Bundesliga: Il punto dopo la 4a giornata

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Nello spieltag prima della sosta programmata per il duplice impegno della nazionale tedesca nel proprio girone di qualificazione per Brasile 2014 con Austria e Isole Far Oer e in chiusura dell’ampia finestra estiva di mercato si sono verificate non poche sorprese con squadre che hanno abbandonato la leadership, a partire dal Bayern Monaco incapace di andare oltre il pareggio a Friburgo nell’anticipo di martedì scorso, club che come lo Schalke 04, l’Amburgo e lo Stoccarda danno confortanti segnali di ripresa e altri che nonostante una classifica non propriamente benevola, stanno ritrovando gioco (Eintracht Francoforte) e risultati (Wolfsburg).

Guardiola visto il calendario d’impegni fa legittimamente turn-over e sacrifica due punti in campionato con la girandola d’infortuni che però non accenna a placarsi (di nuovo un problema alla caviglia destra per Götze, Robben con un fastidio al ginocchio e Javi Martinez che ha subito una distorsione). Sacrificio non speso in vano e che ha portato il tecnico catalano a sollevare il suo primo importante trofeo in Supercoppa Europea col Bayern (prima volta in tutti i sensi dato che i bavaresi non avevano mai vinto quella competizione ed è un titolo totalmente assente nel palmares delle tedesche), e per quanto riguarda il discorso infortuni il Bayern ha spalle piuttosto larghe e la pausa in campionato giunge provvidenziale.

Il Borussia Dortmund con la vittoria tutt’altro che facile sull’ Eintracht Francoforte, cui va il merito di aver tenuto testa fino alla fine a una compagine di livello superiore, approfitta subito della situazione e si procura un minivantaggio sul Bayern e sulle altre dirette contendenti Bayer Leverkusen e Mainz che hanno perso il confronto con Schalke 04 e Hannover, a confermare anche un po’ la tendenza di Bayer e Mainz a partire in quarta nelle prime giornate di campionato e poi cominciare a misurarsi con i propri limiti, determinati nel caso del Bayer dal non possedere in rosa almeno un altro paio di ottimi giocatori (un centrocampista e una punta) e in quello del Mainz dal guardarsi un po’ troppo allo specchio e perdere di vista quell’umiltà e quella concentrazione agonistica che lo contraddistingue. Tuchel sta facendo davvero un ottimo lavoro a Magonza, ma ci vogliono grinta, motivazioni e cervello per rimanere a certi livelli.

L’arrivo di due nomi nuovi a Gelsenkirchen del calibro di Dennis Aogo dall’Amburgo e, soprattutto Kevin Prince Boateng dal Milan, operazioni lampo di un mercato ormai chiuso in entrata secondo le dichiarazioni di Tönnies, ha riscaldato l’ambiente e ha dato quella scossa alla squadra necessaria per scrollarsi di dosso tutto il torpore che ha caratterizzato l’inizio di stagione dopo un’annata meravigliosa culminata con la qualificazione ai preliminari di Champions League. Draxler e Szalai che avevano trascinato gli Knappen verso la qualificazione alla fase a gironi di Champions in settimana contro il Paok Salonicco insieme agli innesti di Aogo e Boateng, entrati subito nel vivo del gioco della squadra, hanno avuto la meglio nella difficile sfida con il Leverkusen. Una vittoria contro una squadra forte e importante che ha ridato morale a Keller e i suoi e ha mostrato quella verve tipica di una realtà come lo Schalke.

Risorge anche lo Stoccarda che in seguito all’esonero di Bruno Labbadia, la partenza di Tasci dopo 14 lunghi anni, l’eliminazione in Europa League, fermi ancora a quota zero in classifica, nella partita della vita con l’esordio in Bundesliga del tecnico Schneider, sostituto, di Labbadia trova forza, cuore e orgoglio per annientare con una goleada un abulico e irriconoscibile Hoffenheim, grazie alla fiducia accordata a giovaninissimi dal futuro luminoso come Leitner, Werner e Maxim e a un grande intramontabile bomber come Ibisevic. Resurrezione che ci si augura non duri solo l’arco di una settimana poiché Stoccarda è una grande piazza che merita onore e rispetto.

Altra grande decaduta rialzatasi, almeno per ora, sfruttando un turno più che abbordabile che la vedeva opposta in un confronto casalingo all’ Eintracht Braunschweig è l’Amburgo di Thorsten Fink. Sarebbe stato da pazzi lasciarsi sfuggire l’occasione di un match così alla portata contro la squadra oggettivamente meno attrezzata della Bundesliga, per poi ripartire avvalendosi di una settimana di sosta per poter riordinare idee e obiettivi a stomaco un po’ più pieno. L’Amburgo oltre a essersi risollevato con una vittoria e tre punti che psicologicamente valgono oro, ha ritrovato giocatori importanti come Jiracek che con il Braunschweig ha fatto la differenza presidiando la corsia di sinistra e facendosi sempre trovare presente nelle manovre offensive, e ha finalmente sbloccato giovani sui quali Fink ha riposto grande fiducia, come Cahlanoglu e Zoua, ma che però avevano fino ad ora mostrato ben poco del  loro interessante repertorio.

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