La Nazionale tedesca vale mezzo miliardo di euro

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© Die Welt

Che il calcio tedesco stia primeggiando in Europa ormai da diversi anni è cosa nota. Stadi all’avanguardia, progetti tecnici basati sui vivai, sulla crescita dei giovani talenti di casa e un campionato, la Bundesliga, che attira sempre di più spettatori e investitori. Tutto questo è alla base della ricerca pubblicata da Die Welt, nella quale si evince come la formazione titolare della Nazionale maggiore, che venerdì sera affronterà l’Austria nella gara di qualificazione al Mondiale 2014, abbia un valore di mercato di oltre 471 milioni di euro. Il gioiello più prezioso della corona tedesca è ovviamente Mesut Ozil. Il centrocampista è diventato il calciatore più costoso della storia del calcio tedesco, dopo il passaggio per 50 milioni di euro dal Real Madrid all’Arsenal. Leggendo i numeri relativi al costo dei cartellini o delle valutazioni dei nazionali tedeschi, si scopre che il più basso (anche per ragioni di età, ovviamente) è quello di Miroslav Klose che vale 2 milioni di euro. Max Kruse del Borussia Mönchengladbach ha invece aumentato il suo valore di mercato negli ultimi quattro anni, passando da 400 mila a 7 milioni. [highlight color=”eg. yellow, black”]A comandare questa speciale classifica è quello che Die Welt definisce il blocco Bayern, che da solo ha un valore di 157 milioni, senza contare sull’infortunato Bastian Schweinsteiger. A seguire, ovviamente, il gruppo del Borussia Dortmund che, anche qui senza l’infortunato Ilkay Gundogan, si attesta intorno agli 86 milioni di euro. I dati, calcolati sui valori presenti sul portale Transfermarkt.de, evidenziano come la Bundesliga sia un traino incredibile per tutto il movimento calcistico della Germania.[/highlight] Appena quattro anni fa la nazionale tedesca valeva 280 milioni di euro. A confermarlo ci ha pensato proprio il direttore di Transfermarkt.de Matthias Seidel

“Il valore di mercato è legato al valore del campionato da cui i giocatori arrivano e in questo senso la Bundesliga è stato un torneo in continua ascesa in questi ultimi anni”. 

In realtà a far lievitare il costo dei calciatori tedeschi ci hanno pensato in Estate anche alcuni club stranieri che hanno pescato in Germania. Tra questi sicuramente il Chelsea che per 22 milioni di euro ha prelevato Andre Schürrle dal Bayer Leverkusen o la Fiorentina che ha pagato oltre 15 milioni (cifra che potrebbe salire con alcuni bonus ad obiettivo) Mario Gomez al Bayern Monaco.

Un altro aspetto molto importante nel calcolare il valore di un calciatore è quanto renda come “marchio”. Ormai, infatti, i top player mondiali sono quasi tutti legati a grandi aziende alle quali prestano il loro volto e la propria immagine per scopi pubblicitari. Non solo grandi marchi sportivi (Ozil ha appena firmato un contratto fino al 2020 con Adidas che gli frutterà fino a 25 milioni di euro), ma anche brand di largo consumo come Coca-Cola, promossa globalmente dal portiere Neuer. Un altro “moltiplicatore” importante di guadagni e valore per i calciatori è la presenza sui social network, diventati strumento fondamentale per accrescere la propria popolarità e, di conseguenza, il proprio appeal commerciale. In Germania a farla da padrone è di nuovo Mesut Ozil, capace di raccogliere su Facebook oltre 11 milioni di fan. 

[highlight color=”eg. yellow, black”]Ma in Germania sanno bene che per arrivare a certi livelli e vendere un prodotto così ben confezionato come la Bundesliga, sono serviti anni di lavoro anche a livello infrastrutturale.[/highlight] Lo spiega bene Hartmut Zastrow, che si occupa di marketing sportivo per la società di ricerca Repucom:

“Oggi stiamo raccogliendo frutti di una semina fatta intorno al 2000. Le altre nazioni ci guardano e cercano di copiare quanto di buono abbiamo fatto. Di questa crescita merito va anche alla Champions League. E’ la vetrina del calcio europeo. Chi partecipa si mette in mostra, diventa popolare e accresce il proprio valore”. 

Programmazione, infrastrutture, cultura del lavoro e comunicazione. Queste sono le armi con le quali il calcio tedesco ha lasciato il proprio angolo per diventare in pochi anni un prodotto di alto valore sportivo ed economico che fa gola nel mondo. Chissà che anche l’Italia, copiando dai tedeschi, riesca a invertire la propria rotta…

 

 

 

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