Dati a rischio per il 100% dei pendolari che sfruttano il Wi-Fi

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GFI Software ha da poco reso noti quelli che sono i risultati di una ricerca indipendente che analizza le abitudini di navigazione da dispositivi portatili di utenti e pendolari. Lo studio, che fa parte di una ricerca più ampia, svolta negli Stati Uniti e nel Regno Unito, è stato condotto da Opinion Matters per conto di GFI Software intervistando 1.001 pendolari inglesi in possesso di tablet o smartphone.

Lo studio ha evidenziato come i pendolari, durante il tragitto in treno, metropolitana o autobus, utilizzino sempre più spesso connessioni Wi-Fi sconosciute e non protette – un trend in crescita anche in Italia –  mettendo a repentaglio anche i dati sensibili aziendali; la navigazione sul web non tiene infatti purtroppo in alcuna considerazione i possibili rischi di furto dei dati contenuti in laptop e smartphone, che sono invece frequenti quando si utilizzano reti sconosciute. Il 100% degli intervistati ha ammesso di utilizzare connessioni Wi-Fi pubbliche e aperte, almeno una volta alla settimana – per lavoro o per inviare email – e di collegarsi spesso ai server aziendali per modificare e correggere documenti.  Mediamente, gli utenti si collegano a reti Wi-Fi pubbliche 15 volte alla settimana,  accedendo anche alle reti aziendali e ponendo così a serio rischio i dati e le password.

Walter Scott, CEO di GFI Software, ha dichiarato:

I risultati della ricerca hanno rivelato un trend desolante e preoccupante. L’utilizzo frequente di dispositivi personali durante i viaggi di andata e ritorno dal posto di lavoro e la connessione a reti Internet altamente insicure mette in grande pericolo i dati aziendali; altri utenti, o gestori dell’access point, possono infatti facilmente intercettarli. L’accesso a internet tramite connessione mobile è un’abitudine ormai fortemente radicata, ma esiste una grande noncuranza riguardo alla sicurezza dei dati, alla conformità e alla politica di governance dei dati. Le aziende devono imparare a gestire adeguatamente le loro risorse portatili, accertandosi che l’utilizzo dei dispositivi in ambienti aperti non generi vulnerabilità che potrebbero essere intercettate dai criminali, sia informatici che convenzionali.

Ecco un riepilogo dei principali risultati emersi dalla ricerca in questione:

  • Il 46% degli intervistati che accede a internet dal proprio dispositivo mobile utilizza una rete Wi-Fi, mentre solo il 43% si collega a servizi dati 3G;
  • Il 7% degli intervistati accede a internet tramite servizi mobili 4G;
  • Il 31% del campione accede almeno una volta alla settimana a servizi Wi-Fi pubblici per consultare dati aziendali confidenziali, e in media, gli intervistati si collegano 15 volte a settimana a reti Wi-Fi aperte e poco sicure;
  • Il 57% degli utenti è preoccupato che il proprio smartphone o tablet possa subire un furto in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie e fermate degli autobus, oppure nel tragitto casa-lavoro;
  • Il 52% dei pendolari teme che i propri dati possano essere intercettati durante il collegamento a una rete Wi-Fi pubblica ma, ciò nonostante, continua comunque ad utilizzarla;
  • La metà degli intervistati vive come una frustrazione l’indisponibilità di reti Wi-Fi, a dimostrazione di come gli utenti ormai percepiscano questo servizio come indispensabile nella vita di tutti i giorni;
  • Il 20% dei dispositivi mobili non ha sistemi di sicurezza attivati, neppure una password o un codice PIN, e solo il 5% ha adottato policy di sicurezza corporate

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