Nelson Mandela: l’eroe della pace

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Si è spento all’età di 95 anni Nelson Mandela, una delle icone più importanti del secolo scorso, che ha lottato fino al suo ultimo respiro per migliorare il mondo in cui, anche grazie a lui, viviamo. E’ stato un condottiero della pace, ha lottato contro le ingiustizie verso la popolazione africana e ha cercato in tutti i modi di spingere il mondo intero verso l’uguaglianza. È stato un politico sudafricano, primo presidente a essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993 insieme al suo predecessore Frederik Willem de Klerk. Ha segnato la storia e lo ha fatto cercando di rendere il pianeta in cui viviamo un posto in cui tutti sono alla pari, con gli stessi diritti e gli stessi valori.

Con questo articolo non vogliamo ripercorrere tutta la sua storia, ma vogliamo cercare di far capire, anche ai più giovani, l’importanza che quest’uomo ha avuto nello sviluppo del mondo per come lo conosciamo oggi. Senza di lui molto di quello che ci circonda non sarebbe esistito. Pensiamo solamente alla rete, un posto in cui tutti possono esprimere le proprie opinioni e condividere ciò che si vuole, senza limitazioni. All’epoca delle sue lotte sarebbe stato impossibile, semplicemente perché si riteneva la popolazione africana, ma in generale le persone appartenenti a una delle etnie originarie dell’Africa subsahariana, inferiore rispetto al resto della popolazione mondiale. Ad oggi sembra impensabile una cosa simile, ma all’epoca era una normalità, che oggi non è più proprio grazie alle sue lotte.

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Una di queste, forse la più importante e decisiva, è stata la lunga prigionia di oltre 26 anni. Fu arrestato il 12 giugno 1964, con l’accusa di coinvolgimento nell’organizzazione di azione armata, in particolare di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi a invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole). Negli anni della prigionia fu ancora più coinvolto nella lotta contro l’apartheid, soprattutto come icona, e lo slogan “Nelson Mandela Libero” divenne l’urlo di tutte le campagne anti-apartheid del mondo. Uscì dal carcere nel 1990.

Dopo la lunga lotta, poi vinta, Mandela si dedicò alla politica, e nel 1994 divenne il primo presidente nero della storia africana, incarico che lasciò nel 1999. Dopo aver abbandonato la carica di presidente, Mandela proseguì il suo impegno e la sua azione di sostegno alle organizzazioni per i diritti sociali, civili e umani. Ha ricevuto numerose onorificenze, incluso l’Order of St. John dalla Regina Elisabetta II e la Presidential Medal of Freedom da George W. Bush.

I suoi ultimi anni di vita sono stati fondamentali per consolidare e confermare la sua figura iconica e le sue credenziali verso un pensiero paritario tra etnie, dando modo di comunicare tra esse e di migliorare i rapporti fra gli stati mondiali, evitando anche molte guerre e ritorsioni tra popoli. Ha sempre portato avanti il concetto di educazione e istruzione per tutti, arma fondamentale per lo sviluppo. Voluti da lui sono stati anche i Mondiali del 2010 in Sud Africa, nei quali non è stato presente per problemi famigliari e fisici. Tra questi anche la morte della nipote Zenani Mandela, a causa di un incidente stradale, proprio poche ore prima del fischio di inizio della partita inaugurale.

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Il mondo perde una figura iconica, un esempio da cui tutti dovremo prendere spunto, che ha cambiato il mondo in meglio e che ha saputo rendere tutti un po’ più umili. La sua lotta rimarrà per sempre nei libri di storia e il suo pensiero paritario condizionerà le diatribe future.

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