Strage di Jonestown: il suicidio di massa più grande di sempre

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35 anni fa, esattamente il 18 novembre 1978, dopo uno scontro a fuoco in una pista d’atterraggio di Georgetown, 909 abitanti si tolsero la vita ingerendo cianuro. Questo fatto, rinominato poi “Strage di Jonestown“, è ancora il suicidio di massa più grande di sempre. Jonestown è il nome del “Progetto Agricolo del Tempio del Popolo”, ovvero una comunità intenzionale nella Guyana nordoccidentale formata dal Tempio del Popolo, dove si pratica il movimento religioso americano fondato dal pastore Jim Jones.

Jim Jones, venuto a conoscenza dell’attacco, convocò un’assemblea generale, registrata in un nastro, in cui avanzò la richiesta ai membri del movimento di effettuare un “suicidio di massa per la gloria del socialismo”, tramite l’ingestione di una bevanda avvelenata con del cianuro di potassio; nonostante l’alto numero di armi da fuoco presenti a Jonestown, i morti d’arma da fuoco confermati sono solo due, Jim Jones e l’infermiera Annie Moore.

Il livello d’estremo fanatismo forse può spiegare l’adesione della comunità alla decisione di suicidio collettivo, cui si associarono anche quattro adepti residenti a Georgetown. Esistono svariate testimonianze da parte dei pochi superstiti che testimoniarono come le madri abbiano avvelenato volontariamente, e talvolta spontaneamente i figli. L’idea del suicidio di massa circolava già da diversi mesi nella comunità, ed era ormai accettata da diversi membri in quel giorno

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2011, questa di Jonestown è la circostanza in cui il maggior numero di cittadini americani sia morta al di fuori di un disastro naturale.

fonte | Wikipedia

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