Caso Brown: 3,5 milioni di tweet per la mancata incriminazione del poliziotto

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I social network vengono sempre più utilizzati dagli utenti come mezzo di sfogo. I media hanno imparato ad utilizzarli nel migliore dei modi per raccontate un determinato evento. Da lì pescano stati d’animo, foto, dichiarazioni scottanti di personaggi politici o VIP, insomma tutto ciò che può servire ad arricchire, o addirittura a scrivere, una notizia.

Con la ri-esplosione del caso Michael Brown, il ragazzo afroamericano ucciso da un agente della polizia lo scorso agosto, il social network Twitter è stato letteralmente invaso dalle interazioni. Tra la notte del 24 e 25 novembre, ovvero quando il procuratore Robert McCulloch ha comunicato il verdetto del Gran Giurì non incriminando il poliziotto accusato di aver ucciso il ragazzo, sono stati scritti oltre 3,5 milioni di tweet.

Stando ai dati pubblicati da Twitter, tra le 21 e le 23:15 sono stati inviati 26.000 tweet al minuto. Alle 21:29, quindi pochi minuti prima della pubblicazione del verdetto, è stato registrato il picco più alto, con oltre 52.000 tweet al minuto.

Eventi così importanti catalizzano l’attenzione degli internauti che comunicano, si confrontano e interagiscono con altri utenti sfruttando proprio i social network. Twitter è formidabile in questo poiché permette di inviare pensieri veloci che possono essere letti altrettanto rapidamente dagli utenti. Il record di tweet inviati al secondo lo detiene il film di animazione “Castle in the sky”, che nel giorno del lancio (avvenuto il 3 agosto 2013) fece registrare 143.199 tweet al secondo.

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