Galaxy S III: che occasione persa per Samsung

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Tutto sembrava andare per il verso giusto: l’hype era alle stelle, la presentazione era organizzata in grande stile e il periodo era perfetto per dare il colpo di grazie ad un ritardatario iPhone. Invece Samsung ha gettato l’ennesima occasione alle ortiche, presentando sì un ottimo device, ma con delle caratteristiche troppo vicine a molti altri dispositivi Android.

Andiamo con ordine: il Samsung Galaxy S III presenta (a mio avviso) un magnifico aspetto estetico con quel vetro leggermente curvo e con quei bordi arrotondati. Purtroppo però troviamo ancora la vecchia plastica nella parte posteriore, che lo rende fin troppo comune a molti altri dispositivi in commercio. Anche il display è stato un grande errore, prima di tutto per l’enorme dimensione (4,8 pollici) che lo rendono sì spettacolare ma allo stesso tempo anche poco funzionale per l’utilizzo con una sola mano. E poi, che bisogno c’era di avvicinarsi ancora di più al Galaxy Note? Per quanto riguarda la risoluzione, tutti si aspettavano un 1080p, mentre il Galaxy S III possiede un “misero” 720p con risoluzione 1280×720.

Un plauso a Samsung per il processore, la RAM e per la strategia di marketing utilizzata per mettere in risalto questo nuovo dispositivo in tutto il mondo. Il Galaxy S III sarà infatti il dispositivo mobile ufficiale delle olimpiadi. Anche l’evento, presentato in diretta streaming, è stato portato avanti in grande stile, con tanto di orchestra a far da colonna ad ogni ingresso sul palco.

Nonostante questo, Samsung ha perso una grande occasione presentando questo dispositivo. Un retro in ceramica, una funzionalità di ricarica wireless e un display da 4,2 pollici con risoluzione 1080p avrebbero garantito a Samsung un numero di vendite superiori a quelle registrate da Apple con l’iPhone 4S. Invece siamo ancora qui a parlare dell’iPhone 5 (o nuovo iPhone) che potrebbe avere uno splendido e per certi versi “diverso” retro in alluminio, schermo poco più grande (forse 4 pollici) e quella scia di onnipotenza che Steve Jobs gli ha conferito.

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