iBrain: comunicazione mediante onde cerebrali

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Riuscireste ad immaginare la possibilità di accedere alla mente di un genio per poter vedere ciò che pensa in merito ai segreti dell’universo? Tranquilli, siete sempre sul pianeta terra, è questo è sempre TechGenius, inoltre non vi sto narrando la trama di un episodio di Fringe.

E’ invece notizia, che alcuni scienziati dell’università di Stanford stiano tentando di fare (è proprio il caso di dirlo) l’impossibile: riuscire ad “accedere” alla mente del rinomato autore e fisico teorico Stephen Hawking.

A Stanford, infatti, alcuni scienziati stanno lavorando ad un progetto chiamato iBrain, che consentirebbe ad Hawking, di comunicare utilizzando esclusivamente, onde cerebrali. L’inventore di questo nuovo prodotto, il professor Philip Low, ha affermato che sono alla ricerca di un modo per bypassare il corpo di Hawking, facendo una sorta di “hack” al suo cervello.

Hawking, è stato immediatamente d’accordo a sottoporsi a questi test, dato la sua condanna all’immobilità a causa di una forma di atrofia muscolare progressiva, che lo ha reso incapace di parlare fin da quando aveva 40 anni circa (oggi questo genio ha 70 anni). Durante gli ultimi 30 anni, il suo più fidato amico è stato un sintetizzatore vocale, costruito appositamente per lui, ma tuttavia a causa del progresso della sua malattia, questo dispositivo non sta dando più i risultati sperati.

E’ stato in seguito quindi al vicino pensionamento del sintetizzatore vocale, che si sono fatto largo Low e il suo gruppo di scienziati, che hanno iniziato a lavorare all’iBrain che altro non è, se non uno scanner capace di riconoscere e decifrare le onde cerebrali e trasformarle in linguaggio per mezzo di un computer, tecnologia che potrebbe dare a Hawking un nuovo modo di comunicare.

Ora immaginiamo se questo progetto, venisse alla luce, e potesse essere diffuso più a larga scala. Immaginate le persone affette da paralisi, che potrebbero essere almeno semi-indipendenti, e immaginiamo inoltre le innumerevoli applicazioni di queste tecnologie ai più svariati ambiti medici. Ecco, speriamo invece, di poter smettere di immaginare e di vedere il progetto il prima possibile realizzato: è infatti stata fissata per il prossimo mese una dimostrazione di questa tecnologia all’università di Harvard, dove potrebbe prendere anche parte una demo con Hawking stesso.

Speriamo insomma, che l’impossibile, possa diventare sempre più possibile, è che ancora una volta la tecnologia non venga considerata soltanto come strumento di intrattenimento, ma come uno strumento che possa cambiare, in meglio, la vita di persone meno fortunate di noi.

Fonte | TechnoBuffalo

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