L’uomo dei sogni Klopp: “vincere a Wembley per coronare una favola”

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“L’uomo delle favole”, così come lo hanno ribattezzato in Germania, è il personaggio dell’anno in Bundesliga. A dire il vero è il protagonista indiscusso delle ultime tre stagioni del campionato tedesco, avendolo conquistato per due volte consecutive lasciando agli altri solo le briciole. La differenza è che in questa stagione se ne sono finalmente accorti anche in Europa, dove con il suo Borussia delle meraviglie è arrivato sino alla finale di Champions League. Ma Jurgen Klopp è un ragazzo che non ama apparire o fare proclami. Lui predilige il lavoro, gli schemi “quelli di Sacchi li avrò visti 550 volte” e giocare a calcio. In una lunga intervista al quotidiano sportivo La Gazzetta dello Sport, il tecnico del Borussia Dortmund si racconta svelando il suo passato di calciatore e poi di promettente allenatore.

Ero un attaccante molto veloce, mi piaceva correre. Nulla a che vedere con oggi, dove si va a mille e dopo tre giorni si è in grado di fare anche un’altra partita”, dice ridendo il tecnico dei gialloneri di Westfalia. E’ un motivatore nato Klopp, lo faceva già quando nel Mainz, prima da calciatore e poi da allenatore, cercava di avere sempre il meglio da compagni e giocatori. Il suo motto è lavoro e impegno, “perchè non sempre chi spende di più alla fine vince” – sostiene Klopp – “noi eravamo sull’orlo del fallimento e in cinque anni siamo riusciti a tornare in una finale così importante. Abbiamo puntato sui giovani, su ragazzi come Schmelzer, Subotic e Sahin, praticamente quasi sconosciuti e che con noi hanno fatto il salto di qualità”. Il 25 maggio a Wembley ci saranno di fronte due squadre tedesche, con il Bayern che in campionato ha dato ben 25 punti di distacco ai rivali. Per Klopp la differenza non è così ampia: “Non credo che ci siano tutti questi punti di differenza tra noi. In campionato abbiamo pareggiato e perso per 1-0 in Coppa dove siamo stati molto fortunati. Loro sono forti ma non così tanto come può sembrare dalla classifica”. Non lo spaventa neanche la sfida a distanza con un mago come Heynckes, un tecnico vincente  e di esperienza internazionale: “Lui è un grande, ho un immenso rispetto per lui. Il mio riferimento come tecnico è però Wolfgang Frank, che quando mi allenava al Mainz fu il primo ad insegnare a me ed a tutto il movimento calcistico tedesco il gioco a zona. Superlativo”.

Mezza Europa è pazza di lui. L’altra mezza, probabilmente, se ne innamorerà follemente se dovesse alzare al cielo di Londra la sua prima Champions League.

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