Robot da compagnia che parla 19 lingue

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Progettato per compagnia, dalla società di robotica Aldebaran Robotics a Parigi, questo nuovo “robottino” può sostenere una conversazione in 19 lingue diverse. Questo grazie all’ottimo software di apprendimento linguistico sviluppato dalla Nuance,leader nel settore. Oltre a parlare il mini-androide può camminare, rialzarsi se cade e nel tempo svilupperà anche una propria personalità così come migliorerà la parlata attraverso l’assonanza e la ripetizione delle parole. Sarà disponibile a partire dal prossimo anno.

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La differenza tra questi robot e le altre macchine “senza cervello” è un built-in d’intelligenza emotiva, secondo Arnd Weil, vice-presidente di Nuance e direttore generale del progetto. I dati in cloud formano il suo vocabolario e lo aiutano a comprendere meglio il flusso della conversazione, in questo modo tanto più gli utenti interagiscono e parlano con il robot tanto più lui impara e reagisce nella maniera più appropriata. Che si sia vicini ad avere una macchina pensante e con capacità di apprendimento? Nulla di nuovo se si guarda ai tanti software di riconoscimento o assistenza vocale già esistenti, certo tutto questo imbrigliato in un corpo da umanoide fa un po’ fantascienza ma tutto sommato verosimile.

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Weil prevede che i robot arriveranno anche a portare bibite e chiacchierare con le persone in coda davanti al negozio, insomma degli strumenti di conversazione non troppo futuristici quanto più un’emulazione degli odierni meccanismi di relazione che regolano il web ma attraverso un corpo robotico. Saranno quasi degli animali da compagnia altamente funzionali, utili nell’assistenza di anziani o bambini con disabilità

“Le persone hanno bisogno di qualcuno con cui parlare”, afferma Weil. “Un sacco di persone hanno animali da compagnia o qualcosa del genere, e questo è solo un nuovo modo di impegnarsi con la gente. Ci si può discutere, si può chiedergli di raccontare una storia ai vostri bambini o sfogarsi di un brutta giornata in ufficio. Le applicazioni sono infinite.”

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