Il declino di Wikipedia

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Il sesto sito più utilizzato e affollato del mondo è in crisi. Così ha tuonato il MIT (Massachusetts Institute of Technology), attraverso il suo portale di divulgazione Technology Review, descrivendo la situazione di Wikipedia come molto grave, non solo per la piattaforma in se, ma per il web tutto. Wikipedia si trova infatti ad un bivio fondamentale della sua storia, nel quale deve decidere se rimanere ciò che già è, ma con problematiche legate ai pagamenti e alle spese, oppure modellarsi e divenire una piattaforma differente sotto molti punti di vista. Non nascondiamoci dietro ad un dito, Wikipedia è una piattaforma utile e che ha migliorato la vita a molti di noi, soprattutto nello studio; va da se quindi che debba continuare a crescere, ma il problema è: come? L’ideale sarebbe reclutare un gran numero di persone disposte a sacrificare la maggior parte del loro tempo quotidiano per un lavoro molto duro a senza stipendio, ciò non vuol dire però a costi zero, poiché comunque la piattaforma avrà bisogno di server, molti server, oltre che di una sede operativa con tutti i confort del caso. Solo così potrà andare di pari passo con il ruolo crescente che Internet riveste nel tessuto sociale e nel mondo. Invece avviene il contrario: sta perdendo collaboratori e quelli che ha sono, per gran parte, maschi e occidentali. Poco rappresentativi, insomma, della demografia in espansione della rete.

Il fenomeno è ai massimi livelli, soprattutto nella sezione di Wikipedia in inglese, nel quale, secondo uno studio molto citato in questi giorni, l’enciclopedia ha perso il 30% di collaboratori dal 2007 al 2012 (ora sono 31mila, su un totale di 250mila di Wikipedia nel mondo). Sono maschi il 90% quelli attivi e per gran parte sono occidentali. Tra gli effetti, c’è che in Wikipedia possiamo trovare tutto sui Pokemon e sulle pornostar, ma solo articoli abbozzati sulle scrittrici e su località dell’Africa sub Sahariana, come nota il MIT Technology Review. In ballo ci sono numerosi fattori che fanno riflettere la comunità del web, fattori che si ritrovano tutti sotto lo stesso cappello: Wikipedia sembra chiamata a un test di maturità, perché possa continuare a essere alfiere dello spirito originario di Internet. Puro e potente strumento di rivoluzione culturale, come è stata da quando, nel lontano 15 gennaio del 2001, Jimmy Wales lanciò la piattaforma.

JIMMY WALES

È una sfida su due fronti che la cingono a tenaglia. Da una parte, deve sempre difendere la propria credibilità, dall’altra deve cercare di sostenere le spese e impedire che la burocrazia ostacoli l’arrivo di ulteriori collaboratori. Questi non sono problemi nuovi per la sesta piattaforma più utilizzata al mondo, ma tende a diventare più bruciante man mano che crescono gli interessi economici su Internet, rendendo la sua idea di enciclopedia libera a brandelli. A ottobre Wikipedia ha disattivato 250 account di collaboratori volontari scoperti a creare voci dietro compenso delle aziende interessate. È la maggiore operazione di questo genere nella storia di Wikipedia e potrebbe essere solo la punta dell’iceberg, se diamo retta a uno studio di Dailydot.

Il rebus è che sono due aspetti correlati: il livello di burocrazia, ossia di controlli e di verifiche, è alto e forse scoraggiante per nuovi collaboratori proprio per tutelare la credibilità dell’enciclopedia, contro tentativi di vandalismo o di contributi prezzolati. Se ci è permesso fare una metafora, possiamo dire che Wikipedia vuole tenere la porta di casa aperta e, allo stesso tempo, mantenere la casa in ordine: detta così sembra un’utopia da ‘figli dei fiori‘ e in effetti quest’analogia ha qualcosa di fondato. Lo spirito originario di Internet deve molto all’entusiasmo di chi sognava una società diversa, basata sull’apertura e la libera collaborazione gratuita, grazie al potere delle nuove reti. Wikipedia si sforza ancora di incarnare questo spirito, ma lo scontro con la realtà ora è durissimo.

