L’isola che non c’è, seriamente

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Può un’isola scomparire come in un film di fantascienza? Certo che no, ma a qualcuno è venuto il dubbio quando, arrivando in prossimità di un’isola che fa la sua bella comparsa su Google Earth e su molte carte geografiche, non l’hanno trovata.

Un gruppo di ricercatori della University di Sidney avevano il compito di rilevare l’area in prossimità della Nuova Caledonia, sia per quel che riguarda le isole che fuoriescono dal mare, sia le profondità abissali. La finalità era studiare i fondali marini e le terre emerse che si erano staccate dall’Australia nel suo movimento verso nord-est degli ultimi 100 milioni di anni.

Eravamo particolarmente interessati alla Sandy Island perché le mappe mostrano che il mare tutt’attorno è profondo circa 1500 metri. Cosa ci fa un’isola in quel punto?

spiega Maria Seton.

Imbarcati sulla nave Southern Surveyor essi hanno studiato un’area di circa 14.000 chilometri quadrati, campionando decine di punti di mare fino a 3 chilometri di profondità.

Siamo rimasti allibiti quando, una volta giunti nel punto in cui ci doveva essere l’isola, questa non esisteva

spiega la ricercatrice.

Che fine ha fatto? I ricercatori hanno trovato soltanto fondali marini a oltre 14oo metri di profondità. E questo particolare demolisce l’ipotesi, subito avanzata da alcuni, che l’isola esistesse in passato e fosse “sprofondata” di qualche decina di metri come nel caso dell’isola Ferdinandea al largo della Sicilia. Il mistero c’è, non vi sono dubbi, ma la soluzione potrebbe essere meno fantascientifica di quel che si potrebbe pensare. È possibile infatti, che l’isola non ci sia mai stata. È probabile che qualcuno (chissà chi) abbia avuto tra le mani qualche appunto di marinai che erroneamente avevano creduto di osservare un’isola in quell’area e una volta segnata la sua esistenza su una carta, essa si è trascinata nel tempo fino ad arrivare su Google Earth.

fonte | focus

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