Così Dropbox ha guadagnato 200 milioni di utenti

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Da quando Dropbox ha lanciato al pubblico il servizio di web-storage nel 2008, è cresciuto molto e da un giorno all’altro è passato da poche migliaia di utenti a centinaia di migliaia, fino poi a milioni di persone (200 milioni circa). Un avvio promettente il suo e un futuro più che roseo oramai: ma quali segreti ci sono dietro il suo successo? E soprattutto cosa ha dovuto superare per arrivare fin qui?

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I primi problemi non tardano ad arrivare
per Dropbox e la società affronta la sfida più difficile ancora prima di cominciare, proprio perché i suoi guadagni venivano dall’essere un data-storage in tempo reale con le diverse soluzioni per la sincronizzazione. Per Dropbox avere successo significava plasmare la fiducia degli utenti e la loro esigenza di un servizio veloce ed affidabile. Non ci scordiamo che a ostacolare questo obiettivo c’erano forti problemi logistici e di ingegneria.

In soccorso arriva Rajiv Eranki, capo del settore ingegneria dei server Dropbox tra il 2008 e il 2011. Nel suo lavoro come ingegnere si è da subito focalizzato sull’incrementare la gamma del prodotto e durante la sua permanenza a Dropbox, Eranki, ha fatto guadagnare all’azienda circa 40 milioni di utenti, dalle poche migliala di partenza. Eranki ha voluto condividere alcune delle sue esperienze e tecniche, impiegate nel migliorare la posizione di Dropbox, sul suo blog nonché alla Conferenza RAMPA, tenutasi all’inizio di questo mese e di cui vi proponiamo qui sotto il filmato integrale.

Ecco quindi alcuni punti salienti del suo lavoro messi in evidenza da Ernaki Rajiv:

Python è stata la scelta giusta

Eranki ha spiegato nella sua presentazione alla conferenza RAMPA che il team di Dropbox ha usato Python (l’API di riferimento) per praticamente tutto. Questo è stato utile perché ha fatto sì che l’intera piattaforma “potesse arrivare a 40 milioni di utenti, senza dover scrivere migliaia di righe di C code”. Il vantaggio di Python è che ha permesso alla squadra di scalare molto più rapidamente le classifiche di gradimento rispetto a qualsiasi altro linguaggio utilizzabile. Nei primi tempi, quando solo due ingegneri si sono concentrati sulla scalata di Dropbox, limitandone la complessità con Python, si è poggiato un tassello importante per tenere alta la crescita del progetto.

Verificare potenziali fallimenti

Uno dei punti a cui Ernaki fa ripetutamente riferimento nella presentazione è che è importante testare sempre i possibili falli nel sistema. Spesso Ernaki ha affermato che lui e la sua squadra hanno lavorato duro per riavviare i server e spulciare per capire cosa fosse successo. Capire come qualcosa riesca a fallire in un sistema e testarlo quando le cose funzionano bene permette di rendere i fallimenti più gestibili e prevedibili. E poi come dice Ernaki: “Sembrerà stupido suonare l’allarme antincendio quando l’incendio non c’è, ma testare l’ambiente non è sufficiente e questo è davvero una buona assicurazione.

Coerenza nell’hardware

Un sacco di ridimensionamenti in Dropbox hanno alimentato il bisogno di acquistare nuovi hardware. Piuttosto che fare affidamento su differenti gruppi di configurazioni server e tipi di hardware, il team ha scelto tipologie di macchinari più piccoli ma con configurazioni coerenti. Quella limitata la quantità di “pianificazione delle capacità”, come spiega Ernaki, aiuta anche a mantenere una coerenza quando si tratta di capire quale specifico pezzo di hardware sia il problema.

Utilizzare l’UTC è meglio

Utilizzando l’UTC – Universal Time Code attraverso i server Dropbox ha risparmiato di affrontare potenziali problemi di avere un server o un sistema in un fuso orario e uno in un’altro. Dropbox si è spinto fino a non convertire il fuso orario della zona utente fino all’ultimo secondo, nel browser (o il file manager). Il team di Dropbox ha anche mantenuto l’orologio da parete impostato sull’UTC, solo così potevano rimanere sincronizzati come i loro server. Questo potrebbe sembrare stupido ma quando una grande parte del tuo business si basa sulla sincronizzazione di un file, il semplice cambiamento di fuso orario può significare una sincronizzate errata.

Aggiornare con frequenza

Uno dei mantra di Dropbox era – ed è – quello di rilasciare aggiornamenti frequenti. Fin dai sui primi giorni, Dropbox, ha rilasciato il nuovo codice il giorno stesso in cui è stato codificato e ancora oggi si aggiorna frequentemente tramite il canale beta ai propri clienti Mac, Windows e Linux. Queste release spesso introducono nuove funzionalità per gli utenti esplicitamente disposti a testare il nuovo materiale. Importante quanto gli aggiornamenti è anche la sicurezza che quest’ultimi siano stabili e sicuri:  una directory danneggiata e tanto lavoro perso è una delle cose peggiori che possano capitare.

Adesso a voi la parola: cosa ne pensate del modo in cui Dropbox si è ridimensionato? Seguirete gli spunti di Eranki o vi dissociate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.

fonte | Mashable

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