Qual’è il futuro degli smartwatch?

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I tempi stanno cambiando, la tecnologia è in continua evoluzione e lo sviluppo dei dispositivi elettronici ci sta proponendo, negli ultimi anni, nuove ed interessanti soluzioni per restare connessi con il mondo attraverso device innovativi e sempre più smart. Quest’anno è stato riconosciuto da molti come quello dell’avvento in massa dei dispositivi indossabili, ed in effetti gli smartwatch sono stati i veri protagonisti di questi ultimi mesi, inoltre la tendenza è destinata a crescere ancor più nel corso del prossimo anno, con i lanci di numerosi nuovi wearables da parte di tutte le più grandi aziende del settore.

Ma quanto piacciono agli utenti i dispositivi indossabili? Quanto sono destinati a divenire importanti nella nostra vita quotidiana? La società di tracking al dettaglio GfK ha provato a dare una risposta a questi grandi quesiti attraverso uno studio sulle abitudini degli utenti che già utilizzano questo genere di dispositivi. I sondaggi effettuati mettono in evidenza alcuni dati preoccupanti, come ad esempio il fatto che un terzo degli utenti abbandona il proprio smartwatch dopo soli 6 mesi di utilizzo, rilegandolo nel cassetto del comodino. La motivazione? Semplice, le persone alla lunga non riscontrano beneficio nell’utilizzo di tali apparecchi, e rimangono insoddisfatte.

D’altra parte è bene ricordare che al giorno d’oggi i possessori di dispositivi indossabili si ritrovano con al polso uno di questi oggetti senza desiderarlo per davvero, poiché nella maggior parte dei casi sono venduti in accoppiata con uno smartphone per incentivarne le vendite (non è però il caso dell’Italia, paese in cui di offerte del genere se ne vedono poche). Insomma, il grande pubblico non è ancora attratto da queste nuove tecnologie da polso e preferisce affidarsi ai più tradizionali smartphone, ci vorrà ancora tempo per poter fare previsioni più precise sul destino degli wearables, ma già il fatto che così tanti colossi hi-tech si siano immessi in questo mercato è un buon segno.

Eric Micigovsky, amministratore delegato di Pebble, conosce bene il mercato e la sua società è la più avanti in questo settore, con più di 400.000 unità vendute. Egli ha avuto modo di osservare che gli utenti inizialmente non hanno una grande considerazione per lo smartwatch: lo utilizzano solo per le notifiche e per monitorare le attività sportive. Solo in seguito, secondo Micigovsky, essi si accorgono delle enormi potenzialità di questi oggetti e, tra una notifica e l’altra, iniziano a sfogliare le pagine dello store del Pebble e a scoprire che possono utilizzarlo per controllare elettrodomestici, luci, termostati e così via.

Secondo il dirigente dell’azienda le possibilità per il futuro sono moltissime, gli smartwatch si faranno spazio fra le abitudini delle persone e piano piano diventeranno indispensabili, migliorando incredibilmente prestazioni, autonomia e funzionalità e riusciranno anche a fare girare videogiochi complessi nel giro di pochi anni, proprio come è accaduto con gli smartphone dal lancio dell’iPhone nel 2007. Secondo gli studi di GfK saranno moltissime anche le possibilità di personalizzazione in futuro. E noi ci crediamo veramente, per questo aspettiamo che il prezzo si abbassi.

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