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Il Cile si gode una storica doppia prima volta: conquista della Coppa America e Argentina ko (anche se ai calci di rigore) come non era mai successo in questa competizione. Una festa, quella del Nacional, che sa di vendetta visto che fu proprio l’Albiceleste, 60 anni fa, a negare il successo ai cileni nella prima finale raggiunta. Finisce 4-1 ai calci di rigore dopo gli errori decisivi dal dischetto di Higuaín e Banega.

Stravolgimento tattico per fermare Messi

Per fermare lo straripante attacco Argentino, Sampaoli cambia modulo affidandosi al 3-4-1-2. Medel viene posizionato sul centro-sinistra a mordere le caviglie di Messi. In mediana, sulla corsia di sinistra, torna Beausejour per garantire maggior sostanza in fase di copertura. Il “Tata” Martino non regala sorprese, se non con lo schieramento di Demichelis al centro della difesa nonostante il recupero di Garay.

A scombinare i piani tattici del commissario tecnico argentino ci ha pensato l’infortunio muscolare di Ángel Di María, arrivato prima della mezz’ora. L’Albiceleste perde profondità e imprevedibilità nelle ripartenze ma riesce comunque a rendersi pericolosa nell’area avversaria perché il Cile abbassa ritmo e baricentro, con Valdivia e Sánchez che agiscono in posizione troppo arretrata per impensierire la retroguardia avversaria.

Prima del duplice fischio botta e risposta per le due finaliste: protagonisti Sánchez, con un destro a giro facile per Romero, e Lavezzi, che servito alla perfezione da Pastore scarica un potente piattone respinto con i pugni di Bravo. Nella ripresa è il Cile a cercare il gol con maggiore insistenza spingendo con efficacia lungo le corsie laterali. L’occasione più importante capita però sui piedi di Higuaín al 92′: l’attaccante del Napoli, servito da Lavezzi, non riesce a centrare la porta in scivolata.

Supplementari in ginocchio

Dopo 90 minuti di gioco si va ai supplementari. Le due formazioni sono provate e a rimetterci è lo spettacolo. Il gioco viene interrotto più volte per permettere ai calciatori di smaltire i crampi. L’unico brivido arriva alla fine del primo tempo supplementare, quando un liscio di Mascherano (che si infortuna) spalanca la porta argentina a Sánchez che scatta palla al piede. Soltanto il recupero di Zabaleta impedisce all’esterno dell’Arsenal di calciare indisturbato verso la porta difesa da Romero.

È Sánchez l’uomo del destino

Neanche i tempi supplementari bastano per assegnare la Coppa America 2015. Si va ai calci di rigore. Per la Roja segnano Fernandez, Vidal e Aranguiz, per l’Albiceleste fa centro Messi prima degli errori di Higuaín e Banega. Il rigore decisivo capita sui piedi di Alexis Sánchez che batte Romero con un cucchiaio e fa esplodere di gioia un’intera nazione.

Per Messi e compagni è la seconda finale consecutiva persa dopo quella contro la Germania nel mondiale brasiliano.

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