Il punto sulla 2a giornata di Bundesliga

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Questo secondo spieltag di Bundesliga, come era lecito attendersi in seguito a un esordio coi fuochi d’artificio, ha fatto registrare un minor numero di segnature (11 in meno rispetto alla 1a giornata) ma non sono mancati né spettaccolo, né emozioni. L’unico pareggio, tra l’altro raggiunto in extremis da una punizione capolavoro dell’incontenibile Kiyotake, tra Norimberga e Hertha Berlino testimonia l’inequivocabile volontà di mettere sempre nel mirino i tre punti in palio da parte di squadre dall’attitudine offensiva, al netto di qualche rara eccezione. Anche il Norimberga, contraddistinto da un atteggiamento piuttosto equilibrato e attendista del suo tecnico Wiesinger, ha puntato per questa stagione su un nome molto importante in chiave offensiva come Ginczek per scrollarsi di dosso una stagione condizionata da un attacco scarsamente prolifico.

I tre club di punta, Bayern, Borussia Dortmund e Bayer Leverkusen hanno vinto mantenendo salda la testa della classifica. Hanno però sofferto non poco per superare avversarie contro le quali sulla carta nessuno avrebbe puntato mezzo centesimo. L’ Eintracht Francoforte non è neanche lontanamente la squadra della scorsa stagione, quella che seppur per il rotto della cuffia ha trovato una qualificazione europea. Ne ha presi 6 nell’esordio shock contro l’Hertha e si presentava alla Commerzbank Arena segnato da questa vergogna. L’ Eintracht Braunschweig torna in Bundesliga dopo 28 anni e incontrare il Dortmund alla seconda giornata di campionato è come togliersi subito un dente doloroso. Forse lo Stoccarda, con il suo orgoglio sempre indomito e come squadra sempre imprevedibile, avrebbe potuto destare qualche sospetto pericolo per il Leverkusen. Le vittorie faticose e di misura su queste avversarie invece raccontano innanzitutto di club seriamente al lavoro per cercare di ricalibrare le proprie evidenti difficoltà (Veh e Labbadia hanno pronunciato i loro mea culpa), e ci segnalano qualche sintomo d’insofferenza da parte delle grandi. Evidentemente in questa nuova Bundes potrebbe essersi alzato non solo il livello di guardia delle medio-piccole nei confronti delle più blasonate, ma anche la qualità del gioco in generale livellando forse un po’ anche gli equilibri. Non basta giocare bene, costruire tanto, produrre un illimitato numero di occasioni. Ci vuole cattiveria, cinismo, freddezza. Questa è la prima lezione per le tre sorelle maggiori del campionato che hanno rischiato seriamente di veder vanificare i tanti sforzi a causa delle troppe occasioni sciupate. È naturalmente ancora presto per dirlo e molto dipenderà da quale sarà stato il livello della preparazione e quanto incideranno gli impegni extra-campionato delle squadre, però una delle regole auree alla fine di questa stagione potrebbe essere quella del “vince chi sbaglia meno”.

E intanto non dimostrano di sbagliare poco Amburgo e Schalke 04 che rimediano batoste che suonano come umiliazioni rispettivamente da un solidissimo quanto ambizioso Hoffenheim e da un ritrovato Wolfsburg che cavalca l’entusiasmo per un grandissimo acquisto come Luiz Gustavo il quale sabato ha già dimostrato di poter fare la differenza. Eppure dopo una pre-season così così entrambe le squadre avevano mostrato di essere rientrate tranquillamente in carreggiata nella battaglia d’esordio che le aveva trovate l’una contro l’altra. L’Amburgo è palesemente troppo van der Vaart-dipendente, se non gira lui, non gira neppure la squadra e là davanti c’è assolutamente bisogno di uno che faccia la differenza come Rudnevs, ma anche l’idea di tornare sul mercato non appare così fantasiosa. Lo Schalke invece deve ritrovare ritmi e meccanismi di gioco che gli sono più congeniali come la rapidità nelle ripartenze e la pressione più alta. Draxler ora è nel suo ruolo più congeniale, deve dimostrare che quella maglia numero 10 non è casuale e non farsi schiacciare dalla responsabilità. Però oggettivamente occorre un centrocampo più solido e più fluido al tempo stesso. Jens Keller dovrebbe dare più fiducia a un giovane talento come Goretzka, già maturo per questi livelli, affiancandolo a un veterano come Jermaine Jones.

Il Mainz di Tuchel finora rimane la più bella sorpresa. Allenatore giovane, squadra giovane (anche se i 26,9 anni dell’intera rosa non la colloca tra le più giovani della Bundes) e dal profilo basso che gioca con umiltà e intelligenza e soprattutto fa dell’organizzazione e della compattezza tra i reparti la sua arma vincente. Due successi in altrettanti match con squadre teoricamente superiori nella qualità complessiva come Stoccarda e Friburgo. Questione, come sempre, di mentalità. Anche Borussia Mönchengladbach, sebbene sfortunato all’esordio col Bayern ma non declassabile, trascinato dai nuovi acquisti Raffael e Kruse, e Hertha Berlino seguono questo solco. Il Borussia ha giocato una gara perfetta e senza sbavature contro l’ Hannover, avversario sempre difficile da affrontare anche se in trasferta in genere non dà il meglio di sé. L’Hertha è una neo-promossa che ha grande personalità, grazie anche a un tecnico preparato come l’olandese Luhukay, e che sente giustamente le pressioni di una grande capitale come Berlino, che dunque vuole tornare a far parte di tutta quella costellazione di club tedeschi che contano. Solo un coriaceo Norimberga gli ha negato la momentanea vetta della classifica.

Il Werder Brema rimane tuttora un bell’enigma. Vince senza convincere superando di nuovo per 1-0 (già lontanissimi i tempi di Schaaf) la squadra avversaria, probabilmente alzando di un nanomillimetro l’asticella qualitativa tra Eintracht Braunschweig e Augsburg. Dutt nelle sue esultanze a match concluso sembra comunque consapevole, come uno graziato dal cielo, dello stato di cose piuttosto deficitario in seno al club. Però aggiunge un tassello da un punto di vista della qualità del gioco: è un Werder che prende l’iniziativa, riesce in numerose occasioni a creare pericolo e, a tratti, è capace anche di divertire. Ma la magagna è sempre dietro l’angolo, lo strafalcione difensivo piuttosto che l’errore fatale a centrocampo che permette all’avversario di innescare ripartenze micidiali. Scopriremo già da questo venerdì di che pasta è veramente fatto, atteso al varco di Dortmund.

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