Bierhoff: “Non siamo obbligati a vincere”

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Quando era un calciatore, cercava sempre di fare gol in ogni situazione. Da manager invece, ha imparato la preziosa arte della prudenza. Oliver Bierhoff, Team Manager della nazionale tedesca, cerca di di travestirsi da pompiere per spegnere il grande entusiasmo che circola intorno alla selezione di Joachim Loew. Tutti gli esperti danno infatti la Germania sul podio alla pari di Brasile e Spagna, un ruolo da protagonista che molte volte in passato ha fatto male. Per questo l’ex attaccante di Udinese e Milan, non vuol sentire parlare di “vittoria a tutti i costi”, nonostante la marcia trionfale che ha accompagnato la Germania nelle qualificazioni. Durante il ritiro della nazionale, in vista della doppia sfida amichevole contro Italia e Inghilterra, Bierhoff ha parlato degli obiettivi della compagine di Loew e di qualche problema che va risolto in vista della trasferta brasiliana.

“Non siamo obbligati a vincere.” – ha dichiarato Bierhoff a Kicker – “E’ normale che per una nazionale come la nostra, l’obiettivo minimo sia arrivare ai quarti di finale. Credo però che se dovessimo arrivare in semifinale, tra le prime quattro,  la spedizione non sarebbe fallimentare. Anzi, a mio giudizio sarebbe più che soddisfacente.  Siamo una nazionale forte a cui però manca un po’ di cinismo sotto rete. A volte ci specchiamo in noi stessi senza pensare che per vincere, bisogna fare gol. Facciamo divertire il pubblico, giochiamo un calcio moderno ma spesso bisognerebbe buttarla dentro. In passato facevamo un calcio più lento e legnoso, però avevamo giocatori in avanti come Ulf Kisrten che su tre palle giocate, due le mettevano in rete. Se miglioriamo sotto l’aspetto realizzativo,  possiamo dire la nostra per la vittoria del quarto titolo mondiale”. 

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