Due anni fa ci lasciava Steve Jobs

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5 ottobre 2011, una data apparentemente normale, che per molti può non significare nulla, ma che nostro malgrado ha segnato la fine della vita di una delle personalità più importanti nella storia dell’informatica: Steve Jobs.

Sono passati già due anni da quel brutto giorno, in cui il mondo si è risvegliato senza di lui. Personalmente è stato un duro colpo, che mi ha portato via una delle persone da cui ho sempre preso esempio, non solo sotto l’aspetto lavorativo, ma anche e sopratutto nelle scelte della vita di tutti i giorni. Sono certo che, come me, molte persone si sono sentite perdute nel momento in cui il telegiornale, l’articolo di un quotidiano oppure un post sul web comunicava la triste notizia.

A molti sembrerà ridicolo o stupido, ma la sensazione di aver perso una guida di vita è simile alla scomparsa di un famigliare, fredda come una secchiata d’acqua, che arriva inaspettatamente in una mattina autunnale, lasciandoti in balia dei ricordi. E’ una sensazione che non auguro a nessuno, ma che purtroppo tutti dobbiamo subire, perché questa è la vita. Sono notizie come queste che ti rendono adulto, è il principio della vita e noi non possiamo farci nulla.

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Fino a 5 mesi prima della notizia ridevamo e parlavamo delle novità presentate al WWDC 2011 dove, con iCloud, è stata scritta una nuova pagina della storia dell’informatica, l’ultima invenzione presentata dallo stesso Steve Jobs, che al termine ha salutato tutti con grande soddisfazione e orgoglio, come se sapesse già che di li a poco non avrebbe più calcato quel palco. Il pubblico lo comprese e si mise in piedi a battere le mani, agitando gli iPhone e urlando tutto il bene che gli volevano. Fu surreale, ma in quel momento nessuno poteva sapere che quella era la sua ultima apparizione, ma qualcosa rese tutto automatico, come una sorta di magia. Mi vengono i brividi a pensarci, ma fu così.

Come molti di voi ero davanti allo schermo del mio iMac, intento a svolgere il mio lavoro da blogger, riportando al pubblico le varie notizie su ciò che era stato presentato. Verso la fine della presentazione, poco prima dei saluti, mi fermai ad ammirare le ultime parole di Steve Jobs e nel momento in cui lasciò il palco, tra gli applausi e le urla del pubblico, capì che forse non lo avrei più rivisto. Purtroppo fu così, poiché il 24 agosto 2011 lasciò la carica di CEO di Apple a Tim Cook.

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Ovviamente il lascito della carica di CEO da Apple ha fatto riflettere molte persone, sopratutto chi lo conosceva bene, sapendo che non era una persona che mollava facilmente, ma che resisteva, anche quando non vi erano più possibilità. Quella volta però, non fu così e, forse, tutti capimmo che di lì a poco avremmo sentito la triste notizia. Purtroppo la notizia non tardò ad arrivare e il 5 ottobre 2011 Steve Jobs fece il suo ultimo respiro.

Ho voluto scrivere questo articolo attraverso un mio ricordo per rendere l’idea di come una persona che si trova dall’altra parte del mondo, che non hai mai conosciuto personalmente, con la quale non hai mai mangiato o fatto una semplice chiacchierata, possa essere così importante. Forse questo lo dobbiamo proprio a lui, che con il proprio pensiero del futuro, abbinato a quello di altri grandi personaggi, ha reso possibile conoscere anche chi non avremmo mai immaginato, perché troppo lontano da noi.

Apple Unveils iPad 2

E’ questo il motivo per cui mi alzo ogni mattina, perché grazie a lui ho avuto la forza di trasformare ciò che mi appassionava in un lavoro, rendendolo parte della mia vita di tutti i giorni, con le dovute soddisfazioni e le straordinarie avventure da vivere.

Questi due anni sono stati veramente molto duri, ma ogni volta che osservo il mio iPad 1, il mio iPhone 4 o il mio iMac, capisco che il ricordo non potrà mai svanire.

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