Videogame: ecco come possono salvare questo mercato

684
0
CONDIVIDI

Il settore dei videogame è entrato ufficialmente in crisi e i dati sulle vendite nel mese di febbraio ne sono la conferma. Sempre meno persone si recano nei negozi o nei centri commerciali per sborsare 70€ e portarsi a casa l’ultimo titolo per PS3, Xbox 360 o Wii. Ma perché questo settore, sempre prolifico, sta cadendo verso l’oblio?

Il motivo di tale crisi è da attribuirsi sicuramente ai dispositivi mobili di ultima generazione. Android e soprattutto iOS in questi ultimi anni hanno bastonato le console da salotto con giochi sempre più performanti e graficamente simili a quelli presenti per console blasonate come quelle di Sony, Microsoft e Nintendo. Ma il vero segreto del loro successo non risiede nella grafica o nelle performance, ma bensì nel prezzo e nei metodi di distribuzione.

Un possessore di un iPad o di un Galaxy Tab può scaricare uno degli ultimi titoli disponibili sul mercato in meno di pochi secondi, mentre chi possiede una console deve obbligatoriamente recarsi al negozio più vicino. Per non parlare poi della spesa: su App Store un gioco può costare massimo 10€, mentre nei negozi si arriva tranquillamente sui 60-70€. Ed ecco spiegato il motivo di tanto successo da parte dei più moderni sistemi operativi mobile e dei loro store per applicazioni.

Cosa dovrebbero fare Sony, Microsoft e Nintendo per dare un futuro a questo mercato? Beh per prima cosa tutte e tre dovrebbero creare uno store online, o modernizzare quelli esistenti, per permettere agli gli utenti di acquistare e scaricare giochi a prezzi vantaggiosi. Eliminando supporti di masterizzazione, scatole, imballaggi, spedizioni e tutto ciò che circonda il processo di “messa sugli scaffali”, si potrebbe far calare parecchio il prezzo di un singolo videogioco. Una vendita in digitale permetterebbe di eliminare il problema del deterioramento di alcuni giochi, che spesso vengono rotti o danneggiati dalle console stesse. Le aziende che producono videogame, utilizzando questo sistema, eliminerebbero per sempre anche il tanto odiato mercato dei giochi usati.

Insomma passando ad una vendita digitale ci sarebbero vantaggi sia per gli utenti che per le aziende che producono videogame. Basta dare uno sguardo al successo dell’App Store per capire che questa è la strada giusta da intraprendere se si vuole dare seguito alle console da salotto e ai loro giochi. Bisogna fare in fretta però: se disgraziatamente Apple mette in commercio un joystick per iPad e iPhone, possiamo dire addio a Playstation, Xbox e alle altre console. Per non parlare del tablet Nexus Play in arrivo. Già il nome è tutto un programma.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS
  • Esatto, devono cambiare modo di vendere, io non spenderò mai 70 euro per un gioco, preferisco comprarlo a 20 euro dall’estero

  • framp

    Il segreto dei giochi mobile non è solo il prezzo o la modalità di distribuzione.
    È il gameplay.

    I giochi AAA da 70 euro sono sempre la solita minestra. Sono prodotti da team con budget a troppi zeri e non possono permettersi di correre rischi. Il risultato è un gameplay blando che ricorda più o meno velatamente altre opere che si sono rivelate dei successi.

    I “nuovi” mercati hanno aperto le porte a piccoli sviluppatori (i cosiddetti indie developers) che hanno trovato delle piattaforme in grado di dargli molta visibilità.
    Gli indie developers, viste le loro dimensioni, possono permettersi di sperimentare nuovi approcci e creare giochi più variegati e interessanti dal punto di vista del gameplay. E inoltre hanno costi più contenuti, che si riflettono sul prezzo più basso.

    Per il mondo dei videogiochi, è un periodo parecchio interessante.