Attacco hacker: e se fosse tutta una bufala?

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Spesso e volentieri sentiamo parlare di attacchi hacker messi in atto da esperti conoscitori della rete. Nella giornata di ieri si è verificato quello che molti giudicano il più massiccio attacco mai verificato nella storia. Abbiamo riportato le dichiarazioni della Arbor Networks, che analizza costantemente la sicurezza informatica e che è rimasta allibita per il quantitativo di dati spostati con questo attacco, circa 300 GB per secondo.

Ma eccetto rallentamenti a Google Italia, che effettivamente è rimasto offline per qualche minuto, quali sono i servizi messi down o rallentati da tale attacco? Tutti i servizi di posta elettronica hanno continuato a funzionare come si deve, così come i servizi cloud. Allora che sia tutta una bufala?

Stando a quanto riporta il sito downloadbloggli effetti globali di cui parla il New York Times non ci sono stati. Anche in Europa il quadro generale non varia: il Mix di Milano, dove transita il 40% del traffico nazionale, non riporta nulla di anomalo. Monitorando i dati di Internet Traffic Report vediamo che i tempi di risposta globali sono piuttosto normali, con nessuna picco negli ultimi sette giorni.

Ma allora quali danni ha creato questo attacco? Perché ha suscitato così tanto scalpore? Per il quantitativo di dati mossi? Può darsi. Ma alla base di tutto, come al solito, potrebbero esserci motivi prettamente legati al marketing.

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