Facebook: il dominio si avvia verso il tramonto

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Facebook è indubbiamente una delle piattaforme online più importanti della storia del web, con più di un miliardo di utenti iscritti e ulteriori miliardi di entrate monetarie. Dopo aver mostrato al mondo i suoi risultati trimestrali, che hanno registrato un ottimo aumento rispetto ai passati anni, un timore sottile inizia a circolare tra gli uffici dello staff di Mark Zuckerberg. Infatti, se da una parte il social network più famoso del mondo guadagna e domina, dall’altra inizia a perdere utenti, che si rifugiano su piattaforme come Instagram, Twitter e Google+, talvolta anche su network differenti o meno esplorati.

I problemi di questi addii risiedono sopratutto nella monotonia dello stesso Facebook, che a differenza di Google+, suo maggiore competitor, non si rinnova a sufficienza, regalando un’esperienza molto corposa ma sempre uguale. Negli ultimi anni, Facebook, si è migliorato molto, ma gran parte delle sue modifiche sono servite per monetizzare e guadagnare ancora di più, come la pubblicità sulla bacheca in relazione con i nostri gusti e con ciò che visitiamo in rete; algoritmo usato anche da Google per il suo Adsense.

mark-zuckerberg

La famosa frase “Facebook è gratis e lo sarà sempre“, nella home di accesso del social network blu, è stata un motto per molti anni, e giustamente viene ancora oggi sfoggiata con molto orgoglio. Purtroppo però, agli utenti non interessa che il servizio sia gratis se poi questo viene imbottigliato di pubblicità che, oltre ad essere molto fastidiosa, limita l’innovazione della piattaforma. E’ una teoria che molti analisti sostengono, la quale dovrebbe essere presa con le pinze da Facebook, per poi essere valutata.

Il business del web infatti, si sta spostando in maniera netta sul pagamento dei servizi, anche se non vengono molto amati dagli utenti, poiché consentono un’esperienza di gran lunga superiore a quella gratuita e ripiena di pubblicità. Molti studi in merito hanno riportato che gli utenti preferiscono pagare una piccola quota mensile o annuale, che di solito si aggira intorno ai 10 euro fino ai più cari 20 o 30 euro. Lo studio è confermato anche dalla popolarità di molte piattaforme che utilizzano questo metodo di guadagno, tra questi troviamo Spotify, LinkedIn e Dropbox, oltre ad altri centinaia di servizi minori. Facebook non ha mai voluto sottostare a questo tipo di mentalità, ricavando milioni e milioni di utenti, gli stessi che però oggi si lamentano delle molteplici pubblicità.

Ovviamente il problema degli addii da Facebook non risiede solamente in questo tipo di mentalità, ma passa anche per la molteplice e frastagliata concorrenza, che ogni giorno risucchia in se molti preziosi utenti Facebook. I nemici non sono solo Google+ o Twitter, che forse danno una mano a Facebook agganciandosi ad alcuni suoi servizi, ma bensì piattaforme minori, da Tumblr a Pinterest, passando per Instagram, oltre alle migliaia di piattaforme dedicate alla messagistica, o al photo sharing.

instagram

L’acquisto di Instagram da parte di Facebook può essere considerato l’affare più importante della storia di Facebook, poiché ha permesso al social network blu di mettere le mani su un servizio importante e molto apprezzato, che si sta rivelando molto più proficuo di quanto ci si aspettasse. Lo stesso Facebook ha confermato che l’acquisto di Instagram è stato un gran colpo, soffiato a Twitter e Google che hanno dovuto fare marcia indietro e buttarsi su altre scommesse. Twitter ha poi acquistato Vine, mentre Google ha preferito puntare su Snapseed.

Il nuovo obbiettivo di Mark Zuckerberg ora è Snapchat, che in pochi mesi è riuscito a superare quota 200 milioni di utenti e nel quale circolano 350 milioni di messaggi ogni giorno. Molti definiscono Snapchat l’erede di Facebook, mentre altri pensano che sia una moda passeggera, anche se devono rimanere in silenzio di fronti agli enormi numeri della piattaforma con il logo del fantasmino.

Da non sottovalutare la questione Datagate, che ha fatto solo della cattiva pubblicità a Facebook, facendolo apparire come un portale di spionaggio facile e dinamico, nel quale si possono rubare dati preziosi sulle persone e su ciò che essi fanno quotidianamente, grazie a foto, video, ‘mi piace’, e ovviamente le conversazioni in chat.

Facebook's share prices are seen inside NASDAQ Marketsite in New York

Tuttavia, nel terzo trimestre, Facebook ha annunciato che i ricavi totali del trimestre conclusosi il 30 settembre sono pari a 2,02 miliardi dollari, il 60% in più rispetto agli 1,26 miliardi dollari durante lo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto del trimestre è stato di 425 milioni dollari, con un utile per azione di 0,17 dollari, rispetto alla perdita netta di 59 milioni dollari e una perdita per azione di 0,02 dollari del trimestre corrispondente di un anno fa.

I ricavi degli annunci pubblicitari sono in crescita del 66% rispetto al terzo trimestre dell’anno scorso. L’advertising su mobile rappresenta quasi la metà delle vendite pubblicitarie. Rispetto al 2012 la pubblicità sul mobile registra una crescita costante: le vendite di annunci pubblicitari sono aumentate del 23% sulle entrate totali, nel quarto trimestre del 2012, del 30% nel primo trimestre 2013, e del 41% nell’ultimo trimestre.

La domanda che quindi poniamo è: Facebook si sta avviando verso il tramonto del dominio sul web? Voi cosa ne pensate?

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