Dal carcere alla Bundesliga: l’incredibile storia di Koc

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Di storie particolari la Bundesliga ne ha sempre regalate e sempre ne regalerà molte, ma quella di Süleyman Koc, venticinquenne di origine turca, ha quel qualcosa di straordinario che la renderà per sempre unica.

Nato nella capitale Berlino, il ragazzo cresce a pane e pallone, in una famiglia povera ma unita; abita nel quartiere di Moabit, non certo tra i più residenziali della città nonostante sia a due passi dal centro; circondato da tutti e quattro i lati da corsi d’acqua, il sobborgo è noto soprattutto per ospitare la grande prigione, che di Moabit ha ereditato il nome. A vent’anni gioca nel Babelsberg, alle porte della città, e trova molto spazio in prima squadra, nella terza serie tedesca, tanto che sul ragazzo cominciano a mettere gli occhi varie società di categoria superiore.

La svolta, in negativo, arriva il 18 aprile 2011, quando Süleyman e il fratello vengono arrestati insieme ad altri quattro ragazzi della zona: l’accusa è pesante, visto che i sei giovani vengono accusati di far parte della banda del machete, un gruppo di criminali che assaltavano i bar e le sale gioco della zona. Il giudice è irremovibile, e anche per Koc, nonostante venga approvato che lui, unico in possesso della macchina, sia solo l’autista del gruppo, scatta la condanna: 3 anni e 9 mesi.

Il colpo è forte, soprattutto perché il ragazzo è sempre stato considerato da tutti una brava persona, timida e riservata; si scopre che è finito in un affare più grosso di lui solo perché non è riuscito a dire di no al fratello, dal carattere totalmente differente, e a quelli che erano i suoi amici d’infanzia, cresciuti con lui nelle strade della grande periferia berlinese.

Dopo undici mesi di carcere, a marzo 2012, Koc comincia ad avere permessi per buona condotta e ad uscire spesso dalla prigione: frequenta corsi per il reinserimento nella società, varie sedute di psicoterapia e pian piano si riavvicina al calcio, ricominciando gli allenamenti con la vecchia società. Ad agosto 2013 gioca in quarta serie, e torna a mostrare il talento che lo aveva messo in luce due anni prima; a gennaio arriva una chiamata importante: arriva dal Paderborn, una squadra senza storia alle spalle ma che sta disputando un incredibile campionato di Zweite Bundesliga. Süleyman arriva in punta di piedi, ma si fa subito trovare pronto: colleziona 11 presenze e segna persino 2 gol, uno dei quali, al Greuther Furth, segna di fatto la promozione del Paderborn, che arriva ufficialmente pochi giorni dopo.

Adesso Koc, che a venticinque anni sembra essersi lasciato completamente alle spalle il passato, è pronto per iniziare l’avventura più grande della sua carriera, il primo campionato di Bundesliga: a Paderborn lo amano, mister Breitenreiter sa che può diventare decisivo sulla fascia con la sua velocità, e lui, il ragazzo timido e riservato, è pronto per un’altra sfida, anche se quella più grande, comunque vada, l’ha già vinta.

 

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