Facebook IPO: non è boom

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La lunga attesa per la quotazione del social network si è conclusa, anche se i primi scambi hanno fatto sospirare.
A causa di problemi tecnici del Nasdaq, l’avvio delle contrattazioni è stato ritardato di mezz’ora, dalle ore 11.00 previste alle 11.30.
E sempre per colpa di problemi del listino americano, dopo un balzo del 13% all’avvio, Facebook ha rallentato in modo deciso: dai 42,05 dollari raggiunti al primo scambio, è tornata, nell’arco dei trenta minuti successivi, a 38 dollari per azione, la cifra fissata nell’ipo.
Un rallentamento che ha caratterizzato gli scambi finali, con Facebook che ha chiuso in lieve progresso, +0,61% a 38,23 dollari, poco sopra il prezzo fissato, fra la delusione di molti, che si attendevano un balzo.

Con i suoi 900 milioni di ‘amici’, Facebook non ha deluso le attese: è in corsa per diventare l’ipo più scambiata nel primo giorno di contrattazioni (in 30 secondi sono stati scambiati 82 milioni di titoli), quella con la maggiore richiesta da parte dei consumatori retail.
Quella su cui tutti, dagli analisti agli operatori passando per la gente comune, hanno gli occhi puntati.
E la conferma è arrivata anche dalla folla davanti all’edificio del Nasdaq a Times Square che, per l’occasione, si era ‘vestito’ di ‘blu Facebook‘: un’attesa motivata dalla voglia di vedere la reazione al test della Borsa per una società che 900 milioni di persone nel mondo considerano un pò loro.
L’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, senza rinunciare alla sua divisa fatta di felpa e jeans, ha suonato la campanella d’avvio delle contrattazioni in diretta da Menlo Park, il quartier generale di Facebook.

fonte | mashable

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