Marcus Bleasdale: il costo umano dei dispositivi elettronici

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Marcus Bleasdale, fotografo britannico che ha documentato dal 1999 la violenza impensabile nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo (RDC), conosce più tutti quello che accade realmente dietro la realizzazione dei nostri smartphone, più di quanto noi vorremmo sapere.

Negli anni passati in Africa, racconta, decine di migliaia di bambini soldato hanno preso parte ad un conflitto che ha portato più di 5 milioni di morti. Causa principale di questa violenza sono quelli che vengono chiamati i “conflict minerals“, minerali dei conflitti, come per esempio oro e diamanti . Più di recente, altri tre materiali sono diventati causa dei vari scontri e sono: tantalio, tungsteno e stagno. Queste materie prime hanno preso velocemente importanza a causa dell’enorme utilizzo nella realizzazione di dispositivi elettronici come: smartphone, laptop, tablet , fotocamere e altri.

Chiunque nel mondo oggi sta usando una quantità significativa di prodotti di elettronica – racconta Marcus – tutti questi prodotti sono stati realizzati con i minerali che sono la causa dei continui conflitti in Congo. Noi come consumatori – aggiunge – dovremmo essere sconvolti sentendo questa notizia.

Bleasdale spiega che la violenza colpisce strappando dalle case i più piccoli come per esempio bambini di undici anni, che vengono costretti ad utilizzare un fucile d’assalto. Un altra preoccupante causa, racconta, è la violenza sessuale che è l’arma preferita dai signori della guerra nella RDC. Circa 40.000 donne sono state violentate in Congo in 12 mesi dal 2006 al 2007 , secondo un rapporto pubblicato sull’American Journal of Public Health.

Davanti a questa enorme violenza – spiega Bleasdale – la soluzione non è quella di non acquistare prodotti elettronici. I consumatori – aggiunge ancora il fotografo – dovrebbero invece pretendere che le aziende produttrici di dispositivi elettronici non utilizzino minerali che non sono coinvolti nei conflitti. Come per esempio nel disegno di legge Dodd-Frank presentato nella riforma finanziaria del 2010, dove le aziende americane hanno l’obbligo di verificare che i loro approvvigionamenti e di dichiarare se i loro minerali provengono da miniere gestite da gruppi armati nella RDC.

Il Progetto Enough nella sua relazione annuale, ha presentato una valutazione su come le aziende stanno procedendo nel rimuovere questi minerali dalle loro catene di approvvigionamento. Bleasdale ha dichiarato che attualmente il 10% delle miniere della Repubblica democratica del Congo non sono coinvolte nel conflitto .

Abbiamo una lunga strada da percorrere – conclude Marcus – ma vedo che le possibilità di cambiare ci sono, tre anni non esistevano miniere libere, oggi si vedono i primi importanti risultati.

 

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