L’Italia delle startup: 3mila posti di lavoro

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L’Italia che cresce. L’Italia che innova. L’Italia delle startup. Non è solo la Silicon Valley (e scusate il paragone) ad essere terreno fertile per i giovani startupper con grandi e piccole idee; anche in Italia le startup innovative trovano spazio, si moltiplicano e creano occupazione, seppur ancora in forma ridotta. la situazione generale comunque è forse il primo grande segno di rinnovamento in Italia.

Grazie al decreto-legge “investment compact” (art. 4), ora in esame al Senato per la conversione in legge entro il 25 marzo, le cosiddette startup o PMI innovative potranno godere semplificazioni e vantaggi fiscali che si estendono anche agli investitori. Oltre alle agevolazioni burocratiche e fiscali, le PMI innovative saranno messe in condizione di poter assumere con contratti a termine di 48 mesi, quando il limite normale é di 36 mesi.

credits to Wired.it
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I requisiti – in breve – per godere di queste agevolazioni, con distinzioni tra PMI e startup innovative, sono chiari e semplici: devono essere società di capitali o cooperative, o società europee con sede fiscale in Italia, devono essere state create nel 2012 e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese, infine devono avere come obiettivo lo sviluppo, la produzione e il business di prodotti o servizi hi-tech innovativi. Maggiori informazioni le trovate qui.

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Questo decreto, assieme alle agevolazioni proposte al mercato degli innovatori italiani, ha permesso l’avvio di 3.500 aziende (startup) per ora, l’80% operanti nei servizi, il 20% nell’industria e il 4% nel commercio (dati Unioncamere).

“In un contesto economico difficile ­le startup innovative presentano indici di crescita a due cifre e interessanti prospettive anche dal punto di vista della creazione dei posti di lavoro. Sono cir­ca 3mila le assunzioni realizzate finora, senza contare che queste imprese coinvolgono in modo diretto oltre 12mila soci ­ assicurando loro un impiego. In questo senso le startup sono anche un importante sostegno all’imprenditorialità giovanile: il 26% del totale, infatti, ha una compagine prevalentemente di under 35, quattro volte tanto rispetto al totale delle imprese”

precisa fiducioso il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello

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Non solo condizioni più favorevoli alla crescita del mercato delle startup ma anche maggiori possibilità di lavoro. Nell’indagine realizzata da SWG per conto di Unioncamere e Ministero del La­voro, il 75% delle startup innovative in Italia vuole rafforzare il proprio staff nel 2015 assumendo nuovo personale con mansioni di alto profilo. In primis si ricercano laureati in ingegneria, in materie scientifiche o in economia. Ipotizzando che delle 3500 startup, tre su quattro assumano almeno un addetto, le posizioni aperte sono almeno 2600-3000. Cir­ca 3mila le assunzioni realizzate finora.

Dati che lasciano ben sperare nel futuro in Italia, e ora come ora c’è un estremo bisogno di credere in questo paese e nel progresso. Le startup rappresentano infatti l’immagine e il vanto per un paese, che si dimostrerebbe così aperto a nuove soluzioni/servizi e cederebbe il passo ai giovani imprenditori tutelandoli anziché favorire i soliti giurassici.

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Però, c’è un però. Lo scoglio più grande da superare per le startup è quello di rimanere sul mercato. Infatti se da un lato l’avvio e l’investimento su un progetto innovativo presenta grosse agevolazioni grazie all’“investment compact”, dall’altro l’88% delle startup deve fare i conti con i nuovi investimenti da fare entro l’anno, oltre che con un mercato ancora ruvido nei loro confronti.

Per queste imprese ottenere credito dalle banche, per poter continuare lo sviluppo del progetto, risulta essere uno scoglio considerevole da superare seppur necessario. Per questo motivo 4 startup su 10 hanno deciso di ricorrere a risorse proprie, un terzo confida nei fondi pubblici e il 27% in business angel o venture capital.

Una soluzione tuttavia esiste: per gli investimenti tra 100mila e 1,5 milioni di euro è ancora aperto il bando «Smart&Start» gestito da Invitalia. Doveroso informarvi che dal 16 febbraio (data di avvio) sono prevenute a Invitalia 487 domande, di cui 325 dal Centro Nord e 162 dal Sud.

Startapper e innovatori italiani, ora è il vostro momento. Condividete la vostra storia!

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