Quando Wikipedia fu lanciato nel 2001, non era destinato ad essere una fonte di informazioni a sé stante. Wales, un operatore finanziario si improvvisò un imprenditore di Internet insieme a Larry Sanger, un semplice laureato in filosofia, ma con grandi possibilità economiche, o comunque utili per quello che voleva Wales: Nupedia, un’enciclopedia online gratuita che si basava su contributi di utenti esperti in un certo tipo d’argomento. Nupedia non era una wiki, aperta alle modifiche pubbliche; era piuttosto caratterizzata da un esteso processo di revisione paritaria dei contenuti effettuato da esperti, pensato per rendere le voci di qualità comparabile a quello di enciclopedie professionali. Il progetto prevedeva che gli accademici lavorassero, in modo gratuito, come volontari ai contenuti. Prima di cessare, il progetto di Nupedia aveva prodotto 24 voci che avevano completato il processo di revisione. Alla sua chiusura, nel 26 settembre 2003, le voci furono assimilate all’interno dell’edizione in inglese di Wikipedia, che era nata due anni prima come ramo collaterale del progetto di Nupedia.

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Quando hanno visto con quanto entusiasmo la gente aveva abbracciato l’idea di un’enciclopedia che chiunque poteva modificare, Galles e Sanger resero rapidamente Wikipedia il loro progetto principale. Alla fine del suo primo anno di vita ha avuto più di 20.000 articoli in 18 lingue, e la sua crescita stava accelerando velocemente. Nel 2003, il Galles ha costituito la Wikimedia Foundation, per ricavare denaro necessario a far funzionare i server e software che eseguono Wikipedia. Il controllo del sito però, non passava nelle mani dei contribuenti, bensì doveva rimanere nelle mani di Wales e Sanger, i quali a loro volta lo rendevano a tutta la comunità di Internet, rendendo Wikipedia la più grande enciclopedia mai esistita. Senza alcuna struttura di potere tradizionale, hanno sviluppato i flussi di lavoro sofisticati e le linee guida per produrre e mantenere le voci. Il loro vero e unico cenno alla gerarchia era eleggere un piccolo gruppo di ‘amministratori‘ che avrebbero potuto maneggiare poteri speciali come l’eliminazione di articoli o temporaneamente vietare altri editor. Ora ci sono 635 amministratori attive sulla Wikipedia inglese.

Il progetto sembrava ridicolo o scioccante per molti, ma le intenzioni dei due, allora ragazzi, erano molto vaste. Wikipedia ereditò e abbracciò le aspettative culturali sull’essere autorevoli, sostenute anche dallo spirito razionale dell’Illuminismo. Ma ci mise molto per divenire il modello stabile che si prevedeva. Nel modello di struttura, comitati consultivi, editori e collaboratori hanno dovuto selezionare, tra alte sfere intellettuali della società, una lista di tutto ciò che c’è da sapere, per poi creare le voci necessarie. Wikipedia evitò inoltre di pianificare una centrale operativa, ma di far eseguire le mansioni direttamente dai propri computer. Ovviamente, come spesso accade, questo concetto non piacque agli esperti del settore, che lo criticarono aspramente, definendolo contrario al progetto stesso. Ma così non fu, almeno all’inizio.

Infatti, la sezione in lingua inglese di Wikipedia contava circa 750.000 voci dalla fine del 2005, quando un boom di copertura mediatica e un picco di partecipazione ha spinto il progetto attraverso l’orizzonte del successo. In quel periodo, i cosiddetti ‘Wikipediani’ hanno raggiunto un numero impressionante, trasformandosi da qualcosa di positivo a completamente negativo per il futuro della piattaforma. Nel 2006, i redattori stabiliti cominciarono a sentire il controllo del sito scivolare dalle loro mani, poiché il numero di nuovi contribuenti gratuiti stava crescendo, ciò significa molta burocrazia da sbrigare per mettere tutti in regola con le norme del caso. A causa inoltre, di un maggiore profilo pubblico raggiunto da Wikipedia, che dovette far contribuire anche in forma anonima da ogni parte del mondo, rischiando ciò che spesso accade: informazioni sbagliate sui contenuti offerti e spesso anche parodie. Questo fu un tassello fondamentale della storia di Wikipedia, che trovandosi al suo massimo splendore, aveva però il problema di mettere tutto a posto qualora qualcuno entrasse in casa a metter sin disordine.

