Götze, il genio è tornato: doppietta al debutto col Bayern

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In 103 giorni sono cambiate tante cose per Mario Goetze. Tanto per cominciare, c’è molta differenza tra la sua ultima partita prima dell’infortunio e quella che segna il debutto nella sua “nuova vita” calcistica. Il palcoscenico non è quello di una semifinale di Champions League contro il Real Madrid e lo stadio non è di certo il Santiago Bernabeu. Per ricominciare Goetze ha scelto la ben più tranquilla Ungheria, contro i non certo irresistibili avversari del Gyor. Un’amichevole, certo. Ma dopo un calvario così lungo anche in una partitella tra amici ti sembra di dover giocare una finale di Champions, come quella gli ha fatto saltare quel maledetto infortunio lo scorso aprile. Che poi, a prescindere dalla già alta posta in palio, non sarebbe neanche stata una partita qualunque dal momento che l’avversaria sarebbe stata la sua futura squadra. Sta proprio lì la difformità più evidente rispetto a 103 giorni fa: la maglia che indossa, infatti, non più la gialla dei vice-campioni d’Europa del Borussia Dortmund, ma proprio quella rossa degli ultimi vincitori della coppa dalle grandi orecchie, il Bayern Monaco. Rossa come il colore del tradimento, si dice. Quello che è stato per i tifosi del Borussia Dortmund il suo passaggio in Bavaria:

Comprendo benissimo – spiegava solo ieri Goetze – il loro dispiacere per il mio trasferimento. È logico che siano delusi, anche se in certe occasioni si è andati un po’ troppo oltre”.

Ma quello è ormai il passato e proprio questa sera, in Ungheria, è cominciato il futuro. Sono passati 103 giorni dalla sua ultima partita, sono cambiate tante cose, ma Mario Goetze è sempre lui. Ecco perché alla sua prima apparizione ufficiale con la nuova maglia diventa subito protagonista: gli basta mezzora per ricordare a tutti – qualora ce ne fosse bisogno – il motivo che ha spinto il Bayern Monaco a spendere 37 milioni di euro per strapparlo al Dortmund. Ha tirato cinque volte in porta realizzando due reti e permettendo al Bayern di vincere 4-1 (di Shaqiri gli altri due gol). Un biglietto da visita niente male per presentarsi al nuovo club e a Pep Guardiola. Che due soli giorni dopo il debutto vincente in Bundesliga contro il Borussia M’gladbach può di nuovo gioire. Ha conosciuto anche lui Mario Goetze, sempre lo stesso. Perché le qualità di un campione non cambiano, nemmeno dopo 103 giorni.

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