In arrivo un nuovo iPad Europe Edition?

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Questo articolo si apre con una provocazione e ciò è evidente fin dal titolo. Se avete letto il mio articolo di ieri probabilmente avrete capito che non mi è andata molto giù l’incompatibilità del nuovo iPad col 4G europeo. Apple infatti non indugia a pubblicizzare il nuovo iPad come dispositivo 4G “in tutto il mondo“. Peccato che le uniche frequenze che riesca a ricevere siano quelle di USA e Canada. Che cosa bisogna fare per godere della nuova velocità di navigazione anche qui in Italia, una volta che la rete LTE verrà attivata? Occorre introdurre un modello di iPad Europe Edition?

Non esito ad avanzare l’ipotesi che la maggior parte degli utenti che compreranno il nuovo iPad crederanno di aver tra le mani un dispositivo in grado di garantire l’accesso alla rete LTE di Tim, Vodafone e Tre una volta che questa avrà fatto il suo ingresso ufficiale. Ma non è così.

Il nuovo iPad monta infatti il chip Qualcomm RTR8600, che non supporta le frequenze europee. Sarebbe bastata l’introduzione del nuovo chip MDM9225/9625 affinché fossero supportate dal dispositivo tutte le frequenze LTE mondiali. Se da una parte è vero che questa nuova tecnologia è stata rivelata al pubblico pochi giorni fa, è impossibile che Apple non ne fosse a conoscenza visti i rapporti tra le 2 aziende (vedi il caso Thunderbolt: Apple ha presentato il nuovo MacBook Pro con tale tecnologia, conosciuta fino a quel momento col nome in codice Light Peak, nel giorno stesso in cui Intel l’ha presentata al pubblico).

L’unica possibilità di salvare capra e cavoli sarebbe quella di lanciare in itinere un modello di iPad “Europe Edition” in grado di garantire l’esperienza 4G anche agli utenti del vecchio continente, semplicemente sostituendo il chip RTR8600 con il chip MDM9225/9625. Ma a quel punto cosa dire ai primi utenti europei che con estrema solerzia avranno acquistato l’iPad LTE “US Edition”?

Magari consentire loro di sostituire il dispositivo gratuitamente? Sarebbe fantastico.

Mio malgrado devo ammettere che ciò non avverrà e una chiacchierata con Fabio Zambelli di setteBIT ieri sera mi è stata utile per capire l’approccio ufficiale che Apple probabilmente seguirà. Chissà se a compagnie telefoniche e clienti starà bene anche questa volta.

 

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