Esclusiva TB: Bundesliga al via, Edoardo Grassi ci svela segreti e curiosità

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Ricomincia una nuova stagione di Bundesliga, il campionato dei Campioni del Mondo. Il successo della nazionale di Joachim Loew in Brasile, è stato infatti il coronamento di un percorso di crescita e di risultati durato quindici anni e che ha portato il massimo campionato tedesco a scalare posizioni diventando il secondo torneo in europa per introiti economici ed il primo per media gol e spettatori negli stadi. La Bundesliga  non sarà ancora la terra promessa del calcio ma inizia ormai da qualche anno ad attrarre campioni e tecnici di fama internazionale. Bayern Monaco e Borussia Dortmund guidano il carrozzone tedesco sia in patria che in europa ma alle loro spalle sta crescendo a dismisura un movimento sempre più importante e di livello tecnico assoluto . Il Bayer Leverkusen e il Wolfsburg iniziano a trarre i frutti dalle loro imponenti risorse economiche, lo Schalke è ormai da tempo la terza forza indiscussa di Germania e anche Berlino ha iniziato a fare la voce grossa più delle “Grandi del Nord”, Amburgo e Werder, che nelle ultime stagioni hanno intrapreso un processo di rilancio con progetti a medio-lungo termine.

Per tuffarci nella nuova ed emozionante stagione di Bundesliga, la redazione di Tuttobundesliga ha chiesto aiuto ad Edoardo Grassi di Sport Mediaset, eccezionale giornalista e immenso conoscitore del calcio tedesco oltre ad essere un amico della nostra redazione. Grassi, come avvenne anche per la scorsa stagione, ci svela favoriti, sorprese, segreti e curiosità del massimo campionato tedesco che proprio stasera prenderà il via con l’atteso Bayern Monaco – Wolfsburg.

 

Dott. Grassi, inizia una nuova stagione di Bundesliga. Sarà sempre un monologo Bayern?

“Il Bayern Monaco è assolutamente la squadra più forte, non ci sono dubbi. Al contrario della scorsa stagione però, vedo un Borussia Dortmund sempre più vicino e con le potenzialità per impensierire i Campioni in carica. Gli infortuni di Martinez, Schweinsteiger e Thiago potrebbero portare al Bayern qualche problema ad inizio campionato. La Supercoppa ha evidenziato come le “riserve” della squadra di Guardiola non siano al livello dei titolari e che il nuovo modulo deve essere ancora capito bene. Se il Borussia mantiene le attese e parte forte, potremo assistere ad un torneo certamente più equilibrato”.

Cosa le fa pensare che il Borussia Dortmund sia migliorato rispetto alo scorso anno?

“Ha svolto una campagna acquisti sontuosa, portando in rosa i tasselli di cui aveva bisogno. Basti pensare alla difesa, l’anello debole della squadra lo scorso anno, dove in ogni ruolo ci sono alternative di valore e forse il solo Hummels ha il posto assicurato. Durm e Ginter sono Campioni del Mondo mentre Schmelzer, Piszczeck e Papastatopoulos sono una garanzia. Ho visto un Aubameyang strepitoso e un Mkhitaryan finalmente maturo e in grado di fare la differenza. In avanti sono arrivati due attaccanti da 20 gol ciascuno come Immobile e Ramos mentre non tralasciamo i ritorni di Bender e Gundogan. E poi c’è Marco Reus, forse il calciatore tedesco più forte. Nella sua voglia di rivalsa dopo il Mondiale perso, potrebbe esserci la chiave per portare il titolo a Dortmund”. 

Dietro Bayern e Dortmund non vede nessuna crescita?

“Assolutamente si. Squadre come Bayer, Wolfsburg, Schalke e M’gladbach hanno svolto grandi campagne acquisti ed ogni anno si avvicinano sempre di più. Non sono ancora pronte per il titolo ma stanno allestendo squadre di qualità e pronte per il salto verso l’alto. Guardiola quando arrivò a Monaco disse che il campionato tedesco cresceva ogni giorno in appeal ma non era ancora super competitivo. L’obiettivo della federazione è proprio quello di sciogliere il duopolio Bayern-Borussia e di avere un torneo dove almeno 4/5 squadre possano lottare per la vittoria finale”.  

In questa stagione escludiamo subito qualsiasi possibilità di ribaltone?

