USA, c’è la CIA dietro il successo delle Startup

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Quello che sembrava essere un semplice fuoco di paglia si è rivelato un vero e proprio complotto nazionale tra la CIA e le società informatiche della Silicon Valley. Infatti le parole dall’ex agente Edward Snowden hanno riportato l’attenzione sui metodi, poco ortodossi, con cui gli Stati Uniti raccolgono informazioni sui paesi amici e nemici attraverso le proprie società informatiche, le quali hanno a disposizione un vasto numero di dati. Naturalmente le smentite delle varie aziende non si sono fatte aspettare, ma la realtà, stando alle fonti, sarebbe ben diversa.

Andiamo con ordine però, poiché il mercato delle Startup non è solamente questo, ma è un settore molto importate, sopratutto in questi anni di crisi, che ha dato a molti giovani la possibilità di esprimere le proprie idee e renderle realtà. Anche qui in Italia però, le cose stanno cambiando. Infatti le Startup stanno diventando sempre più popolari tra le nuove generazioni, andando a creare così migliaia e migliaia di imprese nate semplicemente dall’ingegno delle fresche menti giovanili.

privacy

Purtroppo però, come accade spesso, c’è sempre qualcuno che prova ad approfittarsene. Sappiamo ormai da molti anni che, con l’arrivo delle nuove tecnologie, la privacy è praticamente scomparsa, poiché grazie a queste abbiamo reso trasparente ogni nostro pensiero, il quale viene a sua volta utilizzato per scopi di vario genere.

La collaborazione tra il governo americano e le aziende produttrici di tecnologia, destinata a usi militari, è strettissima e risale alla seconda guerra mondiale quando Frederick Terman, futuro preside della facoltà di ingegneria alla Stanford University, dirigeva gli studi sulle trasmissioni radio e sui disturbi ai radar nemici noti come “jamming”. Negli anni ’50 fu il creatore dello Stanford Research Park, su terreni di proprietà dell’università, inaugurando di fatto la Silicon Valley.

silicon-valley

Molte società appena nate erano finanziate direttamente dal governo e in molte avevano contratti solo con agenzie governative. Erano gli anni della conquista dello spazio e della guerra fredda vinta dagli americani anche e sopratutto grazie alla supremazia tecnologica. Da allora sono cambiate molte cose ma il legame fra le aziende della Silicon Valley e il governo USA è ancora più solido.

Secondo Joel Harding, impiegato all’intelligence al Pentagono negli anni ’90, moltissime società avevano modificato l’hardware e il software dei loro prodotti per consentire il monitoraggio degli acquirenti stranieri. Ovviamente Harding, si rifiuta di fare nomi, ma è a conoscenza del pagamento di 50mila dollari da parte di un’agenzia di intelligence per convincere un’azienda a installare chip modificati su un personal computer destinato a un cliente estero.

Oracle

Negli ultimi anni molti agenti delle varie agenzie di intelligence si sono rivelati, spinti probabilmente dal rimorso, raccontando moltissime storie sulle manipolazioni effettuate nei dispositivi che erano destinati ai mercati esteri. I computer erano prodotti dalla Tadpole Computer con processori della Sun Microsystems, ma prima di essere spediti in Asia il loro software veniva modificato dal rivenditore per renderli accessibili in remoto dagli Stati Uniti. Impossibile avere altri dettagli. Sappiamo solamente che nel 2005 la Tadpole è stata acquisita dalla General Dynamics e la Sun Microsystems da Oracle Group. E tutti si sono rifiutati di commentare la vicenda.

Oltre a queste società poco conosciute ve ne sono anche di importanti come Microsoft, che negli anni ’90 su impulso del presidente Bill Clinton, ha tentato addirittura di far installare ad alcune industrie produttrici il cosiddetto “clipper chip“, una sorta di back door progettata dalla Nsa, ma l’accordo non venne mai raggiunto.

clipper chip

Ad oggi, in molti, addetti ai lavori e non, sono pianamente convinti che queste procedure vengano effettuate ancora, e grazie all’avanzamento di tecnologia raggiunto negli ultimi anni, l’intensità dello spionaggio potrebbe essere migliorato ulteriormente rilasciando dati più precisi. Joel Harding è convinto che le società stiano giocando con il fuoco e che a breve potrebbero scottarsi: “vogliono aiutare il governo, ma se si scopre sarà un problema”. Ma, a quanto pare, si sta già scoprendo.

fonte | il sole 24 ore

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  • daniele

    Che ne pensi delle varie app chat che sono nate? Whatsapp,line,viber e per finire wechat che adesso è addirittura pubblicizzata in TV da Messi? Vedo una speranza, seppur piccola ,che nessuno violi la mia privacy solo utilizzando il deep web con le chat di Tor.

    • Cristiano Scarapucci

      Nell’articolo c’è anche una parte del mio giudizio verso questo genere di spionaggio legato all’informatica, che purtroppo fa male a quest’ultima, e credo che purtroppo i nostri dati non siano per niente al sicuro in rete, da Facebook a Whatsapp, da i vari servizi cloud a sistemi operativo come Windows e Android, che continuamente, si scopre, abbiano all’interno dei malware dedicati proprio allo spionaggio.

      • daniele

        E Apple?

        • Cristiano Scarapucci

          Molto probabilmente anche Apple, ma essendo un sistema chiuso si tengono i dati per loro, magari consegnandoli anche a CIA e FBI, con la differenza però che non li rendono disponibili a chi non è di queste agenzie. Naturalmente non ne siamo e non ne sono certo, ma credo, dopo un’attenta ricerca e studio sul fatto, che Apple si muova in questo modo.

          • daniele

            Ti ringrazio per le tue risposte ,volevo chiederti solo un ultima cosa: hai fonti o prove certe come testimoni che possono accertare quello che dici? O i tuoi sono solo ricerche sull’argomento?

          • Cristiano Scarapucci

            Credo che lo scandalo avvenuto con al centro il povero Edward Snowden dica molto più di altre mie parole :)