ANALISI – Juve sotto il segno dell’Apache

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E’ come un bel film, di quelli che ormai si conoscono a memoria, ma che non stancano mai; quelli di cui conosci tutte le battute, ma che ogni volta ti stupiscono sempre. Un film che lascia sempre il segno, che regala sempre un’emozione.

La Juventus è così: ogni volta diversa, ogni volta un colpo di scena, ma sempre ugualmente vincente. Un cast rimaneggiato quello della partita contro l’Empoli, una formazione inedita dettata dall’emergenza a centrocampo, con un protagonista da Oscar: sempre lui, Carlos Tevez, il fuoriclasse senza tregua, in splendida forma che interpreta il suo ottimo calcio sia sotto il profilo tecnico che sotto quello tattico e mostra una condizione atletica mostruosa. E’ lui a scrivere le battute per l’intera squadra, lui l’emblema di una fame che non si placa, nonostante la preda scudetto sia ormai praticamente conquistata. E si apre così sotto il segno dell’Apache, sotto il segno della vittoria, un aprile di grandi sfide, di ben sette incontri, ma soprattutto un aprile di verdetti: dopo queste buone premesse, dopo aver ipotecato alcuni obiettivi, adesso è il momento delle rivelazioni, delle conquiste che non ci aspettiamo.

E testa subito a Firenze e allenamenti serrati in vista della rimonta di Coppa Italia: subito l’attesa dell’imprevisto, dell’impresa, difficile ma non impossibile. Affidarsi all’orgoglio, alla possibilità di rendere reale un obiettivo ancora nel mirino. Allegri è il primo ad essere positivo, ad affidarsi al suo mantra: lui ci crede, dovranno farlo tutti contro una Fiorentina che continua partita dopo partita a mostrarsi in una forma abbagliante.

Il cambiamento c’è stato. e non solo di modulo. Oggi la juventus è orientata alla conquista. la champions è il giusto palcoscenico

E il pensiero non può non volare al martedì successivo, alla prima delle due sfide dei quarti di Champions: centrare la semifinale è un obiettivo certamente più appetibile, ma nasconde le insidie più pericolose. E’ vero la fortuna aiuta gli audaci, e il sorteggio è stato più che generoso, ma i bianconeri dovranno dimostrarsi coraggiosi fino alla fine, senza sottovalutare l’avversario, senza scemare in attenzione e senza smettere di mordere.

Una Juventus che ormai, devastante tra le mura di casa, deve lanciarsi con il cuore verso altri obiettivi, verso quel tanto atteso salto di qualità che adesso non può mancare. Dopo tre anni al top, da prima della classe nel nostro campionato, sarebbe stato davvero difficile aggiungere valore in quanto a condizione atletica e di gioco: Allegri ha capito subito che per cambiare davvero e continuare a vincere serviva solo una nuova consapevolezza, una nuova serie di obiettivi. E il cambiamento c’è stato, non solo di modulo, ma anche (e soprattutto mentale): oggi la Juve è orientata alla conquista, non quella cieca e ossessiva, ma una conquista legata ad una visione, ad un nuovo possibile. E se vorrà, potrà.

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