“La storia ci insegna che dopo un Mondiale vinto, il torneo successivo è pieno di sorprese. Specie per il Bayern, che ha prestato alla nazionale di Loew un numero importante di giocatori, potrebbe esserci un contraccolpo. Nel ’74, dopo il titolo, la Bundesliga fu vinta dal Borussia M’gldbach, una squadra forte ma non certo all’altezza del Bayern che aveva in squadra fenomeni come Beckenbauer, Meier e Gerd Muller. Arrivò per il Bayern la seconda Champions consecutiva, sperando per Guardiola che sia di buon auspicio (ride, ndr). Nel ’90 il copione fu uguale, dove alla fine vinse il titolo il Kaiseslautern. Questo per dimostrare che dopo un Mondiale vinto può succedere di tutto anche per ragioni psicologiche in un cui un calciatore è portato ad alleggerire un po’ la pressione. La cessione di Kroos e gli infortuni prima citati, potranno portare qualche problema al Bayern”. 

Parliamo di Guardiola. Si ha come l’impressione che tra lui e il pubblico tedesco non sia mai nato l’amore. Sa spiegarci perchè?

“Forse non c’è amore ma posso assicurare che c’è un rispetto straordinario e che Guardiola è visto da tutti come un tecnico eccezionale. Gli stessi sentori del Bayern hanno dichiarato a più riprese di essere soddisfatti del tecnico spagnolo e di credere fortemente in questo progetto. La sconfitta dello scorso anno in Champions ha freddato un po’ gli animi con i tifosi di Monaco che si aspettavano la consacrazione in Europa. Però la maggior parte  del pubblico è con lui e il progetto ripartirà più forte di prima anche per l’aiuto che Guardiola ha dato alla nazionale di Loew come idee e modulo tattico, sperimentando per primo Lahm come mediano e Gotze e Mueller come falsi nove. Lo stesso Loew ha ammesso che Guardiola ha ispirato molte delle sue iniziative tattiche. I tifosi tedeschi amano un calcio giocato più in verticale come quello di Van Gaal o di Heynckes e per questo motivo Guardiola ha snaturato il suo credo calcistico cambiando modulo e chiedendo ai suoi più verticalizzazioni. Credo che in questa stagione vedremo un Guardiola diverso e forse migliore”

Chi sarà la sorpresa in Bundesliga?

“Io ho buone sensazioni sull’Eintracht Francoforte e aspetto anche il Borussia M’gladbach con un Kruse atteso alla consacrazione. L’Eintracht ha allestito davvero una buonissima squadra ed in panchina ha un maestro come Schaaf che è tornato ad allenare come non faceva da tempo. Ci sono giocatori di talento come Piazon e un centravanti che farà benissimo come Seferovic. Per l’alta classifica mi aspetto un grande Bayer Leverkusen che potrebbe recitare un ruolo da protagonista se il neo arrivato Calhanoglu decidesse di esplodere. E poi ci sono Drmic, Castro e Son, giocatori che possono fare la differenza”. 

E il Wolfsburg? I “Lupi” rimanderanno ancora il salto verso l’alta classifica?

“Vedo un Wolfsburg che ha, oltre alla potenza economica, un progetto tecnico importantissimo. Dopo anni in cui si buttavano soldi, l’arrivo di Allofs ha portato una pianificazione attenta e lungimirante. Dopo il ritorno in Europa League della scorsa stagione, credo che il Wolfsburg possa puntare senza problemi al quarto posto per tornare in Champions. E’ arrivato Guilavogui ed è stato tenuto Luiz Gustavo oltre all’arrivo di Hunt e di Jung, grande prospetto. Con altri 2/3 tasselli, nel giro di un paio di anni si potrà lottare per il titolo”. 

E le altre? 

“Le altre sono ancora a distanza. Solo l’Hertha Berlino ha iniziato un grande progetto di crescita e può contare su una città che vive di calcio e che vuole arrivare in alto. L’arrivo di Heitinga, Schieber e Stocker ne sono la dimostrazione. Se dovessero arrivassero anche investitori importanti, avremo un’altra super potenza in Germania pronta a decollare”.  

E le grandi del Nord? Perchè sono ancora in ritardo?

“I discorsi sono diversi. Ad Amburgo si è speso male e non si capisce il perchè di alcune situazioni. Persino una colonna dei Dinos come Seeler, quando viene intervistato non è in grado di spiegare il perchè l’Amburgo non riesca a riemergere. Sembra quasi ci sia una maledizione. Qualcosa si sta facendo e non credo che l’Amburgo faccia di nuovo un campionato per non retrocedere ma allo stesso modo credo che il ritorno in Europa sia ancora lontano. Il Werder lo vedo più avanti come progetto e magari può regalare qualche sorpresa in positivo. Dal centrocampo in su ha una squadra di buon livello ma come per l’Amburgo prevedo un campionato più tranquillo ma non ancora di alta classifica. Mi aspetto un Elia finalmente decisivo e un Caldirola che giochi centrale di difesa dove può dimostrare il suo valore”. 

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