José Mourinho: le 50 frasi più celebri

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L’attuale allenatore del Real Madrid, José Mourinho, è diventato l’allenatore più famoso del mondo sia per le sue imprese sportive che per il suo carattere, non certo tranquillo. Ora che l’ex allenatore dell’Inter ha raggiunto i 50 anni, si può stilare una lista delle 50 frasi più celebri pronunciate dallo Spacial One.

Cominciamo:

CHELSEA (2004-2007)

«Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale» –2004 – Conferenza di presentazione

«Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io» – 2004

«Wenger ha un vero problema con noi e credo che lui sia quello che in Inghilterra si chiama voyeur. Gli piace guardare» – 2005

«Robson è uno da prima linea, da contatto diretto con i giocatori, preoccupato soprattutto dell’attacco, della finalizzazione» – 2005

«Quando ho visto Rijkaard entrare nello spogliatoio dell’arbitro tra il primo e il secondo tempo, non ci potevo credere. Quando è stato espulso Drogba non sono rimasto sorpreso» – 2005

«Barcellona è un grande centro culturale con grandi teatri e questo ragazzo ha imparato proprio bene. Ha imparato a recitare mentre gioca» – 2006 – Riferito a Lionel Messi, dopo l’ennesima sfida al Barcellona

«Io amo le Aston Martin. Ma se mi chiedi 1 milione di sterline per una Aston Martin ti rispondo: Amico, sei matto. L’Aston Martin costa 250 mila sterline» – 2007 – Riferito ai mancati acquisti del Chelsea

«Tre anni senza vincere una Premier? Non credo avrei ancora un lavoro» – 2007 – Riferito a Rafa Benitez

«Mi rimpiangerete, soprattutto quando comincerete a perdere anche le partite in casa»  – 2007 – Riferito ai tifosi del Chelsea

«Magari nella filosofia di un perdente questa è stata una grande stagione» – 2008 -Riferito ad Avram Grant, che aveva appena perso la finale di Champions

INTER (2008-2010)

«Ma io non sono un pirla» – 2008 – Conferenza di presentazione, in risposta ad una domanda su Lampard

«Ho sempre detto che i miei giocatori sono i migliori del mondo: l’ho fatto quando allenavo una piccola squadra, l’ho fatto al Porto e poi al Chelsea. Ora i migliori del mondo sono i calciatori dell’Inter» – 2008

«Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me» – 2008

«Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri» – 2008

«Ho studiato l’italiano cinque ore al giorno e per molti mesi al fine di poter comunicare alla perfezione con voi, la squadra ed i tifosi. Ranieri è stato in Inghilterra per cinque anni ed ancora faceva fatica a dire “buon giorno” e “buona sera”» – 2008

«Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L’Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l’Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto» – 2009

«A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale» – 2009

«Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l’intervallo e parla dopo la partita: è “primetime”, è amico di tutti» – 2009

«Posso lavorare di più. Quello che non posso fare sono i miracoli: io non sono Merlino o Harry Potter» – 2009

«Sento il rumore dei nemici e mi piace» – 2009

«Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, neanche Gesù piaceva a tutti» – 2009

«Due per noi e zero per gli altri, dico questo con la stessa tranquillità di chi accetterebbe “Inter zeru tituli”, due per noi e uno per la Lazio, per la Juve zero e Milan zero, però questo è il calcio» – 2009

«Sapevo che è una forza della natura, ma non pensavo fosse questo uomo. E poi il suo passaporto deve essere sbagliato. Non può avere 36 anni, devono essere al massimo 25-26» – 2009 – Riferito a Zanetti

«Non sono responsabile se l’Inter non vince la coppa campioni da 50 anni. Sono responsabile solo di non averla vinta l’anno scorso» – 2010

«Abbiamo dimostrato tutto, potevamo perdere questa partita solo in 6, era l’unico modo per perderla, perché in 7 la vincevamo» – 2010

«Nella storia della Champions c’è un solo club e un solo allenatore che erano sul tre a zero e hanno perso la finale» – 2010

«Area con venticinque metri ce n’è solo una in Italia» – 2010 – Riferito alla Juventus

