Smartphone: più chiamate che messaggi per gli americani

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Meno di 10 anni fa la maggior parte degli utilizzatori di cellulari non avrebbe mai immaginato cosa avrebbe avuto in futuro tra le mani e cosa avrebbe potuto fare, l’utilizzo principale  era quello “solo” di chiamare e niente di più. Oggi abbiamo tra le mani un prodotto che a volte è molto più potente di un computer di quell’epoca e a questo punto viene da chiedersi, cosa facciamo oggi con i nostri cellulari?

In realtà le abitudini non sono cambiate di molto, secondo quanto afferma Experian Marketing Services’ Simmons Connect Mobile l’attività numero uno tra gli americani con il loro cellulare è ancora la classica chiamata, mediamente 58 minuti al giorno. Il dato è sorprendente vista l’ossessione che hanno gli utilizzatori per il loro smartphone e per le innumerevoli funzioni che possiedono oltre alla “solita” chiamata. Consideriamo però che questa è una media e quindi il dato non è molto preciso per poterci fare una valutazione attendibile.

Ecco di seguito i dati sulle altre attività:

  • 26% – conversazioni telefoniche (tempo medio)
  • 20% – sms
  • 16% – social network
  • 14% – navigazione web
  • 9% – controllo posta elettronica
  • 8% – giochi
  • 2% – utilizzo fotocamera e/o GPS

Gli sms stanno in questo periodo recuperando terreno sulle conversazioni. Non passerà molto tempo prima che raggiungeranno e supereranno le chiamate.
Altre differenze le notiamo tra gli utenti dei vari sistemi operativi, ad esempio, gli utenti di iPhone passano un’ora e quindici minuti al giorno usando il loro dispositivo, 26 minuti in più rispetto agli utenti Android. Per quanto riguarda le conversazioni, gli utenti di iPhone parlano meno al telefono rispetto agli utenti Android, il 22% contro il 28%. Gli utenti Android tendono a spendere più tempo per la navigazione sul web sul loro telefono, mentre gli utilizzatori di iPhone lo utilizzano di più per sms, e-mail, fotocamera e il social network.

Quanto tempo passi sul tuo smartphone? Qual è la tua attività principale?

fonte | technobuffalo.com

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