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Sappiamo tutti, che l’anonimato è stato uno dei valori dell’Internet degli esordi (per altro, ci sono dibattiti interminabili sulla questione se i commenti anonimi arricchiscano o impoveriscano la discussione online). E ci sono vari segnali che mostrano un allontanamento tra Wikipedia e la massa degli utenti Internet. In Italia almeno, solo il 32,7 per cento degli studenti delle scuole superiori lombarde conosce come funziona l’enciclopedia online, secondo uno studio appena pubblicato. Mentre tutti ovviamente sanno come funziona Facebook. D’altro canto, non c’è dubbio che di Wikipedia ci sia ancora molto bisogno. Anche perché le numerose alternative tentate finora non sono andate lontane. La sua scomparsa non è in ipotesi. Ma è a rischio la sua rilevanza futura per la totalità degli utenti internet. In altre parole è in dubbio la sua capacità di aiutare internet nel suo ruolo storico di innovatore sociale, oltre alla credibilità delle parole scritte sulle sue pagine, delle quali in pochi si fidano.

La cura però dovrebbe arrivare grazie ad un’ingegnosa ma semplice idea. La fondazione vuole lanciare un sistema di notifiche che permetterà di ringraziare gli autori delle voci che ci piacciono. In questo modo dovrebbe aumentare così la partecipazione emotiva e relazionale all’enciclopedia. Un po’ come accade sui social network con il ‘Mi piace’ di Facebook o il ‘+’ di Google+. La novità dovrebbe arrivare anche sulla Wikipedia italiana. Questo semplice tasto sarà fondamentale anche per stabilire le pagine più visualizzate e quindi più portate ad essere controllate dai collaboratori di Wikipedia, che dovranno semplicemente contare le notifiche e tirare le somme. L’arma che può salvare Wikipedia è Internet stesso, grazie a delle piccole modifiche tali da rendere l’esperienza degli utenti più piacevole, non facendoli sentire abbandonati a se stessi, bensì regalargli un posto accogliente e ricco di possibilità.

Come la tecnologia, la rete e tutta la società che la abita ci hanno insegnato, non bisogna mai guardare indietro, perché ciò che è passato è ormai svanito. Bisogna invece pensare al futuro, agendo nel presente.

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  • Guest

    «Il declino nel numero di contributori osservato dal MIT è innegabile, anche se dal
    punto di vista mediatico è un argomento ricorsivo: nell’agosto 2010 si parlava di declino di Wikipedia su Newsweek, mentre nel dicembre 2011 era la volta dell’Economist.
    Ma gli studi dell’Università del Minnesota coordinati da Aaron Halfaker e che sono stati la base dell’articolo del MIT si prestano a diverse osservazioni:
    Halfaker fa risalire il declino già al 2007, quando il numero di contributori attivi raggiunge l’apice. Ma se nel settembre 2007 Wikipedia in lingua inglese arrivava a 2 milioni di voci, cinque anni dopo superava i 4 milioni. Non male per un “sito in declino” e senza tener conto della qualità delle voci che ha subito un costante consolidamento.[…]
    E avvicinarsi oggi all’Enciclopedia Libera per contribuire non è reso difficile solo dalla burocratizzazione, ma anche dal livello di dettaglio raggiunto dall’enciclopedia stessa.
    Oggi sia gli argomenti quelle da approfondire che per quelli da scrivere ex-novo richiedono competenza spesso a livello specialistico.
    Cosa che non accadeva nel 2007 quandoper contribuire bastavano competenze generaliste.»

    Estratto da:
    Wikipedia. L’enciclopedia libera e l’egemonia dell’informazione, Bietti Editore, 2013
    https://www.facebook.com/Wikipedia1984

  • vitalijzad

    Contribuisco sporadicamente a Wikipedia dal 2008 ed ho notato che, nonostante si dica che ci sono meno persone che contribuiscono, comunque la qualità delle voci aumenta costantemente, perché anche il lavoro di persone che non contribuiscono più rimane lì. Si può anche fare un discorso riguardo al fatto che molti argomenti sono già coperti e quindi si tratterebbe più di fare aggiornamento che di scrivere le voci da zero.