La nuova età della pietra

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La velocità con cui abbiamo sviluppato il mondo negli ultimi anni è notevole, con esse anche le persone che lo abitano si sono dovute abituare a importanti cambiamenti, che hanno modificato per sempre il quotidiano di tutti. Il progresso, un concetto molto ricercato in quest’ultimo periodo storico, a partire dai primi anni ’80 fino ad oggi, si è basato su un arma molto potente chiamata tecnologia, che ha portato allo sviluppo di settori come quello medico, scientifico, meccanico e industriale, e da pochi anni quello informatico, nato proprio dal nucleo dell’idea stessa di tecnologia. L’informatica è così divenuta il nuovo motore di un mondo che prova a rivoluzionare e semplificare tutto quello che la mente dell’uomo non è riuscita a svolgere nei secoli passati. E’ interessante vedere come da una cosa possa nascerne un’altra, e che quest’ultima possa rivoluzionare proprio ciò che l’ha creata. Questo grande passo in avanti, anche se da l’impressione di essere il proseguimento di ciò che l’uomo ha creato nel corso della storia, potrebbe essere il nuovo punto di partenza per l’umanità. Come nella preistoria, l’uomo potrebbe aver trovato quel mezzo con cui ridefinire la società, trovandosi così all’alba di una nuova età della pietra.

“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, è questa la filosofia su cui si basa una delle più importanti leggi della fisica: quella della conservazione della massa, pronunciata dal famoso chimico, biologo, filosofo del ‘700 Antoine-Laurent Lavoisier. E’ anche il concetto su cui si basa il mondo stesso, ma soprattutto dove l’informatica è stata concepita. Infatti, questo misterioso mezzo è stato il termine ultimo di una catena di invenzioni che sono partite proprio dalla scoperta della pietra e del fuoco, che hanno dato importanti aiuti alla tecnologia per essere poi trasformata in quello che conosciamo oggi. Importanti componenti all’interno dei dispositivi, da sempre, sono composti di particolari pietre e materiali simili, e più andiamo avanti maggiormente sono sviluppati nuovi modi di utilizzo, ma non solo. Infatti, negli ultimi anni, molto di recente, il materiale più in voga tra gli esperimenti scientifici è il Grafene, considerato il nipote della pietra, è attualmente uno dei materiali più innovativi al mondo, sia a livello scientifico che industriale, che per le sue eccezionali caratteristiche chimico-fisiche, è stato testato in innumerevoli tipi di applicazioni innovative.

Scoperto inizialmente nel 2004, è stato poi portato avanti un intenso studio da parte di Andre Geim e Kostya Novoselov, che nel 2010, dopo averne presentate le caratteristiche e funzionalità possibili, vinsero il premio Nobel della Fisica. Dopo questo grande riconoscimento il materiale è stato reso disponibile a tutti grazie a una associazione europea, la Graphene Flagship Project, composta da 140 aziende che si sono attrezzate per dare quantitativi ben precisi e qualità eccellenti del Grafene a chi avesse pagato anche relative piccole somme di denaro, che possono variare dai 38 euro per quattro tasselli di un cm2, ai 225 euro con i quali ci si aggiudica un foglio monostrato di grafene di 60 x 40 millimetri depositato su uno strato di rame. Il progetto è partito in modo massiccio dallo scorso anno, il 2013, e solo ora si iniziano a vedere netti interessamenti da aziende di tutto il mondo, che fanno capo a settori industriali, meccanici, manifatturieri, ma soprattutto informatici. Un dettaglio molto importante, che ci rende anche un po’ più orgogliosi del nostro criticato paese, è che l’Italia, insieme alla solita Germania, si trova in una posizione rappresentativa del progetto, con ben 23 aziende integrate. Seguono a ruota la Spagna, con 18 e il Regno Unito con 17.

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Il decollo del settore di cui protagonista è il Grafene è stimato per il 2015, con previsioni di fatturato che lo vedono vicino ai 67 milioni. Nel 2020 la quota potrebbe crescere esponenzialmente a 678 milioni, con un tasso di crescita del 58% annuo. L’utilizzo del materiale è soprattutto applicabile alle batterie, che vedrebbero grazie a questa applicazione un importante miglioramento delle prestazioni, con i costi e i consumi che diminuirebbero nettamente. Pensiamo solamente all’utilizzo che potrebbero farne le aziende tech, come Apple, Samsung e molte altre, che operano nel campo della telefonia e device portatili. Il famoso problema della batteria che si consuma in poco tempo non esisterà più, tutto grazie ad un materiale, una pietra scoperta grazie al processo di ricerche che l’uomo ha svolto nella storia.

Siamo partiti, nella preistoria, con il pensiero di utilizzare la pietra come arma per cacciare, oppure per tagliare le pelli stesse degli animali che venivano uccisi, ritrovandoci nel 2014 con materiali innovativi che permettono di far funzionare uno smartphone. E’ incredibile se ci pensiamo, ma lo sviluppo di un materiale è andato di pari passo con quello dell’uomo, che a sua volta ha sviluppato nuove idee e pensieri sul suo utilizzo. Il concetto di ‘nuova età della pietra‘ risiede proprio in questo particolare. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, miglior frase non potrebbe essere espressa per definire questo processo. Ogni piccola invenzione ha portato l’uomo a pensare di poter realizzare un dispositivo elettronico con il quale si può interagire e svolgere innumerevoli funzionalità.

La rivoluzione non è stata solo a livello materiale, ma anche virtuale. Infatti, l’informatica ci ha insegnato che, attraverso alcune righe di codice, immesse su uno schermo ripieno di pixel, è possibile avere una ‘nuova pietra‘ con la quale creare il mondo del futuro. Il vero materiale che andremo a sviluppare nei prossimi anni, infatti, non sarà tanto basato su mezzi fisici, ma virtuali. Con esso abbiamo potuto modellare la società che ci circonda, lo vediamo con siti, blog, social network e anche gli stessi videogiochi, dando all’umanità una nuova concezione di materiale. Il cambiamento è netto, ma è dato proprio da ciò che abbiamo fatto nella storia. La realtà ha inventato il virtuale, e nei prossimi anni il virtuale cambierà la realtà. Con la pietra siamo riusciti a inventare il computer, e con esso possiamo rivoluzionare l’umanità.

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Quello che vediamo con gli aggiornamenti, i nuovi linguaggi di programmazione e tutto ciò che si trasforma all’interno dell’informatica non è altro che lo stesso processo che ha visto coinvolta la realtà nella storia, solo che ora si trova in uno schermo. Tutto questo non rimarrà affatto così, già negli ultimi due anni abbiamo potuto vedere come questo concetto si è spostato sulla realtà, grazie ai dispositivi indossabili, che sono ora presenti sul corpo stesso delle persone. Il processo di sviluppo è ancora lungo. Il grande passo fatto, però, è basato sull’intuizione che vede l’informatica come ‘il materiale‘, che può ridefinire il pensiero delle persone verso il mondo e provare a creare una nuova età della pietra.

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