Steve Jobs e la regola “dei tre”

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Sicuramente, presi dalla frenesia e dall’eccitazione, durante gli eventi Apple (soprattutto WWDC) Steve Jobs presentava le novità con una regola, chiamata “dei tre“.

Questa regola è usata nella scrittura per rendere i concetti più chiari. Anche Thomas Jefferson ha usato questa regola “dei tre”, come quando ha scritto che ogni americano aveva un inalienabile diritto alla “vita, libertà e ricerca della felicità”. Altro fan di questa regola è stato appunto Jobs.

Carmine Gallo (autore di “Essere Steve Jobs” e “Pensare come Steve Jobs”, libri che ho letto personalmente) scrive:

Steve Jobs ha applicato la regola del 3 in quasi ogni lancio di prodotti nelle presentazioni. Nel 2007 ha introdotto il primo iPhone come il “terzo” delle categorie di prodotto rivoluzionario di Apple (le prime due erano il Macintosh e iPod). I presentatori ripetono tre prodotti lentamente finché il pubblico non ha finalmente capito che egli stava parlando su un dispositivo in grado di gestire tutte le attività di tre.

Nel 2010 Jobs ha introdotto il primo iPad con una diapositiva che mostra il nuovo tablet come il “terzo dispositivo” tra uno smartphone e un laptop. L’iPad, ha detto il pubblico, sarebbe anche venduto in “tre modelli“: 16, 32 e 64 Gb.

Nel 2011, Jobs ha introdotto l’iPad 2 definendolo “più sottile, più leggero e più veloce” rispetto all’originale. Anche qui è stata applicata la regola dei 3, dando tre aggettivi.

La regola di tre è ovunque, da quanti modelli di iPhone e iPad si vendono che per il numero di applicazioni della suite iWork.

fonte | 9to5Mac

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