La nostra vita è tutto un abbonamento

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Da mesi avevo in testa un articolo di questo genere, ma mai avevo trovato il giusto stimolo per scriverlo. Dopo aver visto l’applicazione Google Play Music approdare su App Store mi sono deciso finalmente a proporvi una riflessione sugli abbonamenti, che stanno diventando sempre più parte integrante della nostra quotidianità. Ci offrono abbonamenti praticamente per qualsiasi cosa. Anche la lettura di questo articolo è merito di una abbonamento, poiché che voi siate davanti ad uno smartphone, ad un tablet o ad un computer, avete per forza sottoscritto un abbonamento per il collegamento ad internet.

Ci si abbona anche per acquistare il telefono che desideriamo, scegliendo di vincolarci dai 24 ai 30 mesi con un operatore. Lo stesso vale per i tablet, e ben presto anche per gli SmartWach ci saranno abbonamenti dedicati. Anche per ascoltare la musica ora è richiesto un abbonamento, per Spotify o Google Play Music appunto. Ma non solo. Volete archiviare file? Abbonamento. Volete visualizzare un video in streaming? Abbonamento. Volete giocare online? Anche qui non può certo mancare un abbonamento. Tutto sta diventando un abbonamento. Non siamo obbligati ad abbonarci (e ci mancherebbe altro) ma le politiche di coloro offrono tali piani ci portano inevitabilmente ad optare per almeno uno di questi abbonamenti.

Io personalmente ho scelto di abbonarmi soltanto a Spotify. Voi invece a cosa vi siete abbonati ultimamente?

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  • Ennio Martignago

    Pagare le tasse è l’abbonamento più costoso di tutti, anche perché dal pagare i servizi si è passati a pagare i dirigenti che amministrano gli abbonamenti che per guadagnare di più hanno pressoché eliminato i servizi.