«La noia di Ranieri? Che cosa è la noia di Ranieri? Ho studiato e conosco solo “La Nausea” di Jean-Paul Sartre, filosofo, premio Nobel, ma anche appassionato di calcio» – 2010

«Quando sono arrivato all’Inter non avevo neanche un ufficio. Quando me ne andrò chi mi sostituirà ce l’avrà» – 2010

«Cruijff dice che non sono un esempio per i giovani? Non ricordo una mia squadra che ha perso e i miei avversari non hanno potuto festeggiare in campo perché avevamo azionato gli idranti» – 2010 – Riferito al Barcellona

«Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai» – 2010

«Vogliamo inseguire un sogno, è vero, ma una cosa è inseguire un sogno ed un’altra cosa è inseguire un’ossessione e questa non è un’ossessione, è solamente un sogno» – 2010 – Poco prima della finale di Champions

«Balotelli è qua per colpa di Stankovic, che ha pianto perché voleva venire. Gli ho detto “Cosa vuoi venire, a fare le vacanze? Non puoi giocare. Allora, se vieni tu vengono tutti e sono tutti convocati» -2010 – Poco prima della finale di Champions

REAL MADRID (2010 – oggi)

«Sono Josè Mourinho e non cambio. Arrivo qui con tutte le mie qualità e tutti i miei difetti» – 2010 – Presentazione al Real Madrid

«Ad eccezione di Capello, il resto degli allenatori che sono stati al Real volevano iniziare a farsi un curriculum. Quando sono arrivati si sono dovuti mettere a sperimentare ed hanno accusato la differenza di livello rispetto ai giocatori. Per questo motivo il club ha scelto ora un allenatore che ha vinto più dei giocatori ed ha un curriculum più importante» – 2010 – Presentazione al Real Madrid

«Benitez? Mi aspettavo mi ringraziasse per il titulo» – 2010

«Io in affari con Benquerenca? No, ma magari a Oslo c’è un ristorante di Ovrebo e Guardiola» – 2010

«Non sono nessuno, però mi piacerebbe un Bernabeu un pochettino più caldo» – 2011

«Io sono interista, non pseudo-interista. Voglio sempre che la squadra vinca, quale che sia l’allenatore» – 2011

«Tutti i titoli sono belli, ma la Liga è stato il più difficile dei sette campionati che ho vinto» – 2011

«Amo il calcio, amo allenare e probabilmente sarò in panchina anche dopo i settant’anni: sono solo all’inizio della mia carriera» – 2011

«Sto preparando la semifinale giocando con 10 uomini. Perché ho giocato contro il Barcellona con il Chelsea e ho finito in 10. Con l’Inter e ho finito in 10. Ecco perché sto preparando i ragazzi: è concreta la possibilità di giocare ancora in 10» – 2011

«Se io dico a lei e alla UEFA quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Non so se è la pubblicità dell’UNICEF, non so se è il potere del signore Villar all’interno della UEFA» – 2011

«Per me lo scenario perfetto tornando in Inghilterra sarebbe avere ancora Ferguson come avversario. Se lui smette, a perderci è il calcio. Non è una questione di allenatori giovani o vecchi. Lo chiamo il capo. Perché per me lui è il capo di tutti gli allenatori» – 2011

«C’è una cosa nella quale credo che siamo uguali, è che siamo due grandi allenatori»- 2011 – Riferito a Guardiola

«Potrei scrivere un libro di 200 pagine sui miei due anni all’Inter con Mario ma non sarebbe un romanzo drammatico, piuttosto una commedia perché è un ragazzo divertente» – 2011

«Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Lo cercherò su google» – 2012

«Messi è cresciuto nella squadra in cui gioca e i suoi compagni con lui. Ronaldo invece è arrivato dall’Inghilterra, si è affermato in un ambiente a lui sconosciuto, entrando a far parte di un team al tempo perdente» – 2012

«Essere Cristiano Ronaldo è molto più difficile che essere Messi» – 2012

«Non bisogna essere sempre una posizione comoda. Non bisogna essere sempre sicuri di giocare ogni partita. Non è un bene per i giocatori» – 2012 – Riferito a Casillas

fonte | Eurosport

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