ad un pubblico di bambini più piccoli, con mattoncini di dimensioni più grandi, e dunque più sicuri. Il nuovo sistema era comunque compatibile con i mattoncini LEGO, inseribili sopra i mattoncini Duplo, rendendo possibile ai bambini un graduale passaggio tra i due modelli durante la crescita.

Nel 1970 LEGO aveva nel proprio registro contabile oltre 900 dipendenti. Cominciò ad occuparsi specificamente anche del mercato femminile, con l’introduzione di parti di mobilio e case per bambole. Nel 1972 l’universo LEGO si espanse anche nel settore trasporti, con l’introduzione di scatole con navi e barche realizzate con scafi realmente galleggianti. In quello stesso periodo anche Kjeld Kirk Kristiansen, il figlio di Godtfred Kirk Christiansen, entrò a far parte della direzione aziendale, dopo essersi specializzato con corsi di business in Svizzera e Danimarca.

Qui sotto trovate le immagini del parco giochi Legoland:

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Il 1974 è stato un altro anno importante per LEGO, che in quei mesi immetteva sul mercato le prime figure umane con braccia posizionabili, all’interno della scatole della linea LEGO family, che diventò la più venduta in assoluto. Nello stesso anno fu introdotta una prima versione di “persona in miniatura“, ma non aveva braccia orientabili né la riproduzione disegnata dei lineamenti del volto. Nel 1978 arrivarono gli “omini” la cui iconografia sarebbe divenuta celebre. Questi hanno gambe e braccia orientabili, un sorriso sgargiante e un caratteristico viso di colore giallo. Un anno più tardi arrivarono invece i set spaziali, con personali aventi tuta d’astronauta, razzi, Rover lunari ed astronavi che contribuirono a rendere questa serie molto popolare. Nello stesso anno Kjeld Kirk Kristiansen divenne il presidente della LEGO.

La Divisione Prodotti Educativi produsse il Technic Computer Control, un sistema con modelli motorizzati di robot, camion ed altre macchine, pilotabili attraverso un computer. Nel 1988 venne fondata la LEGO Canada e venne creata la celebre linea “Pirati“, comprendente varie navi pirata, tesori e isole deserte. Fu la prima in cui vennero prodotti personaggi senza visi sorridenti.

Nel 1990 fu fondata la LEGO Malesia. Nel 1991 la LEGO standardizzò i propri componenti elettrici: la serie Train, insieme coi motori della serie Technic, fu adattata ai 9V, in modo da adeguarsi al resto dei prodotti LEGO. Nel 1992, usando prodotti LEGO, furono stabiliti due record nel Guinness dei primati: un castello composto da 400.000 mattoncini, di 4,45m per 5,22m, costruito e pubblicizzato dalla televisione svedese, ed una ferrovia lunga 545m, con tre locomotive. La linea Duplo fu arricchita dalla serie Toolo (probabilmente derivante dall’inglese tool, “utensile”), consistente in giraviti, chiavi inglesi, dadi e viti, e dalla serie Paradisa, destinata alle giovani consumatrici femminili, con nuove varietà di colori pastello. Il 1993 portò un treno Duplo e una “paletta” a forma di pappagallo per raccogliere i mattoncini. I primi prototipi di figure umane LEGO avevano una varietà di espressioni e di colori della pelle, ma entrarono in produzione stabile solo quelle gialle e con un sorriso standard.

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La linea Pirati fu la prima ad aggiungere nuove espressioni, mentre serie sotto licenza come LEGO Guerre Stellari e LEGO Harry Potter videro la comparsa di figure ispirate direttamente a personaggi cinematografici. Fu solo nel 2003, con l’introduzione della serie LEGO Basket, che i colori della pelle disponibili si allargarono per comprendere tonalità più realistiche. Nel 2004 la LEGO introduce nuovi colori della pelle dei personaggi che fanno riferimento a persone reali (giocatori di Basket, personaggi Harry Potter, Spiderman, Star Wars, etc…); la LEGO rimpiazza i mattoncini grigi, grigio scuro e viola con altri di tonalità diversa. Arriviamo infine ai giorni nostri, dove la LEGO si ritrova a sviluppare videogiochi per console, smartphone e tablet, basati esclusivamente sulle serie più accattivanti che avevano caratterizzato le vendite proprio nel 2004.

La storia della LEGO però, non termina qui. Infatti non solo ciò che esce dalla fabbrica della LEGO può essere assemblato con i mattoncini, bensì tutto ciò che si vuole. La tecnologia, infatti, ne ha beneficiato moltissimo, sopratutto a livello artistico e creativo. Molti informatici utilizzano i LEGO come supporto per le proprie piattaforme, come chip vari, alcuni addirittura hanno creato dei veri e propri case dove vi andranno ad inserire i componenti del PC, abbiamo poi chi li utilizza per abbellire gli accessori, come le custodie dei dispositivi, o i cavi degli stessi. Insomma, ci si può sbizzarrire un po’ come si vuole. Negli ultimi anni, anche molte aziende di robotica li hanno sperimentati come vestito per i propri umanoidi, creando qualcosa di assolutamente unico. Questo rende i LEGO molto attuali, se non futuristici.

Come detto ad inizio articolo, i LEGO sono anche sinonimo di creatività e immaginazione pura. Lo si vede sopratutto quando le creazioni effettuate in LEGO, sopratutto le più particolari, vengono chiamate per essere esposte nei musei in tutto il mondo, regalando emozioni che poche altre forme d’arte moderna riescono fare. Negli ultimi anni questo movimento artistico si è fatto sempre più popolare, divenendo un vero e proprio must tra i nostalgici di età compresa fra i 35 e i 40 anni. Le opere sono tutte realizzate con i LEGO, ed è proprio questo a meravigliare tutti: come si possa, con dei semplici mattoncini, realizzare opere così straordinarie e realistiche, tanto da sembrar vere.

Qui sotto trovate una galleria con tutte le più belle opere con protagonisti i mattoncini LEGO:

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LEGO non è solamente una società. LEGO è un modo di pensare e creare, provando a colorare il mondo che ci circonda, spesso troppo grigio e cupo, triste e severo. LEGO è un arte, praticabile come si vuole e modellabile in ogni sua piccola parte, la quale da la possibilità di riprodurre ogni cosa e di inventarne molte di nuove, semplici ma, molto spesso, impressionanti per le emozioni che lasciano trasparire. LEGO è anche innovazione e futuro, tecnologia e modernità, con la possibilità di far interagire i dispositivi di oggi con ogni piccolo mattoncino.

Tutti dovrebbero provare a creare con i LEGO, magari migliorando l’oggi e inventando il domani.

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