Apple, la bambina permalosa

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Ultimamente si fa un gran parlare del declino di Apple: è un dato innegabile. Non voglio impelagarmi in inutili analisi sulla veridicità o sulla fondatezza di tali critiche. Non è nell’intento di questo articolo. Sarebbe miope invece affermare il contrario, dal momento che questo sentimento negativo è ormai sulla bocca di tutti.

Appare evidente – lasciando da parte i dati di vendita – che la crisi c’è eccome. Sia esso frutto di una fisiologica necessità di cambiamento e di spostamento verso altri lidi o di una disaffezione verso il brand, rappresenta un serio problema per Apple.

Frasi come: “con Steve Jobs era diverso…” o “Apple non innova più…” sono ormai all’ordine del giorno e contribuiscono in maniera significativa a spingere un sempre maggior numero di utenti verso Android.

Ma cosa è veramente cambiato dopo l’exitus del co-fondatore? A mio avviso internamente ben poco, ma non è quello che importa.

È caduto il campo di distorsione della realtà.

È così che dopo una salita vertiginosa del titolo in Borsa, si è avuta un’altrettanto rapida discesa.

Spesso Steve Jobs veniva descritto come un visionario, ma a me piace ricordarlo con una citazione:

Alcuni dicono: “Date al cliente quello che vuole”. Non è la mia impostazione. Il nostro lavoro consiste nell’immaginare ciò che il cliente vorrà, prima ancora che lo faccia lui stesso. La gente non sa ciò che vuole, finché non glielo fai capire tu.

Se non avete ancora compreso la pertinenza di tale affermazione, vi spiegherò che questa è la frase che meglio riassume l’attuale situazione che Apple si trova ad affrontare.

Nell’era Jobs non venivano concesse interviste ai giornalisti, eccetto ad un numero esiguo di testate giornalistiche “amiche“. Nel caso in cui fossero chieste informazioni su nuovi prodotti, Steve Jobs tagliava sempre sapientemente corto, spostando l’attenzione su altro.

Tim Cook al contrario si è più volte aperto alla stampa, concedendo interviste a destra e manca nel suo primo anno di attività come CEO a Cupertino.

Tutto molto bello. Una Apple più aperta: ciò che tutti avrebbero voluto. L’immediata apertura dell’azienda per definizione più chiusa, la violazione del diktat di segretezza imposto ai piani alti si è istantaneamente disciolto, catalizzando un’estrema attenzione mediatica e in breve tempo il titolo AAPL è schizzato alle stelle.

Già, ma il tempo è passato e questa maggiore apertura ha lasciato spazio a domande sempre più incalzanti, cui necessariamente Cook non si è potuto esimere dal rispondere.

Ed ecco che sono iniziati gli scivoloni: perché affermare che “guardare la TV in salotto ci porta indietro di almeno 30 anni” quando non si ha pronta una propria soluzione da proporre al grande pubblico? O perché affermare che “si stanno tastando nuovi campi” quando in realtà non si è lanciato alcun nuovo prodotto?

Che senso ha tutto ciò?

Avete sentito mai Steve Jobs lasciarsi andare così tanto durante interviste o Conference Call? Il risultato? I nuovi prodotti hanno sempre sortito l’effetto “Wow!”.

Che io ricordi l’iCEO non si è mai sbilanciato su iPhone e iPad prima del momento della loro presentazione, neppure alludendo vagamente ad essi, ma anzi ha sempre cercato di deviare l’attenzione su iPod e Mac: i dispositivi in vendita al momento.

In questo modo nessun concorrente ha avuto modo di anticipare le mosse di Apple. Vale altrettanto per Cook? Con quelle sue infelici esternazioni su una ipotetica nuova Apple TV guardate quante SmartTV stanno sfornando Samsung e soci! E quanti SmartWatch stanno sbucando con quelle sul “nuovo campo di interesse“?

La verità è che questa crisi è totalmente meritata: Apple ha sbagliato tutto nella comunicazione in questi anni.

Per fortuna sembra che qualcuno a Cupertino se ne sia reso conto e – secondo me – ne stiamo già vedendo i primi effetti.

Avete notato come nel periodo di gennaio/febbraio non si siano tenuti eventi per la presentazione di nuovi prodotti?

La motivazione di tale scelta potrebbe essere proprio sotto i nostri occhi.

Ma procediamo per gradi e torniamo un secondo alla crescente insoddisfazione verso Apple. Un brand ritenuto poco innovativo o “scontato” di tutto ha bisogno tranne che darne prova.

Ecco che in quest’ottica la pianificazione di un evento seguendo la solita scaletta temporale appare poco felice.

E cosa fa una bambina alla quale sia stato fatto un torto o negato un giocattolo? Farà la permalosa e tenderà ad assumere un comportamento volto a farsi desiderare e richiamare l’attenzione su di sé.

E cosa potrebbe fare una bambina di nome Apple vedendo calare le sue azioni dopo aver cercato di assecondare in ogni modo chi le stava intorno ed essendo accusata di esser poco aperta e innovativa, nonostante gli impegni profusi in tale direzione?

Potrebbe decidere di diventare più permalosa e farsi desiderare. Come?

Avete notato che a parte rumors di corridoio -peraltro assai vaghi e banali – ad oggi non si hanno ancora informazioni né immagini leaked significative di nuovi prodotti come iPhone 5S ed iPad mini 2?

Lo scorso anno di questi periodi iniziavano a circolare già le prime immagini leaked di componenti provenienti da linee di produzione asiatiche.

E per la permalosità ci siamo. In aggiunta si può dire che non sono ancora state date preview di iOS 7OS X 10.9.

Come potrebbe farsi desiderare Apple? Semplice. Siamo alla fine di marzo, quindi grossomodo ad aprile. A giugno si svolgerà presumibilmente come ogni anno la WWDC. Secondo voi verranno tenuti con un solo mese di distanza (maggio) due eventi di così grande importanza? Secondo me no.

Il mio ragionamento è ovviamente soggetto a smentita in ogni istante da parte di Apple, ma credo che sia più che plausibile: esso andrebbe infatti ad alimentare l’hype attorno ai prodotti Apple (un po’ come succedeva ai “tempi d’oro“), a patto che fino ad allora si mantenga il più assoluto riserbo da parte di Apple.

Ed ecco che allora si otterrebbe di nuovo l’effetto “Wow!” tanto caro a Cupertino.

D’altronde questa linea sembra aver dato i suoi primi frutti. Se – ad esser catttivi – si guarda infatti al lancio del Samsung Galaxy S IV si potrebbe dire che Samsung non abbia avuto abbastanza materiale a disposizione da cui copiare e se ne siano usciti fuori tornando ancora una volta a potenziare l’hardware (sono stati introdotti un termometro e un barometro su uno smartphone), dimostrando di non aver capito nulla dagli ultimi 6 anni di storia tecnologica, infarcendo il tutto con una presentazione farsosa e inutilmente pomposa.

Mi ha fatto sorridere leggere ieri sera la notizia di un possibile evento “Original Passion, New Ideas“, ipotizzato per il 29 giugno.

Che Apple sia sulla buona strada per ricominciare la salita?

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