Dishonored per Xbox 360: la recensione

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Quest’oggi vogliamo recensirvi l’attesissimo Dishonored, uno fra gli ultimi capolavori videoludici regalateci da questo intenso 2012 nella versione per Xbox 360. Iniziamo col dire che questo titolo può essere al contempo gioia e dolore per qualunque videogamers, in quanto racchiude in se una discreta varietà di tipologie di giochi, si passa dall’action, allo stealth per terminare con il più appropriato sandbox il tutto, perché no, condito con un leggerissimo profumo di Gdr.

Chiaramente per i puristi di un genere, tale definizione farà storcere il naso però, sicuramente, non si può non notare come la Arkane Studios abbia cercato di proporre qualcosa di concretamente diverso, dove la libertà di decidere il proprio modus operandi è totalmente nelle mani di chi impersona il protagonista di questa storia a cavallo di un’epoca reale e al contempo immaginaria.

Nel gioco il nostro alter ego virtuale ha il nome di Corvo Attano (nome Italiano come di moda recentemente…), guardia del corpo della regina che rientra in patria (Dunwall) dopo essere stato spedito in missione alla ricerca di una cura per la pestilenza che stà decimando la popolazione più povera di questa terra. Il suo ritorno a mani vuote sarà solo l’antitesi di quello che da quel momento in poi avverrà al protagonista, infatti la nostra storia ha inizio proprio con l’assassinio della regina e il rapimento di sua figlia, avvenuto proprio sotto i nostri occhi senza essere stato capace di impedirlo e, soprattutto continua con la nostra incarcerazione in quanto ritenuti colpevoli ad arte da chi cospira contro la regina e la sua erede.

Il carcere è l’inizio del nostro “incubo” dal quale dovremo destarci riuscendo a riabilitare il proprio nome e dando alla figlia della reggente la possibilità di governare Dunwall.

Il gioco ha come motore l’arci noto Unreal Engine anche se non perfettamente ottimizzato e soprattutto epurato di effetti che lo rendono probabilmente il miglior motore grafico in circolazione, il tutto però condito con dei fondali e un’ambientazione particolarmente ricercata e sicuramente d’effetto; siamo in una città immaginaria in un’epoca sospesa fra la rivoluzione industriale inglese e una non ben precisa epoca in cui fanno capolino bizzarri marchingegni e costumi sicuramente particolari, incastonati in viottoli,strade e balconi immersi in un grigio fumo di grandi ciminiere intente a bruciare un qualche strano combustibile, dove in sostanza si fondono insieme povertà, ricchezza e pestilenza come a descrivere un mondo strano, irreale ma sicuramente coinvolgente. Non è tutt’oro quello che luccica infatti, anche se i paesaggi sono affascinanti e molto ben curati la loro staticità li rende un tantino freddi e innaturali, inoltre i personaggi per quanto ben caratterizzati nel contesto storico-videoludico appaiono sicuramente poco definiti graficamente e con soluzioni decisamente discutibili, tuttavia nonostante questa piccola pecca possiamo dire che l’abilità dei grafici ha comunque consentito di ottenere una grafica retrò e vagamente fumettistica ma, particolare e capace di distinguersi in ogni caso.

Tecnicamente il gioco è caratterizzato da un open world dove un hub centrale rappresenta il punto di inizio e fine di ogni missione, dove Corvo può riposare, ampliare i propri poteri e acquistare armi e munizioni, tale ambiente estremamente vasto è interamente esplorabile e rappresenta sicuramente l’aspetto più caratterizzante del gioco, tuttavia l’evolversi della storia è estremamente lineare e si snoda per nove livelli, privi di qualsiasi Boss e accumunati fra loro esclusivamente per l’intento di eliminare uno dei cospiratori, i fondali sono scarsamente interagibili anche se ci propongono una quasi illimitata possibilità di movimento sfruttando, la fisicità degli oggetti e i poteri con cui Corvo si fregerà nel corso della sua spettacolare avventura, infatti non appena prenderemo confidenza con l’eccezionale gameplay sicuramente non mancheremo di teletraspostarci da un balcone ad un tetto, oppure sfruttare al meglio le innumerevoli coperture che ci offrono le costruzioni presenti per avvicinarci furtivamente ad un nostro oniettivo.

Probabilmente l’unicità di questo titolo è da ricercare non nella vastità di missioni principali e secondarie (presenti comunque sottoforma di bonus da poter acquisire) ma, nella capacità  di ogni giocatore di raggiungere lo scopo dei singoli livelli nel modo che si preferisce cioè completamente liberi di decidere se agire armi in pugno, se nascondersi fra le  ombre (stile Thief da cui riprende molti aspetti) oppure se sfruttare i propri poteri magici in un mix veramente spettacolare, ecco probabilmente questo è il metodo più soddisfacente con cui completare questo videogioco, per farvi un esempio si possono mixare insieme poteri di evocazione animale, possessione e time block in un tripudio di fantasia “omicida”; ricordiamoci però che tutto ciò che faremo si ripercuoterà nella quantità di Caos che regnerà nel mondo virtuale, cioè concretamente avremo meno persone che credono in noi e tanti più ratti infetti da evitare e uccidere.

Le tantissime modalità di evoluzione della storia porteranno comunque a due soli finali, peraltro non all’altezza secondo me, a seconda di quanto Caos sollevato dal protagonista.

Il gameplay è estremente convincente sia per la quasi totale libertà di movimento sia per la capacità di effettuare movimenti semplicemente utilizzando un singolo tasto, infatti potremo nasconderci dietro un mobile oppure accucciarci per sferrare un attacco di sorpresa sfruttando la stessa azione, evidenziando nettamente il gran lavoro di caratterizzazione dei movimenti in funzione dell’ambiente fatta dagli sviluppatori.

L’intelligenza artificiale non è eccelsa e sono presenti alcuni piccoli bug, peraltro non compromettenti la bellezza del gameplay, come la risposta non sempre lineare alla scoperta di un cadavere oppure, la capacità di individuarci ridotta al solo cono visivo e acustico delle guardie, per altro, influenzata non poco dalla distanza da esse.


Prodotto: Dishonored
Produttore: Bethesda Softworks
Prezzo: 59,98€
Giudizio: Grafica – 6,5/7 | Storia – 7 | Ambiente e caratterizzazioni – 8,5 | Gameplay – 9,5
Conclusione: Dishonored è un’esperienza videoludica senz’altro da provare che esalta gli amanti dello stealth ma che si lascia comunque giocare da altri videogamers, offrendoci una molteplicità di azioni in un ambiente degnamente vasto e ben caratterizzato, che ci terrà impegnati per diverse ore (mediamente una quindicina) alla ricerca della spettacolarità dei propri devastanti poteri o semplicemente esplorando i meravigliosi paesaggi fantastici.
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